
“I libri, se non diventano vita incarnata, sono oggetti inchiodati nella rigidità di un sapere inutile”. Ermanno Olmi torna a spiegare così uno dei passaggi emblematici del suo ultimo film, quello dell’inchiodatura dei libri.
Il regista di Centochiodi (e anche de L’albero degli zoccoli, Il mestiere delle armi e molti altri film) replica oggi sulle pagine del Corriere della Sera alle critiche che Oliviero Diliberto, bibliofilo e segretario del Pdci, gli aveva mosso qualche giorno fa in occasione della Giornata mondiale del libro: “Sarò provocatorio, ma ora ci si è messo pure Ermanno Olmi: lui lo avrà fatto pure con le migliori intenzioni, ma lo scegliere di inchiodare libri in nome di una presunta purezza del cristianesimo è profondamente diseducativo, perché individua il libro come un pericolo da estirpare. Operazione non dissimile a mille altre fatte in passato che hanno portato a immani tragedie”. E ancora: “i libri vengono distrutti sempre in occasione di eventi terribili e luttuosi”. Come per esempio è accaduto in Iraq: “Le guerre distruggono le città e di conseguenza bruciano anche le biblioteche. Basta ricordare le ultime devastazioni criminali in Iraq”. Una critica che ha trovato sponda in Alfredo Mantovano, ex sottosegretario di An: ”Per una volta sono d’accordo con Oliviero Diliberto. Un evento direi. Trovo anch’io diseducativo il film di Olmi. Bruciare i libri? Si sa come si comincia, ma non si sa dove si va a finire”.

Il regista ribatte sul Corriere che evidentemente non si è colta la “provocazione del paradosso” e conclude con ironia: “Tuttavia, dopo essere stato redarguito, mi rendo conto della gravità della mia colpa e farò pubblica ammenda. Riconosco che il paradosso del mio film è talmente diseducativo che il contesto in cui ci troviamo inorridisce: infatti, la qualità del dibattito della nostra classe politica, la correttezza dei comportamenti parlamentari, il rigore della spesa nelle funzioni pubbliche, la sollecita giustizia, la eguaglianza di trattamento nella sanità, la autorevolezza degli insegnanti nella scuola, l’educazione e il sostegno della speranza per i giovani, la democrazia stessa, tutto è così altamente educativo che per consolarmi della mia colpa cercherò anche un solo amico disposto a bere un caffè in mia compagnia”. In un’intervista all’Avvenire, Olmi aveva già provato a chiarire il suo punto di vista in materia: “Mi chiedi se l’inchiodatura dei libri che mostro nel film può sembrare dissacrazione della cultura accademica e anche religiosa. Posso rispondere che troppo spesso proprio certa cultura mal intesa e le religioni stesse hanno profanato la sacralità della vita umana”.

Il film e anche il trailer che lo ha accompagnato (”Tutti i libri del mondo non valgono un caffè con un amico”) hanno sollevato critiche (come quelle di Giuliano Ferrara o di Nico Orengo, per esempio), ma anche elogi (tra gli altri Claudio Magris, nel libro pubblicato con lo stesso titolo del film da Federico Motta editore, e Padre Ruggiero Cantalamessa, predicatore di Casa Pontificia che ha rievocato la famosa scena del film per poi citare San Paolo: “La scienza gonfia, l’amore edifica”). Polemiche rimbalzate dai giornali ai blog. Il rapporto tra fede, cultura e vita i temi del dibattito. Perché, per Olmi, “la parola scritta può anche dire solide verità. Ma la sostanza di un gesto, di un atto compiuto, vale più di qualsiasi sostantivo impresso in una pagina. Prova a domandarlo a qualsiasi innamorato. Insisto: la parola può evocare la vita, ma solo la vita è viva”. E voi cosa ne pensate? Siete d’accordo con Olmi?
Leggi da Panorama n.15, del 12 aprile 2007 le opinioni di Mauro Anselmo, Filippo Di Giacomo, Adriano Sofri, Ignazio Ingrao, Goffredo Fofi.
Il trailer del film
La religione, l’educazione e la religione per Ermano Olmi
- Giovedì 26 Aprile 2007









I calendari 2012
Tutto su Belen Rodriguez
Tutto su Lady Gaga








Talent show: le 10 star internazionali più amate su Facebook
Musica, le gallery più cliccate: Jennifer Lopez e Noemi in testa, e ci sono sorprese


Le ragazze di Periscopio
Le foto più belle, settimana dopo settimana
Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 27 Aprile 2007 alle 9:52 EmilioMisani ha scritto:
Ho visto il film. A parte gli scorci dei paesaggi che sono magnifici e incantano chi guarda come se si fosse in presenza di quadri d’autore; il resto del film nella trama e nello sviluppo rimane alquanto mediocre. Al posto di inchiodare manoscritti ed incunaboli o antiche stampe, dovevano pensare ad inchiodare tutta la pornografia suddetta “di cultura” che circola nelle nostre librerie. Dai romanzucci che oramai tutti scrivono alla saggistica, nella quale tutti si ergono a dire tutto con presunzione e alterigia.
Il tema del diprezzo dei valori di questo mondo è un tema che da Gesù Cristo in poi tutti i santi di tutte le epoche continuano a predicare: che Olmi sia un nuovo santo?
Il 14 Giugno 2007 alle 8:47 Cinema in tv: i David di Donatello al posto dell’aperitivo » Panorama.it – Cultura e società ha scritto:
[...] E quanti sono i film italiani in lizza a contendersi i 19 premi (a cui sono da aggiungere quelli per le sezioni cortometraggio, documentario, film europeo e straniero)? Le nomination sono ben 95 per… 23 pellicole. E cinque di queste raccolgono, messe insieme, addirittura 54 candidature. La sconosciuta di Giuseppe Tornatore (di cui sotto si può vedere una scena tratta da Youtube) ne vanta da solo 13, così come Nuovomondo di Emanuele Crialese (includendo anche il David Giovani, che viene assegnato da una giuria di giovanissimi composta da studenti, e il Premio dei critici). Mio fratello è figlio unico di Daniele Lucchetti, che ha partecipato anche alla sezione Un certain regard al Festival di Cannes - rimanendo a bocca asciutta - ne ha collezionate 11, Centochiodi del buon vecchio Ermanno Olmi 9 e Saturno Contro di Ferzan Ozpetek 8. E non si è piazzato male neanche Anche libero va bene di Kim Rossi Stuart, agli esordi da regista: 6 nomination. La solita manciata di pochi buoni film. Un sintomo di certo non incoraggiante per il cinema italiano che da anni si affanna cercando di rialzarsi. Senza successo? [...]
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.