
Hai un apparecchio digitale o un cellulare dotato di fotocamera? Allora anche tu puoi essere uno degli artisti le cui foto vengono esposte al Musée de l’Elysée di Losanna. Sì, perché oggi tutti possono essere fotografi (o quanto meno provarci) e la mostra “Tous photographes!” (guarda la gallery) è lì a dimostrarlo.
Con l’avvento della fotografia digitale sono sempre meno le barriere tecniche tra professionista e amatore. Basta una buona (e non buonissima) conoscenza dei mezzi informatici e un po’ di fantasia (e di capacità) e si può giocare di ritocco, fotomontaggio, sovrapposizione o ricampionatura di immagini. Uno sbizzarrirsi di pixel in libertà. Per sentirsi tutti un po’ fotografi, scegliendo magari di condividere la passione per lo scatto in siti come Flickr, o ricavandone anche un business con agenzie fotografiche amatoriali come Scoopt. La creatività è quanto di più democratico ci sia. Così il direttore del museo svizzero, William Ewing, ha deciso di consacrare a questo fenomeno un’esposizione, interattiva e in progress. Dall’8 febbraio sono esposte immagini inviate, tramite un apposito form presente sul sito del museo, da fotoamatori di tutto il mondo. Ogni settimana avviene la selezione casuale di un centinaio di nuove foto, che vanno a sostituire le precedenti e a comporre il patchwork di immagini in continuo mutamento sui muri della galleria. Il fotografo selezionato riceve indietro una foto di come appare la sua opera in mostra. E questo fino al 20 maggio (c’è invece tempo fino al 5 giugno 2007 per partecipare alla rassegna-concorso Videominuto organizzata dal Museo Pecci di Prato: leggi l’articolo).
![Le sale dell'esposizione al [url=http://www.elysee.ch/]Musée de l'Elysée[/url] di Losanna © Yves André](http://gallery.panorama.it/albums/userpics/10054/normal_13_yvesandre2007.jpg)
Tra i fotoamatori selezionati, Noah Kalina, ventiseienne di Williamsburg (Brooklyn) è l’emblema della new generation digitale. Il suo lavoro è un video composto da 2.356 autoritratti scattati quotidianamente dall’11 gennaio del 2000 al 31 luglio del 2006. Messi in fila tramite un software per la fotografia digitale, uno dietro l’altro, con un intervallo di sei immagini al secondo, Noah ha ottenuto “everyday“, un filmato tanto facile da realizzare quanto geniale e sorprendente. Il suo volto in progressivo mutamento: stesso sguardo, fisso e quasi ipnotico, ma i lineamenti in lenta evoluzione e i capelli che cambiano taglio. Il filmato, caricato il 27 agosto scorso su YouTube, il sito di condivisione di video, è stato visto finora quasi 6 milioni di volte e ha raccolto oltre 24 mila commenti. Un vero boom.
Noah si è ispirato per il suo lavoro al video “me” di Ahree Lee, che con la stessa tecnica ha ritratto se stessa per tre anni, postando poi il relativo video su AtomFilms e su YouTube. Su questa scia sono nati tanti video simili, un fenomeno di cui si è occupato anche il New York Times, come quello di Jonathan Keller, che espone il progetto nel suo sito.”È una rivoluzione o solo un’evoluzione?”: è questa la domanda che vuole porre William Ewing attraverso la mostra Tous photographes!. Ewing, che è anche curatore della rassegna in corso al Forma di Milano “Faccia a Faccia. Il nuovo ritratto fotografico” (leggi la recensione) dedicata all’evoluzione del ritratto alla luce dell’era digitale, si dà anche una risposta. “È una rivoluzione”.
Guarda la gallery
- Giovedì 26 Aprile 2007









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Il 26 Aprile 2007 alle 18:17 Il ritratto convenzionale è morto. E il nuovo è in mostra a Milano » Panorama.it – Cultura e società ha scritto:
[...] Per il Museo di Losanna siamo tutti fotografi Panorama Canali Cultura e società Il ritratto convenzionale è morto. E il nuovo è in mostra a Milano [...]
Il 26 Aprile 2007 alle 18:20 Videominuto: 60 secondi per dire tutto. Con un filmato » Panorama.it – Cultura e società ha scritto:
[...] Sessanta secondi non sono sufficienti neppure per leggere il bando di concorso. Eppure, devono bastare: “Il tempo stringe, specie in video”. Videominuto è infatti il nome del festival, giunto alla sua 15esima edizione, organizzato dal Centro per l’Arte contemporanea Luigi Pecci e da Controradio in collaborazione con Comune e Provincia di Prato. Una rassegna internazionale di video che si propone di indagare la sintesi e la brevità come forma espressiva. Le condizioni per partecipare sono: avere una buona idea e saperla realizzare. In sessanta secondi. L’iniziativa infatti al pari di altre, per esempio la mostra Tous photographes!: leggi l’articolo, si propone di coinvolgere chiunque abbia estro creativo e dimestichezza con una videocamera. I filmati devono pervenire entro il 5 giugno 2007; la proiezione delle opere selezionate avverrà al Centro L. Pecci di Prato il prossimo 8 Settembre. Il primo classificato, l’anno scorso c’erano in concorso 300 opere provenienti da 30 paesi, si porta a casa 1000 euro (da qui il nome del concorso: 1000 EURO x 1 MINUTO). “60 secondi possono bastare ad elaborare video-cartoline, appunti per lungometraggi a venire, aforismi, note filosofiche, short cuts, documenti in pillole, spot devianti, ipotesi narrative…” si legge sul sito della rassegna. E c’è da credergli. Basta guardare su Youtube alcuni video (per curiosa scelta dei promotori non è possibile pubblicarli su nessun altro sito) selezionati negli anni passati. [...]
Il 1 Maggio 2007 alle 22:26 daniela ha scritto:
Trovo questo video fantastico: esso ci mostra cosa oggi, grazie al digitale, possiamo fare! Molto coinvolgente il linguaggio usato dalla giornalista che ringrazio ed invito a produrre ulteriori articoli su questo interessante argomento.
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