Chi volesse fare soldi facili e in pochissimo tempo non deve scervellarsi troppo: il filone che rende di più è quello dell’ecomafia. “Buttiamoci sui rifiuti: trasi munnizza e niesci oro”, dice un mafioso al telefono, intercettato dalla DDA (Direzione Distrettuale Antimafia). Non serve la traduzione dal siciliano stretto. Il senso è chiaro, ed è molto chiaro anche a chi non è un mafioso. Tanto che sono sempre più le imprese legali, gli incensurati uomini d’affari, i funzionari pubblici, i tecnici di laboratorio e gli imprenditori del trasporto che spostano le proprie attività in quella zona oscura e silenziosa che è il traffico di rifiuti tossici e non. Un business trasversale tra imprese e cosche mafiose che travalica i confini nazionali. I numeri e le storie di questo fenomeno sono nel rapporto Ecomafia 2007, stilato da Legambiente e pubblicato da Edizioni Ambiente. Un lavoro che raccoglie i contributi dei tantissimi magistrati impegnati in prima linea nella lotta al crimine organizzato e nella tutela dell’ambiente.
Dal rapporto si apprende ad esempio che l’avvelenamento del territorio italiano ha fruttato alla criminalità una cifra attorno ai 23 miliardi di euro solo nell’ultimo anno. Nel volume sono elencati in ordine alfabetico tutti i clan responsabili del degrado ambientale. Non mancano le cifre. Solo per fare un esempio, nel 2004 sono sparite 26 milioni di tonnellate di rifiuti speciali, ovvero un quarto del totale di quelli prodotti in Italia. È come se improvvisamente si fosse volatilizzato il Gran Sasso, oppure con un altro paragone, è come se ci fosse una bomba ecologica di 2.600 metri d’altezza pronta a esplodere in un luogo imprecisato.
Ma non ci sono soltanto i rifiuti a generare l’illecita ricchezza di pochi e il tragico degrado del Pese. Nel rapporto sono descritti anche gli altri settori dell’Ecomafia Spa: il ciclo del cemento, che strozza l’Italia in una morsa di calcestruzzo abusivo. E poi il racket degli animali, dalle corse clandestine dei cavalli, ai combattimenti tra cani, al traffico delle specie protette.
Il volume conta 309 pagine di storie che si fanno leggere come un romanzo, ma che invece raccontano la realtà. Da nord a sud, tutte provincie d’Italia mostrano il proprio volto nascosto tra aneddoti, ricostruzioni di progetti criminali, inerventi di giornalisti e procuratori, descrizioni di operazioni di carabinieri e Polizia. Campania, Sicilia e Puglia sono sul podio delle infrazioni accertate. Ma nessuna regione d’Italia è esclusa dal nuovo business della malavita.
- Giovedì 17 Maggio 2007









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Il 17 Maggio 2007 alle 17:15 Verdenero, la nuova collana noir che racconta l’ecomafia » Panorama.it – Cultura e società ha scritto:
[...] Ecomafia 2007, i segreti del business [...]
Il 21 Maggio 2007 alle 17:58 Verdenero, la nuova collana noir che racconta l’ecomafia » Panorama.it – Libri ha scritto:
[...] Il crimine non paga. O meglio, il vecchio crimine paga sempre meno. Droga e racket delle estorsioni sono nulla in confronto al nuovo grande business dell’ecomafia. Così i giallisti e gli scrittori di noir mettono in soffitta il vecchio armamentario tradizionale. E migrano nel territorio ancora poco conosciuto del traffico illegale di rifiuti tossici, delitti ambientali, e tratta degli animali. A ispirare il nuovo filone letterario è il Rapporto Ecomafia 2007 (leggi l’articolo), con le sue trecento pagine di storie e numeri sulla criminalità ambientale. Da lì, da quei fatti veri e documentati, sono nati i dodici titoli della nuova collana Verdenero delle edizioni Ambiente. [...]
Il 21 Giugno 2007 alle 11:26 Rifiuti: il Senato converte in legge il decreto e ufficializza l’emergenza » Panorama.it – Italia ha scritto:
[...] Con 152 voti favorevoli è passata al Senato la conversione in legge del decreto sugli interventi straordinari per lo smaltimento dei rifiuti in Campania. I voti contrari sono stati 136. [...]
