
Pedo-pornografia e violenza sono entrati a forza nel mondo virtuale di Second Life. La seconda vita inventata dai Linden Labs, e che ogni giorno milioni di utenti in tutto il mondo contribuiscono a costruire ed espandere, assomiglia sempre più alla prima, quella reale, costellata di casi di cronaca in cui i delitti a sfondo sessuale sono spesso commessi ai danni di minori. È per questo che la società che ha creato Second Life dichiara di essere alla ricerca di un sistema per assicurarsi che tra i residenti del mondo virtuale vi siano soltanto persone che hanno superato i 18 anni. Del resto è stata già creata una piattaforma dedicata ai minori, Teen Second Life, per ragazzi dai 13 ai 17 anni (a proposito di mondi virtuali per bambini leggi anche Il Club dei pinguini).
Da quando, alcuni giorni fa, la polizia tedesca ha scoperto che in certe zone di Second Life circola materiale pedo-pornografico e ha svolto indagini che hanno portato all’arresto reale di persone in carne ed ossa, la trasgressione online è un po’ meno cool ed è invece emersa l’esigenza di vigilare sui comportamenti tenuti dagli avatar degli utenti. Il primo passo è consistito nel chiedere, attraverso il blog di Second Life, la collaborazione di tutti per evitare situazioni spiacevoli e per denunciarle quando se ne incontrano. Ma è anche necessario essere certi che chi si registra dica il vero sulla propria età. Chiedere agli utenti di inserire numeri ed elementi identificativi di documenti personali, date di nascita e altri “dati sensibili” costituisce, secondo i critici, un portentoso regalo ai ladri di identità che in questo modo avranno accesso a molte più informazioni cui poter attingere a piene mani.
Quel che conta però è fare in modo che nel mondo virtuale adulti e minori non si incontrino mai. E soprattutto che i minori non siano ammessi a fruire di materiale considerato per adulti. La preoccupazione è condivisa in molti Paesi, e gli effetti non tardano a farsi sentire. La polizia canadese sta per aprire un ufficio in Second Life. Per verificare che i crimini sanzionabili in questo mondo non vengano commessi, sotto mentite spoglie, in quell’altro? Anche. Ma in realtà prima di tutto per andare a caccia di reclute con un buon know how tecnologico, ormai indispensabile per indagare su crimini che sempre più spesso prevedono l’uso del computer, ma che non “dipendono” dal computer.
- Giovedì 7 Giugno 2007









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Il 28 Novembre 2007 alle 9:36 Che ci facciamo in Second Life? Nuove amicizie e molto shopping » Panorama.it - Hitech e Scienza ha scritto:
[...] Mentre anche le università italiane iniziano a muovere i primi passi nei mondi virtuali (presto due studenti della Sapienza discuteranno la tesi di laurea su Second Life), arriva un studio che smentisce molti timori che circondano il metaverso più chiacchierato (e criticato) del momento. Alla base della ricerca c’è il tentativo di spiegare perché mai SL piace tanto. In fondo non c’è nessun mostro da uccidere, scopo da raggiungere o punteggio da accumulare. Certo, c’è molto sesso virtuale e gioco d’azzardo. Ma non sembra essere questa la principale motivazione a spingere i residenti a fare log-in ogni giorno. Dal sondaggio condotto da due ricercatori tra oltre 650 residenti è emerso piuttosto che le attività più coinvolgenti sono lo shopping e la socializzazione. Solo il 13,6% dei residenti ha dichiarato di praticare “spesso” o “sempre” cyber-sesso; mentre una risicata minoranza (2,2%) frequenta regolarmente i casino. Nella maggior parte dei casi, invece, i residenti sono per lo più interessati a fare nuove amicizie, teletrasportarsi insieme per scoprire nuovi angoli e isole, al limite fliltrare un po’. Molto gettonato anche lo shopping, per personalizzare e rendere più attraente l’avatar personale. E così aumentare le chance di socializzazione, senza per forza voler andare oltre. [...]
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