- Tags: anchorman, Beppe-Grillo, Blog, comico, elezioni, Genova, Pigreco, poteri-forti, presidente, satira-Telecom, Stati-Uniti, Time, Tom-Dobbs
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Alle elezioni amministrative di Genova di fine maggio corre anche la lista Pigreco, “movimento di partecipazione politica”, il cui candidato si chiama Michelangelo Trombetta. Anche se a suonarla (a ispirare idee, programma e proposte, s’intende) pare ci sia il blog di Beppe Grillo. Lui, interpellato da Panorama.it, boccia i vecchi partiti e auspica un nuovo modo di fare politica: più vicino ai cittadini e ai loro desideri di verità e certezze.
Sembra di sentire Tom Dobbs, il protagonista dell’ultimo film di Barry Levinson (sceneggiatore in Good Morning, Vietnam; regista di Rain Man e Sleepers) L’uomo dell’anno (Usa 2006, titolo originale Man of the Year).
Qui un comico, il magistrale Robin Williams, autore di una trasmissione satirica di successo, riceve e-mail esultanti quando “minaccia” una candidatura alla presidenza degli Stati Uniti (un po’ come i frequentatori del blog di Grillo). Decide allora di scendere in campo: si candida alle elezioni presidenziali degli Stati Uniti e partecipa alla gara attorniato da un entourage messo in piedi dal manager Jack Menken (Cristopher Walken).
Grillo e Dobbs, a ben vedere, si assomigliano molto e non solo per la copertina che il Time ha loro dedicato (Grillo nel 2005 è stato indicato dal settimanale tra gli eroi europei): attaccano sia la destra che la sinistra, i poteri forti (senza andare troppo lontano nel tempo, tutti hanno ancora nelle orecchie le battute sferzanti del genovese all’assemblea Telecom), sono molto sensibili ai temi ambientali. Il film, secondo il classico schema a lieto fine, racconta di come Tom Dobbs riesca (anche se con il trucco) a vincere le elezioni e a prendere presidente. E Beppe Grillo? A quando la sua discesa in campo?
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Qui uno spezzone del film L’uomo dell’anno
Qui lo show di Grillo all’assemblea Telecom: video 1:
Il video 2:
- Lunedì 14 Maggio 2007









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Commenti
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Il 15 Maggio 2007 alle 14:14 kubaiashi00 ha scritto:
Seguo grillo da tempo ma il testo di questo sondaggio mi sembra un po’ tirato per i capelli: grillo non ha dato vita a nessun movimento politico. semmai gli hanno scopiazzato delle idee. Sul blog di grillo non c’è nessun riferimento a pigreco, nè sul sito di pigreco ho visto riferimenti esplicito a grillo. Quale è il legame tra grillo e pigreco? Che sono entrambi genovesi?
Il 21 Maggio 2007 alle 15:18 Super Marta contro il giovin Enrico: la sfida di Genova tra incognite e veleni » Panorama.it – Italia ha scritto:
[...] Una poltrona per 10 candidati e 23 liste (di cui una legata al blog del comico Beppe Grillo, che i lettori di Panorama.it vorrebbero come candidato premier). [...]
Il 17 Luglio 2009 alle 17:47 Ma Grillo vuole rilanciare il Pd o il suo 740? » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Da quando Beppe Grillo ha inaugurato il suo blog (gennaio 2005) e si occupa di politica il diagramma del suo reddito è andato costantemente in salita. Infatti i suoi comizi (le serate del tour) sono a pagamento, come video e libri annessi. Dunque l’antipolitica fa bene alla popolarità e alle tasche dell’ex comico. Ma ultimamente l’aria era cambiata. Sul blog i commenti al post del giorno stavano pericolosamente diminuendo (il 10 luglio sono stati poco meno di 700, 50 in più il giorno dopo: numeri lontanissimi dalla media di qualche mese fa) e anche i meet-up, i circoli dei grillini avevano un saldo negativo (oltre 500 nel 2008, 434 il 15 luglio 2009). Come uscire da questa impasse e riprendere a fare crescere celebrità e fatturato? La risposta è semplice: il 12 luglio arriva l’autocandidatura a segretario del Pd (il partito ha rifiutato la sua iscrizione) e l’annuncio, sul sito, scatena l’entusiasmo del popolo grillino in letargo, raccogliendo quasi 5.700 commenti. Un’onda che non si arresta nei giorni successivi. Grillo, per restituire grinta alle sue truppe, gira il coltello nella piaga di un Pd in crisi di leadership. Assicura di essere l’unico candidato con un programma: “Io che sono un comico”. E riconquista i titoli di testa di tv e giornali, una condizione indispensabile per i buoni affari della sua holding. Anche dietro l’ultimo colpo di scena, assicurano i bene informati, c’è la testa riccioluta di Gianroberto Casaleggio, spin doctor di Grillo, grande esperto di rete e inventore del fenomeno internettiano dell’ex comico. Nel 