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	<title>Cultura e societa &#187; Blog Power: la prima indagine su come cambia la rete</title>
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	<description>Canale Cult di Panorama.it</description>
	<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 13:04:59 +0000</pubDate>
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		<title>Blog Power: la prima indagine su come cambia la rete</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jun 2007 07:25:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Si chiama <em>DiarioAperto</em> ed è la prima indagine sui blogger italiani. Un lavoro realizzato dalla società di ricerche di mercato Swg che, anche in collaborazione con il <em><a href="http://grazia.blog.it/">blog di Grazia</a></em>, ha selezionato un campione di 5 mila utenti di Internet. Ne è uscito un ritratto inedito. <em>Panorama</em> ha letto in anteprima questa indagine. E qui la racconta]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://gallery.panorama.it/displayimage.php?pos=-6575"><img src="http://gallery.panorama.it/albums/userpics/10053/normal_apertura_blog.jpg" border="0" /></a></p>
<p>di <em>Monica Vignale</em></p>
<p>Parola d&#8217;ordine: condividere. Status politico: democrazia digitale. Lingua: &#8220;post&#8221;, voce del verbo postare, liberamente tradotto con &#8220;intervenire con riflessioni, notizie, foto e video aperti al commento di tutti&#8221;. Abitano la blogosfera, affascinante metropoli planetaria dove le case costano cinque minuti: il tempo necessario a creare il blog, appunto, diario personale in cui riflettere a voce alta e portare in piazza (quella virtuale) le storie quotidiane, le opinioni, la controinformazione. Vero specialmente per le donne, che nella prima fotografia scattata al blog-mondo italiano si confermano le cittadine digitali del futuro. Quelle che mettono in pratica le teorie sull&#8217;interazione elaborate dagli uomini. Che spiazzano le tesi sessiste con la loro presenza e la loro età (sono più numerose nelle fasce giovani), la capacità di analisi, la determinazione nel difendere un punto di vista che rispetto a quello maschile è quasi sempre meno omologato. Pioniere tra i pionieri di quella specie umana poliedrica che sono gli autori e i lettori dei diari online. Diversi per condizione, professione, età, geografia. Ma uniti dal filo rosso dell&#8217;indipendenza, che calato nella pratica diventa nuova attitudine verso la comunicazione, il marketing, le istituzioni. Una categoria sociale emergente che può arrivare a incidere sulla formazione delle idee prima ancora che i canali ufficiali se ne accorgano.</p>
<p>Il dato scaturisce dalla ricerca <a href="http://www.diarioaperto.it/" target="_blank">DiarioAperto</a>, innovativa indagine sui blogger di casa nostra realizzata dall&#8217;azienda di ricerche di mercato <a href="http://www.swg.it/" target="_blank">Swg</a> con partner autorevoli: l&#8217;Università di Trieste, la piattaforma di blogging <a href="http://www.splinder.com/" target="_blank">Splinder</a> e <a href="http://punto-informatico.it/" target="_blank">Punto Informatico</a>, giornale telematico specializzato in internet. Un ritratto inedito, disegnato su un campione di 5 mila utenti che hanno risposto alle 250 domande online. Dal questionario affiora l&#8217;identikit dei moderni comunicatori: mediamente giovani, buona cultura, residenti nelle grandi città del Centro-Nord, dove la linea veloce di internet è più diffusa. Ma DiarioAperto evidenzia, ed è una specie di rivoluzione, anche un nuovo potere, dai più snobbato e liquidato come velleità utopistica e un po&#8217; capricciosa di quattro ragazzi col pallino di postillare sulla realtà reale.<br />
Prima sorpresa: non sono quattro ragazzi. Quasi 2 milioni gli italiani che scrivono o leggono blog (dato Nielsen, dicembre 2006): un numero che certifica un fenomeno. Confermato dal fatto che l&#8217;italiano è balzato al quarto posto nella statistica delle lingue più utilizzate in rete, dopo il giapponese, l&#8217;inglese e il cinese. Seconda sorpresa: i blogger cominciano a contare. Enrico Milic, responsabile della ricerca per conto di Swg, che con Enrico Marchetto della facoltà di sociologia di Trieste ha elaborato i dati, conferma: &#8220;Sono diventati più consapevoli del proprio ruolo, quello di voce alternativa&#8221;. Una dimostrazione pratica è arrivata di recente, quando la rete è stata infuocata dal controverso filmato della Bbc sui sacerdoti pedofili. Un video che la televisione suo malgrado ha ripreso perché nel frattempo, tra un link e l&#8217;altro, era già diventato famoso senza passare dal tubo catodico. E qualcosa di simile era accaduto anche durante il caso Calipari, quando <a href="http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=54120" target="_blank">un blogger</a> scoprì che con un semplice copia-incolla si potevano resuscitare le parole censurate da un documento riservato e pieno di omissis. Mise sul blog la versione completa e i media ufficiali dovettero rilanciarla.</p>
