Basta andare appena fuori Torino per trovarsi letteralmente in un altro mondo. Quarantacinque chilometri circa, e si è a Damanhur, la comunità new age (leggi l’articolo sulla comunità) dove domenica 24 giugno si celebrerà (un po’ in ritardo) un solstizio d’estate molto particolare.
Secondo le antiche tradizioni, nel solstizio d’estate si celebra “il giorno che vince sulla notte”. E a Damanhur sarà anche l’occasione per assistere all’accensione del fuoco nel grande tempio all’aperto: un evento che raccoglierà una folla di damanhuriani, ma anche di scettici e di curiosi.
Molti di questi curiosi approfitteranno dell’occasione per visitare anche il tanto discusso e “misterioso” tempio sotterraneo, nella zona dei monti intorno a Ivrea. Si tratta di un insieme di costruzioni sotto terra chiamate i Templi Dell’Umanità. Per realizzarle, i damanhuriani hanno lavorato tutti insieme, per quindici anni, dal 1977 al 1992, ogni notte in gran segreto. Un maestoso palazzo che è stato scavato nella roccia della montagna, in quella che secondo gli studi di Oberto Airaudi (il fondatore ed ideatore) è uno dei punti in cui le linee energetiche della terra si incontrano.
Effettivamente il tempio si trova in una zona in cui la pietra è un ottimo conduttore di energia… un caso? Per i Damanhuriani ovviamente no. Difficile dire quale sia la cosa più incredibile in tutta questa storia: la gente che lavora di notte in lunghe catene umane per scavare cunicoli e ornare sale, la grandezza e la profondità della costruzione, il fatto che nessuno nella valle si sia accorto di nulla, l’eccezionalità dell’impresa realizzata a mani nude e senza la consulenza di ingegneri e architetti, o il fatto che si sia rivelata davvero sicura.
Nel 1992 il Tempio Dell’Umanità apre all’umanità e la questione arriva in Parlamento: mica ci si può mettere a scavare buchi nelle montagne senza permesso. Le comunità locali sono in rivolta, ma Damanhur tiene duro e raccoglie firme di consenso in tutto il Piemonte. Dopo visite di esperti, geologi, sociologi, politici, amministratori ed esperti d’arte arriva il primo condono edilizio della repubblica: il tempio resta.
I Damanhuriani continuano a lavorarci, fedeli all’idea di meditazione attiva, di continua ricerca spirituale e di importanza fondamentale dell’arte. La discesa al tempio è una continua scoperta di sale dipinte, pavimenti a mosaici, statue giganti, sfere d’acqua per la meditazione e passaggi segreti. Nel tempio si lavora, si riflette e si organizzano concerti e riti, anche se i più importanti avvengono all’esterno. Ognuno ha qui una statuetta di se stesso, e diversi ritratti sulle pareti nelle diverse età della vita, in una sorta di museo del kitsch, le cui opere non vanno certamente prese per il loro valore artistico, ma per quello sociale. E l’arte è un importante strumento privilegiato di crescita e trasformazione. Vista l’opera realizzata, si poteva studiare una partecipazione damanhuriana nelle grandi opere piemontesi, i cui cantieri sono ben visibili e paurosamente lenti.
LEGGI ANCHE: Damanhur, comunità utopica dove i nomi sono Elfo e Pistacchio
- Mercoledì 20 Giugno 2007












I calendari 2012
Tutto su Belen Rodriguez
Tutto su Lady Gaga








Talent show: le 10 star internazionali più amate su Facebook
Musica, le gallery più cliccate: Jennifer Lopez e Noemi in testa, e ci sono sorprese


Le ragazze di Periscopio
Le foto più belle, settimana dopo settimana
Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.