- Tags: armi, Bowling-for-Columbine, Matt-Stone, Michael-Moore, South-Park, Trey-Parker, tv, Usa, Virginia
- 6 commenti
Sbarcheranno in Virginia quelli di South Park, i bambini terribili della Tv, che non risparmiano nessuno? Affronteranno la terribile strage avvenuta lunedì scorso nel campus americano? Parleranno delle uso delle armi negli Stati Uniti?
South Park è una serie televisiva americana di cartoni animati creata da Trey Parker e Matt Stone e trasmessa dal 1997 dal canale Comedy Central. Nominata cinque volte per gli Emmy Awards (gli Oscar della televisione americana), lo vinse nel 2005 con l’episodio Best friends forever. In Italia è andata in onda per alcuni anni su Italia 1 e recentemente è passata sul canale Paramount Comedy di Sky. Satirica, irrispettosa, politicamente scorretta, affronta senza peli sulla lingua i temi dell’attualità statunitense attraverso le vicende di un gruppo di bambini novenni della cittadina di South Park, Colorado.
Uno dei pochi argomenti spinosi non ancora trattati dalla serie riguarda l’uso delle armi negli Stati Uniti. Il motivo è probabilmente più legato a uno sgradevole precedente che non a una mancanza di volontà. Matt Stone è stato intervistato da Michael Moore nel documentario Bowling for Columbine a proposito della strage avvenuta nel liceo di Columbine. All’intervista segue un breve cartone animato sulla vicenda in perfetto stile South Park, ma non prodotto dai due creatori della serie. Questo ha creato molti attriti tra Stone e Moore.
Ora, con l’orribile episodio del Virginia Tech, l’argomento armi ritorna di scottante attualità. E, come accadde per l’uragano Katrina, i nostri potrebbero trovarsi obbligati a trattarlo “Lo show iniziava a ottobre e la gente si aspettava di sentire qualcosa da noi sull’uragano Katrina ( i contenuti del video potrebbero risultare offensivi). Per la prima volta abbiamo avvertito la sensazione che fosse nostro dovere lavorare su un dato argomento”.
Michael Moore, nonostante le buone intenzioni, ha sicuramente fallito nel tentativo di educare gli americani sulla questione armi. Il suo essere eccessivamente schierato politicamente non lo rende universalmente credibile. South Park, invece, potrebbe a questo punto dare un segnale forte proprio ai giovani. Far capire loro che se possiedono un’arma non è per accrescere la loro sicurezza ma perché qualcuno vuole semplicemente guadagnare dei soldi. Per una volta forse l’America farebbe bene a chiudere un occhio su una parolaccia di troppo in televisione e ritrovarsi con un morto in meno per arma da fuoco. Staremo a vedere.
La serie festeggia quest’anno il suo decimo anniversario. Un risultato insperato, date le pesanti critiche e le richieste di non riprogrammazione che si scatenano dopo ogni episodio. Finora soltanto uno è stato bloccato dopo la prima messa in onda, si tratta dell’episodio sulla Chiesa di Scientology (i contenuti del video potrebbero risultare offensivi). Ma il duo Parker-Stone non ha perso l’occasione per rincarare la dose e sbeffeggiare ulteriormente i seguaci di Ron Hubbard ammiccando proprio ai loro dogmi (con un linguaggio volutamente non sense): “Scientology, puoi aver vinto QUESTA battaglia, ma la guerra millenaria per la Terra è appena cominciata. Aver temporaneamente anonizato il nostro episodio NON ti impedirà di tenere i Tetani intrappolati per sempre nei vostri corpi umani. Ci avete fermati per ora, ma il vostro spregevole tentativo di salvare l’umanità fallirà. Ave Xenu”.
South Park deve il suo successo alla sua capacità di essere sempre vicina all’attualità. Un episodio di mezz’ora viene prodotto in circa sei giorni e l’argomento è deciso all’ultimo momento, come spiega Trey Parker “Lo show va in onda di mercoledì. Il giovedì precedente io e Matt ci riuniamo con gli altri autori la mattina presto e diciamo d’accordo, di cosa parliamo questa settimana? Cosa succede nel mondo e come possiamo farlo accadere in South Park?”.
Un altro ingrediente fondamentale per il successo della serie è la scelta di non schierarsi. South Park ha satireggiato tanto su Bush (i contenuti del video potrebbero risultare offensivi) quanto su Bin Laden (i contenuti del video potrebbero risultare offensivi), sul cattolicesimo e sull’islam, passando per i diritti di omosessuali e transessuali, ebraismo, mormoni, Tom Cruise, riscaldamento globale, Paris Hilton, eutanasia e la Regina Elisabetta. “Le persone che sbraitano da questo lato e dall’altro, sono le stesse persone ed è perfetto stare giusto nel mezzo e ridere di entrambi” afferma sempre Trey Parker.
- Mercoledì 18 Aprile 2007
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Commenti
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Il 18 Aprile 2007 alle 14:33 mario_portanova ha scritto:
E già, gli Stati Uniti sono il paese della libertà, e per questo motivo chiunque ha il sacrosanto diritto di comprarsi un fucile (come diceva Bush ieri): se poi un tizio usa il fucile sui suoi compagni di classe, poco male: al limite ci faranno un cartone animato. Questa sì che è libertà.
Il 18 Aprile 2007 alle 15:30 Francesco Neri ha scritto:
Mario,
dato che la situazione, come hai detto tu, è che “chiunque ha il sacrosanto diritto di comprarsi un fucile”, manco fossimo ancora ai tempi della cavalleria, magari è il caso che qualcuno faccia loro capire perché trovano normale avere una pistola nel portaoggetti della macchina.
Il cartone animato è un mezzo, il fine è il messaggio.
Il 18 Aprile 2007 alle 16:19 mario_portanova ha scritto:
Francesco,
abbi pazienza. Scusa ma non ho mica capito cosa vuoi dire con: “…qualcuno faccia loro capire perché trovano normale avere una pistola…”.
:-)
Il 18 Aprile 2007 alle 16:57 Francesco Neri ha scritto:
Mettila così: tutti noi quotidianamente facciamo delle cose, e ne capiamo la stupidità, o la follia, soltanto quando ce la fanno notare.
Ora, non so cosa ne pensi tu, ma io non trovo normale avere una pistola nel portaoggetti dell’auto. Insinuare il dubbio che non è una sicurezza in più, bensì un rischio in più, potrebbe aiutare.
So che sembra banale per noi italiani, ma negli USA non lo è.
Il 18 Aprile 2007 alle 17:28 mario_portanova ha scritto:
Allora avevo capito bene, e concordo. Però: che a insinuare dubbi del genere debba essere un cartone animato e non, che so, il presidente di quel paese, questo io lo trovo un po’ triste. Ma forse sono prevenuto.
Il 19 Aprile 2007 alle 10:45 Francesco Neri ha scritto:
Mario,
concordo che sia triste, ma hai presente qual è la credibilità di George Dabliu negli USA in questo momento?
Ti assicuro che per l’opinione pubblica ha più peso un cartone animato come South Park, proprio perché gli autori storicamente non si sono mai schierati. C’è del marcio? Loro ne parlano e senza peli sulla lingua.
Buona giornata! :)
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