2008 per la rivista americana Forbes Grillo era la settima web-celebrity del pianeta, per Time il suo sito era il venticinquesimo più cliccato di internet e secondo il quotidiano inglese Observer l’uomo era tra i 50 blogger più influenti del pianeta. Technocrati, il sito che calcola autorevolezza e popolarità dei diari online in tempo reale, ultimamente aveva dato un giudizio meno entusiasmante: il blog è, all’incirca, il sessantacinquesimo più cliccato e traccheggia intorno alla millecinquecentesima posizione per “autorevolezza “. Probabilmente Casaleggio si era accorto di questo calo di consensi ed è corso ai ripari. Si sa che, nel magico mondo di Grillo, il numero dei fan è direttamente proporzionale agli incassi degli spettacoli e del merchandising. Anche se il suo manager, Davide Marangoni, preferisce non diffondere dati ufficiali, la verità è che i fasti del tour Reset, quello del 2007, l’anno del Vaffa day (8 settembre) e dei 200 mila in piazza Maggiore a Bologna, sembrano irripetibili. Nel 2007 per 98 show sono stati staccati 318.972 biglietti (dati dell’Osservatorio sullo spettacolo della Siae), oltre 3 mila a spettacolo. Un trionfo che ha fatto schizzare il suo modello unico a 5.071.196 euro di reddito imponibile, di cui 4.673.478 derivanti dalle sue attività artistiche. Un risultato decisamente superiore a quello del 2006, quando girò l’Italia con lo spettacolo Incantesimi e dichiarò 4.388.367 euro (3.531.868 alla voce “arti e professioni”). [...]
Il 21 Luglio 2009 alle 19:42 il blog di Christian Purpari ha scritto:
[...] Questi articolo scritto da Giacomo Amadori il 17 luglio 2009 è di stato tratto dal sito di Panorama. Questo, secondo me, è un ottimo esempio cronologico di come un uomo-simbolo che ha creato la corrente "antipartitica" per eccellenza, poi ha promosso la lista civica ed infine è approdato anche lui in un partito. Possiamo raccontarci tutte le bugie del caso e possiamo trovare tutte le attenuanti anche per lui, ma quello che conta è il risultato, e qui c’è la riprova di come le fantomatiche liste civiche, oltre che esistere per interesse (vedi liste di disturbo, ecc.), sono destinate ad essere solo dei mezzi personali e che non hanno futuro politico. "Da quando Beppe Grillo ha inaugurato il suo blog (gennaio 2005) e si occupa di politica il diagramma del suo reddito è andato costantemente in salita (vedere la foto qui sopra). Infatti i suoi comizi (le serate del tour) sono a pagamento, come video e libri annessi. Dunque l’antipolitica fa bene alla popolarità e alle tasche dell’ex comico.Ma ultimamente l’aria era cambiata. Sul blog i commenti al post del giorno stavano pericolosamente diminuendo (il 10 luglio sono stati poco meno di 700, 50 in più il giorno dopo: numeri lontanissimi dalla media di qualche mese fa) e anche i meet-up, i circoli dei grillini avevano un saldo negativo (oltre 500 nel 2008, 434 il 15 luglio 2009).Come uscire da questa impasse e riprendere a fare crescere celebrità e fatturato? La risposta è semplice: il 12 luglio arriva l’autocandidatura a segretario del Pd (il partito ha rifiutato la sua iscrizione) e l’annuncio, sul sito, scatena l’entusiasmo del popolo grillino in letargo, raccogliendo quasi 5.700 commenti. Un’onda che non si arresta nei giorni successivi. Grillo, per restituire grinta alle sue truppe, gira il coltello nella piaga di un Pd in crisi di leadership. Assicura di essere l’unico candidato con un programma: "Io che sono un comico".E riconquista i titoli di testa di tv e giornali, una condizione indispensabile per i buoni affari della sua holding. Anche dietro l’ultimo colpo di scena, assicurano i bene informati, c’è la testa riccioluta diGianroberto Casaleggio, spin doctor di Grillo, grande esperto di rete e inventore del fenomeno internettiano dell’ex comico. Nel 2008 per la rivista americana Forbes Grillo era la settima web-celebrity del pianeta, per Time il suo sito era il venticinquesimo più cliccato di internet e secondo il quotidiano inglese Observer l’uomo era tra i 50 blogger più influenti del pianeta. Technocrati, il sito che calcola autorevolezza e popolarità dei diari online in tempo reale, ultimamente aveva dato un giudizio meno entusiasmante: il blog è, all’incirca, il sessantacinquesimo più cliccato e traccheggia intorno alla millecinquecentesima posizione per "autorevolezza ".Probabilmente Casaleggio si era accorto di questo calo di consensi ed è corso ai ripari. Si sa che, nel magico mondo di Grillo, il numero dei fan è direttamente proporzionale agli incassi degli spettacoli e del merchandising. Anche se il suo manager, Davide Marangoni, preferisce non diffondere dati ufficiali, la verità