Si definiscono: sanguigni, istintivi, semplici e soprattutto rock&roll. Sono i Rio, la band che in questo periodo sta aprendo i concerti di Elisa. Per loro, che della dimensione live hanno fatto un credo, è una delle esperienze più significative. Anche perché, seppur venuti alla luce nel 2001, hanno alle spalle tanto caldo suono, gavetta e centinaia di concerti dal vivo. Li ha uniti l’amore per il Messico e li ha consacrati l’umiltà di capire dagli errori. A Panorama.it il chitarrista, Marco Ligabue (fratello di Luciano) e il cantante, Fabio Mora, raccontano l’evoluzione di quello che considerano il “progetto Rio”. Che nasce dalla sponde del fiume Po, si evolve piano, senza forzature, fino al disco del 2004 Mariachi Hotel e continua ora, nel 2007, con il secondo album Terra Luna e Margarita.
È difficile essere un gruppo, per dirla tecnicamente, di spalla come siete in questo momento con Elisa?
“Sinceramente non è un problema. Non conoscevamo Elisa di persona e dobbiamo dire che per noi è stata una bella scoperta. Dopo la data di Caserta ci siamo ritrovati a fare due chiacchiere con lei ed è stato tutto molto naturale”.
Molti si chiederanno qual è la sensazione che si prova a aprire un concerto.
“C’è una sana invidia per chi salirà sul palco dopo di te (ridono). Invidia per quella ovazione che vorresti fosse per te. Poi, però, pensi e sogni che prima o poi quello che vedi succederà anche te, almeno si spera”.
Tra voi ed Elisa c’è una differenza di retroterra musicale. E così avviene anche nelle linee armoniche e nell’uso della voce che in Elisa è parecchio particolare.
“Abbiamo modi diversi di intendere la vocalità. A me” dice Fabio “piace più il suo sporco, Elisa predilige una certa pulizia. Forse sono queste differenze che ci fanno convivere bene”.
Come reagisce il pubblico di Elisa al vostro sound?
“La prima volta che abbiamo diviso il palco avevamo un po’ di timore. Ma tutto è diventato più semplice quando, dopo il primo brano, si è sciolto tutto in un caloroso applauso”.
Ammetterete, comunque, che è difficile mostrare il proprio valore in poche canzoni, quattro per la precisione.
“Certo, è complicato. Ma è una sfida stimolante, perché alla fine sei consapevole di avere un’arma per colpire chi sta di fronte. E questo cerchiamo di farlo sempre al meglio”.
È difficile, però, anche chiamarsi Ligabue. Per te, Marco, è stato un peso questo cognome?
“Da un lato crea curiosità e ti fa essere sotto la lente di ingrandimento. Dall’altro può essere negativo perché ti senti “raccomandato”. Abbiamo combattuto molto questo pregiudizio, per fortuna la nostra musica ci ha dato una mano”.
Una cosa, però, è certa. Dopo il duetto con Luciano Ligabue, un altro Ligabue stringe la mano a Elisa: “vizio di famiglia”.
- Giovedì 19 Aprile 2007
[/i]](http://gallery.panorama.it/albums/upload/foto/rio/normal_rio_02.jpg)
[/i]](http://gallery.panorama.it/albums/upload/foto/rio/normal_rio_marco_ligabue.jpg)









I calendari 2012
Tutto su Belen Rodriguez
Tutto su Lady Gaga








Talent show: le 10 star internazionali più amate su Facebook
Musica, le gallery più cliccate: Jennifer Lopez e Noemi in testa, e ci sono sorprese


Le ragazze di Periscopio
Le foto più belle, settimana dopo settimana
Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.