Heineken Jamin’Festival: Cacciari apre al rock, Venezia trema

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“I rockettari non si avvicinino a San Marco”: questo il monito di Massimo Cacciari. Già il ponte del primo maggio aveva indotto l’amministrazione comunale di Venezia a stilare un decalogo contro la maleducazione dei turisti mordi e fuggi. Niente panini all’ombra del campanile e vietato girare a torso nudo, tanto per fare degli esempi. Un codice di comportamento che l’assessore al Decoro intende diffondere ad ogni calle, con manifesti in quattro lingue, e con tanto di indicazioni sulle supermulte per i trasgressori. Ora, a riaccendere le polemiche è il più importante raduno rock dell’estate italiana: l’Heineken Jamin’Festival, in programma dal 14 al 17 luglio. Un evento che secondo il sindaco non è compatibile con Venezia e che “è meglio fare in zone più adatte ad accogliere un pubblico così vasto”. La location sarà dunque il Parco San Giuliano di Mestre-Venezia, un’oasi verde di 74 ettari, con la laguna e il campanile di San Marco a fare da sfondo al palco principale, però ai margini della città lagunare.

E se ai fan di Vasco Rossi (che chiuderà la maratona musicale il 17 luglio) venisse voglia di fare una capatina fra calli e canali? “Saranno i benvenuti” risponde il primo cittadino “ma stiano lontani da San Marco: avranno tempo per visitarla in viaggio di nozze o quando saranno vecchi”.
Nelle parole del sindaco risuona l’eco di una vecchia polemica, quella che vent’anni fa accompagnò il concerto dei Pink Floyd. Era stato un evento live memorabile, con uno scenario suggestivo grazie al palco galleggiante nella laguna davanti a Piazza San Marco. Ma la mattina seguente al 14 luglio 1989, Venezia si risvegliò incredibilmente insozzata. Da allora chi ha governato la città ha idealmente alzato una diga per sbarrare l’ingresso nei canali al grande rock di massa. “Far suonare i Pink Floyd in San Marco fu un errore strategico che noi non abbiamo ripetuto” ha spiegato il sindaco veneziano Massimo Cacciari. “I concerti in Piazza San Marco non saranno più di 3 all’anno e con una capienza massima di 4/5 mila persone”.

In occasione del decennale dell’Heineken Jammin’ Festival, quella diga invisibile si aprirà dunque per deviare verso Mestre i 100 mila fan, non soltanto di Vasco Rossi, ma anche degli altri headliner: Iron Maiden, Pearl Jam e Aerosmith (tutto il programma al link Main Stage, nella homepage del sito HJF). Una massa di irriducibili del rock, che dopo aver risposto all’appuntamento per nove anni sull’asfalto dell’autodromo di Imola, trasloca ora al Parco San Giuliano. Lo spazio di verde urbano più grande d’Europa ospiterà due palchi (venerdì 15 e sabato 16 il Second Stage sarà teatro delle Heineken Night con i dj-set di Claudio Coccoluto e Mauro Picotto. E sabato i Finley presenteranno in anteprima il nuovo disco), un’area sport (fra le attività anche calci di rigore contro portieri professionisti con in palio biglietti per la Champions League), un’area relax (con una spiaggia di autentica sabbia), un parco giochi per bambini con servizio di babysitter e un campeggio gratuito per chi acquista l’abbonamento ai 4 giorni (140 euro; mentre il biglietto per la singola giornata costa 40 euro).

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Il 15 Giugno 2007 alle 17:46 Heineken Jammin’Festival: un temporale e la festa è finita. La bufera inizia ora » Panorama.it – Italia ha scritto:

[...] Una bufera di vento che non eviterà una bufera di polemiche. Tragedia sfiorata all’Heineken Jammin’Festival che per la prima volta quest’anno si svolge a Mestre. [...]

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