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“La censura di oggi è un po’ più sottile di una volta, ma è in realtà è più violenta. Forse solo Internet è l’unico mezzo libero, ma vedrai che dura poco: anche lì i censori riusciranno a metterci sopra le mani”. Così parlò Oliviero Toscani, il fotografo pubblicitario più censurato e amato del nostro Paese, al quale Panorama.it ha rivolto qualche domanda a bruciapelo.
Chi sono oggi i censori?
I mediocri. Quelli che non sono capaci di educare i loro figli. Quelli che non hanno niente da dire. E chiunque sia un po’ più avanti della società in cui vive subisce la loro censura. È normale. È persino un onore essere censurati. Vuol dire che sei più avanti di loro. È sempre stato così nella storia.
Loro? Hai qualche nome e cognome da fare?
Prendi Nolita Pocket, la mia pubblicità, quella con la bambina nuda con il fratellino in braccio. Lo Iap, questo istituto che ha atteggiamenti in stile mafioso denominato Istituto di autodisciplina pubblicitaria, sostiene che istighi alla pedofilia. Che cosa vuol dire? Me lo sai spiegare?
No, ma tu te ne puoi fregare. Sei Toscani. O no?
Certo che me ne frego. Ma quelli dello Iap condizionano i giornali. E, con il loro piccolo potere da burocrati, riescono a impedire che una pubblicità sia pubblicata anche perché gli editori si fanno condizionare. Insomma, il solito circuito vizioso…
Quali sono i temi più censurati?
Il sesso e la religione. Il sesso perché è ancora un grande problema sociale. La religione perché è tremenda, è rimasta ai tempi dell’Inquisizione e continua ad avere un potere pazzesco.
Era più facile lavorare oggi o vent’anni fa?
È uguale, c’è solo un po’ più di autocensura. Certo, quando rivedo le mie foto di Benetton censurate la gente dice: è ridicolo. Ma come, censuravano queste cose qui? E certo che lo facevano! Ti ricordi la mia foto sui preservativi colorati? Tra un po’ anche Famiglia cristiana li regalerà in allegato…
È cambiato il senso del pudore negli anni?
Non è senso del pudore, è ipocrisia. Ipocrisia e mediocrità. Mediocrità e potere. Perché loro, i censori, possono scegliere che cosa pubblicare. Ma alla fine, nella storia, si sono sempre dimostrati per quello che sono: degli imbecilli. Ricordi un censore intelligente o geniale, forse? Guarda la demenza delle televisione degli anni 50. Le mutande no, il reggiseno sì. Le cosce, sì, ma solo fino al ginocchio. Poi le cosce sì, anche fino all’inguine, ma le chiappe no. Tutte stronzate. Ipocrisie, robe dell’altro mondo.
Il potere e l’immagine: parla Toscani
- Venerdì 11 Maggio 2007









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Il 11 Maggio 2007 alle 19:42 Pubblicità: erano proprio da censurare questi spot? » Panorama.it – Cultura e società ha scritto:
[...] Leggi anche: Toscani: quanto sono imbecilli questi censori - Jeans Lee: quando la pubblicità scopre il web 2.0 - [...]
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