è che i fasti del tourReset, quello del 2007, l’anno del Vaffa day (8 settembre) e dei 200 mila in piazza Maggiore a Bologna, sembrano irripetibili. Nel 2007 per 98 show sono stati staccati 318.972 biglietti (dati dell’Osservatorio sullo spettacolo della Siae), oltre 3 mila a spettacolo. Un trionfo che ha fatto schizzare il suo modello unico a 5.071.196 euro di reddito imponibile, di cui 4.673.478 derivanti dalle sue attività artistiche. Un risultato decisamente superiore a quello del 2006, quando girò l’Italia con lo spettacolo Incantesimi e dichiarò 4.388.367 euro (3.531.868 alla voce "arti e professioni"). Ma Reset ha strabattuto pure l’ultimo tour, Delirio (qui un assaggio, inVIDEO di 10 min.), che aveva in agenda 58 date e che ha attirato nei primi 36 appuntamenti (sino a dicembre) 98.104 paganti (circa 2.700 di media). Un ottimo risultato, ma pur sempre una flessione. Basti un esempio: Grillo ha chiuso la tournée a marzo, nella sua città, Genova: un solo show, al Vaillant Palace (5 mila spettatori).L’anno prima, con Reset, aveva riempito per due serate il Palasport (9 mila posti). Ma quelli erano i giorni dei V-day e quella di Grillo sembrava una marea montante. In quel periodo pareva che le liste civiche a "cinque stelle", quelle che avevano ottenuto il suo imprimatur, dovessero fare incetta di scranni. Quasi 2 anni dopo l’esercito degli amministratori grillini è decisamente più sparuto del previsto: una quarantina consiglieri in circa 35 comuni. Probabilmente la gente dopo il secondo Vaffa day di Torino del 25 aprile 2008 ha iniziato ad assuefarsi un po’ al grillismo e alle sue provocazioni. Ma il masaniello genovese non sopporta il cono d’ombra. Per questo non si è perso d’animo e ha cercato di rimediare con performance sempre più contestate. Per esempio si è esibito in uno sproloquio televisivo lungo 20 minuti su La 7 costringendo la conduttrice, Ilaria D’Amico, a scusarsi con il pubblico.Nel suo spettacolo Delirio, oltre ai soliti prodotti, come il libro digitale di una nota casa informatica o la palla ecologica per lavare i panni, ha iniziato a promuovere, in polemica con la campagna governativa contro la prostituzione di strada e in nome della libertà sessuale, anche siti hard come www.youporn.com.Sul palco Grillo mostrava come navigarci, magari inviando propri video, senza preoccuparsi dell’imbarazzo del pubblico più anziano o delle signore. Non è chiaro se Grillo inserirà la pornocrociata nel suo programma di aspirante segretario pd. Non pago, l’11 giugno scorso ha cercato di attirare l’attenzione con uno show in commissione Affari costituzionali del Senato, dove ha dichiarato che in Parlamento ci sono "vecchi, antistorici e qualche zoccola".Volgarità in serie che non sono bastate a raddrizzare l’audience. Sino al colpo di scena del 12 luglio. Ora bisogna vedere se la segreteria del Pd è davvero il suo obiettivo o se è solo l’ennesima boutade per ottenere visibilità e prime pagine. Infatti in politica sino a oggi Grilloha ondeggiato tra l’Italia dei valori e le sue liste civiche.A Bologna, per esempio, durante la campagna elettorale per le ultime elezioni europee ha dovuto lasciare lontano dal palco i dipietristi Sonia Alfano e Luigi De Magistris, perché i ragazzi del Meetup e della Lista civica hanno preteso che non ci fossero commistioni con l’Idv. Anche perché nel programma dei grillini non sono ammessi gli inceneritori, accettati, invece, dal partito dell’ex pm. Per questi motivi i comitati Rifiuti zero hanno scritto a Grillo una lettera aperta di protesta ("Cosa c’azzecca con te quel Di Pietro?") che al momento resta senza risposta. Non basta.Christian Abbondanza, genovese, fondatore della Casa della legalità, associazione impegnata nella lotta alla mafia, ex collaboratore del blog e di diversi meet-up, solleva dubbi anche sulla carta di Firenze, praticamente il programma di governo delle liste civiche a "cinque stelle": "Dobbiamo ancora capire perché tra i punti fondamentali non ci sia la questione dei controlli di legalità, trasparenza e correttezza delle amministrazioni pubbliche. Forse quell’argomento è stato dato in appalto a Di Pietro".Anche perché sono in molti a sospettare che, mentre all’ex pm interessano i voti veri, Beppe Grillo sia più attratto dai guadagni." commenti : (0) [...]
Il 20 Ottobre 2009 alle 15:50 Ma Grillo vuole rilanciare il Pd o il suo 740? « il Blog di Christian Purpari ha scritto:
[...] Nel 2008 per la rivista americana Forbes Grillo era la settima web-celebrity del pianeta, per Time il suo sito era il venticinquesimo più cliccato di internet e secondo il quotidiano [...]
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