Banned commercial. Il 15 maggio scade il termine per l’iscrizione alla II edizione di “Creatives are bad!”, la mostra dedicata alle pubblicità censurate o mai realizzate nel nostro Paese. Un evento, aperto a tutti i pubblicitari italiani, che è nato da un’idea dell’agenzia MTN Company (con la collaborazione di Comunitàzione.it) e che si svolgerà alla fine di luglio a Cava de’ Tirreni (Sa). Il filone delle pubblicità censurate (o ritirate a causa delle proteste delle più varie associazioni) sta diventando un importante attrattiva in termini di pubblico. Ed è anche un modo per riflettere su come, con l’andar del tempo e a seconda delle latitudini, arretri, si sposti, si trasformi quella cosa impalpabile che è il comune senso del pudore. Roma e Milano hanno recentemente offerto una serie di iniziative sulle pubblicità più contestate della nostra storia (da Jesus a Oliviero Toscani per Benetton, per finire con Ikea). Ma anche su Internet e nelle grandi capitali mondiali gli spot ritirati raccolgono un interesse crescente, quello sì, difficilmente censurabile. Come risulta chiaro dal numero dei clic di questa straordinaria gallery di spot su Youtube.
Leggi anche: Toscani: quanto sono imbecilli questi censori - Jeans Lee: quando la pubblicità scopre il web 2.0 -
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- Venerdì 11 Maggio 2007








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Commenti
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Il 11 Maggio 2007 alle 19:51 Carosello continuo. Cinquant’anni dopo è sempre di culto » Panorama.it – Cultura e società ha scritto:
[...] In ogni caso, il format era rigido nei tempi e nei modi: bianco e nero, qualche minuto di “storia” e al massimo 35 secondi di reclame del prodotto. Altri tempi, in tutti i sensi, rispetto alle veloci clip di oggi. Piccolo storie capaci di catturare milioni di persone. Eccone qualcuna. [...]
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