
La tecnologia c’è. Non resta che usarla, reinventando semmai il linguaggio. Il Pocket Films Festival, appena conclusosi a Parigi, è partito da queste premesse. E in tre giorni di programmazione, dall’8 al 10 giugno scorsi, ha mostrato che con un telefono cellulare di ultima generazione si può girare un vero e proprio film e ci si può costruire perfino un festival intorno.
Questo è giunto ormai alla sua terza edizione e il pubblico ha dato la sua benedizione. Più di seimila spettatori al Centro Georges Pompidou hanno assistito alle proiezioni di circa 200 movies in miniatura (durata massima una decina di minuti, minima un minuto) e li hanno applauditi. Dimostrando che la settima arte è capace, se vuole, di inventarsi nuove declinazioni. “La perdita del dettaglio che si ha quando vediamo proiettato un film da telefonino sul grande schermo”, racconta uno dei registi in gara, Aurélien Vernhes-Lermusiaux, “non è un limite ma uno stimolo alla nostra immaginazione“.
E se è presto per gridare al capolavoro, le opere, premiate e non, hanno rivelato un bel po’ di fantasia, equamente distribuita. Il vincitore è stato un francese, Antonin Verrier con Porte de Choisy, otto minuti voyeuristici in cui un lui riprende una lei al chiuso di una camera da letto. Ma al festival, che quest’anno proponeva per la prima volta opere di trenta Paesi, si è visto di tutto. Perfino una mucca in piano ravvicinato in Magic Cow di Tennis Karsten e un mento trasformato in fronte con tanto di occhi finti in Nouveau Message à 16h38 di Julien Lassort (guarda i video in fondo all’articolo).
E che il festival non sia stato un divertissement amatoriale, anche se nel 2006 secondo i dati di Strategy Analytics sono stati venduti nel mondo più di 348 milioni di telefonini con telecamera incorporata, lo dimostrano i nomi in campo. Sostenuto dal Centro Nazionale della Cinematografia francese, la giuria della rassegna era composta da professionisti e presieduta dal regista Claude Miller. Professionisti, del resto, erano anche i “telefonino-registi” di questa edizione. In molti vengono dal cinema, dal teatro, dalle arti visive.
Il cinema al telefono, insomma, non smette di fare adepti. E se noi italiani siamo stati all’avanguardia nel 2006 con il primo documentario di 90 minuti Nuovi Comizi d’amore girato interamente con un NokiaN90 dal regista e fotografo Marcello Mencarini e da Barbara Seghezzi, adesso il mercato sembra essere in piena esplosione (leggi anche Nokia, è tempo di cinema 2.0). E per i “telefonino-registi” del futuro non c’è che da scegliere il festival giusto. Dal nostrano Cortofonino Festival allo statunitense The 4th screen, all’asiatico Mobile Asia, al brasiliano Telemig Arte.mov.
Pocket Films Festival 2007: il trailer
Alcuni dei video in concorso
- Mercoledì 13 Giugno 2007









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