Se un gruppo di lettura incontra l’autore, e questi si chiama Ryszard Kapuscinski (il più grande reporter del secondo Novecento) può succedere che quell’evento sia talmente intenso da giustificare la nascita di un nuovo libro. Così è nato Ho dato voce ai poveri (ed. Il Margine), frutto del dialogo avvenuto nell’ottobre 2006 tra il reporter polacco e un gruppo di studenti di Bolzano.
Durante quel viaggio in Italia, Kapuscinski (scomparso quattro mesi fa) aveva parlato dei suoi rescoconti giornalistici dall’Africa, dall’Asia, dal Sudamerica. Aveva risposto alle domande dei giovani su globalizzazione, guerra, povertà. E aveva raccontato la vita quotidiana dell’umanità semplice, quella ignorata dai media ma presente in tutti i suoi scritti.
Alicja Kapuscinska, la vedova dello scrittore, definisce questo dialogo a più voci “una sorta di testamento morale” e ricorda che suo marito le parlò di quell’incontro come di “uno dei momenti più belli della mia vita”.
Il ritratto di Kapuscinski è completato ora da due grandi reporter italiani che lo hanno conosciuto personalmente. Paolo Rumiz, inviato di Repubblica, che firma l’introduzione al libro. Ed Ettore Mo, inviato del Corriere della Sera, che parteciperà alla presentazione del volume (cui è allegato un dvd) Sabato 12 maggio alle ore 11 allo stand della Regione Veneto alla Fiera internazionale del libro di Torino.
Leggi lo speciale Fiera del Libro
- Martedì 8 Maggio 2007










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Commenti
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Il 8 Maggio 2007 alle 16:58 persefone ha scritto:
Grandissimo kapuscinski, uno dei pochi giornalisti capace di raccontare come uno scrittore.
Ma la regione veneto che c’azzecca?
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