Il 10 Gennaio 2008 alle 11:04 Rifiuti: un’emergenza annunciata in libreria » Panorama.it – Libri ha scritto:
[...] Che i rifiuti fossero in alcuni luoghi un’emergenza annunciata e ricorrente lo si sa bene e era evidente anche dalla quantità di titoli sul tema (una ventina) che sono arrivati in libreria solo nell’anno appena passato. Volumi tecnici alcuni, indagini e denunzie sociali e politiche altri, tra i quali primeggia il best seller italiano 2007, Gomorra di Roberto Saviano (Mondadori, pp. 332 - 15,50 euro), che dedica un capito allo smaltimento-occulatmento illegale dei rifiuti tossici gestito della criminalità organizzata. Si va dal manuale Buffetti Gestione rifiuti & Mud 2007 (pp. 120 + Cd-rom - 89,00 euro) con regole, leggi e moduli per le aziende, a La guerra dei rifiuti - da Korogocho a Napoli a cura di M. Montalto (Ed. Alegre, pp. 174 - 10,00 euro), in cui si legge: “Il fenomeno del traffico illecito dei rifiuti sta diventando un problema di importanza crescente [..] davanti al quale è difficile discernere fra loro i fenomeni di illegalità che lo alimentano”, e ricorda quanto sostenuto dal Ministro degli Interni Giuliano Amato: le organizzazioni criminali, le cosiddette Ecomafie, si sono appropriate della gestione dei rifiuti in larghe fette del nostro paese. Il libro cita come caso piú eclatante la Campania, “dove da decenni si perpetuano impunemente disastri ambientali e gravissimi danni alla salute dei cittadini esasperati da 14 anni di emergenza rifiuti, e dal fetore dei sacchetti che periodicamente invadono le strade”. Giorgio Bocca, ricordandoci sin dal titolo che Napoli siamo noi (Feltrinelli, pp. 136 - 14,00 euro) ha dato un ritratto della città che muore sotto il tacco della camorra, annegata nell’illegalità, smantellando anche le molte apparenze del rinascimento napoletano dell’amministrazione Bassolino. A giudicare dai titoli che illustrano regolamenti e legislazione, più quelli diretti a chi i rifiuti li produce, dall’industria all’edilizia, dai manuali su smaltimento e riciclaggio, tutti dovrebbero sapere cosa fare, ma poi ci sono i volumi che illustrano la realtà e, appunto, denunciano come in pratica quei libri spesso restino chiusi, lettera morta. C’è il Rapporto ecomafia 2007 a cura di Legambiente (Ed. Ambiente, pp. 392 - 20,00 euro) che, tra le tante cose, parla appunto del traffico nazionale e internazionale dei rifiuti, quelli pericolosi per la salute e il territorio in particolare, e fa nomi di clan, dà numeri impressionanti, racconta storie e particolari che in questi giorni stanno diventando finalmente di pubblico dominio. Nicola G. Grillo punta anche lui la sua attenzione sullo smaltimento illecito in Rifiuti Spa- Fra ecomafia e mafia delle autorizzazioni (Ed. Geva, pp. 128 - 9,50 euro) cercando di capire quanto siano responsabili, oltre agli inquinatori, coloro che, per cointeressenze illegali, rilasciano loro autorizzazioni “legali”, aspetto più subdolo e infido da affrontare e smantellare. Sempre Grillo è autore anche di Cd-Rom che comprende e presenta in modo ragionato, leggi, norme, circolari italiane comunitarie sul tema in questione: Rifiuti: Cd-rom (Ed. Geva - 15,00 euro). Da Preganziol in Veneto, comune che ha il primato italiano in tema di smaltimento, alla Napoli sommersa dalla monnezza, Antonio Cavaliere cerca di farci capire, con il suo Mucchio selvaggio - Per un’ecologia dei rifiuti (L’Ancora del Mediterraneo, pp. 166 - 13,50 euro) quando e come i rifiuti diventano una risorsa, spesso fuori legge, tante altre volte legalmente e con profitto per i cittadini, dando un’occhiata anche a quanto avviene in altri paesi europei. Ma i rifiuti sono un tema che trascende anche la cronaca e il problema sociale, diventando metaforici in libri di intellettuali, filosofi e artisti. Ce ne sono, di questi ultimi, che usano il rifiuto in modo emblematico, riciclandolo in opera d’arte e il trash è oggi un’estetica. Su questo, nel 2006 c’è stata una mostra a Palazzo Strozzi a Firenze, da cui e’ nato il libro Rifiuti preziosi di Maurizio Vanni (Ed. Cambi, pp. 144 - 30,00 euro). Una critica attenta al nuovo come Lea Vergine illustra e teorizza l’arte del rifiuto, della contaminazione, dello sporcare nelle arti d’oggi, dalla musica al cinema, dalla letteratura alla scultura, col saggio Quando i rifiuti diventano arte (Skira, pp. 180 - 15,00 euro), mentre il filosofo John Scanlan discute di rifiuto, in senso proprio e metaforico, e rigetto nella storia occidentale in Spazzatura - Le cose (e le idee) che scartiamo (Donzelli, pp. 246 - 13,50 euro). Sempre solo per citare i titoli dell’anno scorso, tra i quali vi sono anche libri illustrati per educare e incuriosire i bambini, da Dove li butto di Francesca Cappelli (Giunti, pp 64 - 2,90 euro) a La discarica dei consumi di G. marasco e A. Cimino (Isola dei ragazzi, pp. 48 - 9,00 euro) sino a un noir per i piu’ piccoli quale Giallosbratto - L’enigma dei rifiuti spariti di Piero Zama (Ed. Scienza, pp. 34 - 5,50 euro) o a Roberto Papetti che costruisce giochi di parole in Arutazzaps, quaderno enigmistico dei rifiuti (Ed. Scienza, pp. 34 - 5,50). [...]
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