<p>Esempi lampanti del blog che diventa fonte, acquisisce potere di scelta autonoma e costringe l&#8217;informazione più influente a fare i conti con un nuovo imprevedibile megafono, refrattario alle imposizioni, libero e aperto ai contributi di chiunque. Roberto Lo Jacono di Splinder (55 milioni di pagine visitate al mese), interpreta: &#8220;I blog soddisfano la necessità di cambiare le regole dell&#8217;informazione con i contenuti dal basso, la possibilità di dialogare fra loro e creare community&#8221;. Condizionando le scelte di vita quotidiana e sostituendo di colpo perfino le tradizionali figure degli esperti. Come nel caso di Carolina Cutolo, giovane autrice di <a href="http://pornoromantica.splinder.com/" target="_blank">Pornoromantica</a>, famoso diario di sesso e amore che è la più gettonata &#8220;posta del cuore&#8221; made in Italy. Il segreto del successo è anche la formula del blog: non più da uno a molti, ma da molti a molti. Il Blog Power è orizzontale. Ma niente spargimenti di sangue, perché sono ancora i mass media tradizionali a suggerire gli argomenti di discussione, a fornire gli spunti per i post.</p>
<p>I numeri di DiarioAperto, che <em>Panorama</em> ha consultato in anteprima ma che presto saranno online, gratis e a disposizione di tutti, raccontano che i blogger sono attentissimi a quello che accade, leggono molto (specialmente quotidiani telematici) e considerano autorevoli i giornali. Non è un paradosso, piuttosto una convivenza stimolante che apre uno spiraglio sul futuro: la partita dell&#8217;informazione si giocherà sul filo della fiducia. Vocabolo, questo, di fondamentale importanza per i cittadini virtuali, che hanno ribaltato il paradigma in base al quale l&#8217;informazione si subisce. I blogger sono diffidenti, hanno il gene del dubbio, e si riservano di vagliare tutto. Di intervenire, criticare, smascherare falsità e imprecisioni e distruggere i miti. &#8220;L&#8217;83 per cento degli intervistati&#8221; sottolinea Marchetto &#8220;ha fiducia nei blog, anche se non li considera autorevoli. Una percentuale molto più alta di quella accordata alla televisione, che ne esce a pezzi&#8221;.<br />
Allo stesso modo questo popolo, smaliziato ma cauto, non abbocca al dogma della pubblicità. I guru del marketing che vorranno analizzare i risultati della ricerca potrebbero avere un brutto colpo. Primo perché i blog possono influenzare lo shopping; secondo perché gli autori non si lasciano indottrinare dagli spot. &#8220;Le informazioni su un prodotto diventano determinanti per il suo acquisto quando sono inserite in un contesto discorsivo credibile, non di autopromozione&#8221; aggiunge Marchetto. &#8220;I consumatori online rifiutano l&#8217;advertising classico, preferiscono una descrizione del prodotto direttamente da chi lo vive e si può contattare per ulteriori informazioni, come si fa con un amico&#8221;.</p>
<p>E i blog aziendali che hanno invaso la rete negli ultimi mesi? &#8220;Funzionano solo se si aprono al dialogo e anche ai giudizi negativi. La Fiat per esempio l&#8217;ha fatto in concomitanza con il lancio della Bravo, ed è stato un successo&#8221;. Così per l&#8217;acquisto dei libri (uno dei prodotti più venduti online), sono proprio i blog letterari a dettare legge. Uno su tutti quello dei <a href="http://www.wumingfoundation.com/" target="_blank">Wu Ming</a>, gruppo di scrittori formatosi all&#8217;interno della sezione bolognese del Luther Blissett Project. Un diario seguitissimo e ascoltatissimo, che non si fa scrupolo di parlare male se è il caso e che, anche per questo, nell&#8217;orientamento dei lettori è più valido delle strategie tradizionali.<br />
Potere della fiducia, e della reperibilità. Potere che i grandi poteri non hanno ancora recepito. Uno sguardo al rapporto con la politica rivela quanto le istituzioni siano lontane dalla blog-generation. Credibilità nei partiti? Scarsissima. Nei personaggi che monopolizzano la scena pubblica? Praticamente zero. Pollice verso anche per il Garante della privacy. Perché, se molti utenti sono favorevoli a un filtro contro contenuti violenti e offensivi, praticamente nessuno lo affiderebbe a un&#8217;entità burocratica. Molto meglio, si scopre scorrendo i dati, un&#8217;autoregolamentazione o, al limite, l&#8217;intervento dei service provider.<br />
In questo senso qualcosa già si muove. Per esempio le petizioni per chiedere una legge che legalizzi la possibilità di scaricare da internet gratuitamente video e musica. Per ora sono appelli sparpagliati, ma si comincia a pianificare la proposta. Forza della blog-comunicazione, gli appelli incassano decine di firme che moltiplicate per centinaia di diari diventano migliaia. La metodologia &#8220;virale&#8221;, anche questa a lungo sottovalutata, è efficace. Il caso più eclatante è il <a href="http://www.beppegrillo.it/" target="_blank">blog di Beppe Grillo</a>, antesignano dell&#8217;aggregazione telematica, con la sua rete capillare nazionale e internazionale a sostegno delle campagne di intervento politico e sociale lanciate in rete.<br />
<a href="http://gallery.panorama.it/displayimage.php?pos=-6576"><img src="http://gallery.panorama.it/albums/userpics/10053/normal_Grillo.jpg" border="0" /></a><br />
Un potere che fa benissimo a meno dei grandi media. Infatti per la prima volta si organizzano eventi all&#8217;oscuro della tv: sono i <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/BarCamp" target="_blank">BarCamp</a>, riunioni di blogger che scelgono di confrontarsi dal vivo e che si ritrovano numerosi solo grazie al tam tam del web. Qualche anno fa c&#8217;erano i <a href="http://www.flashmobitalia.info/" target="_blank">Mob Flash</a>, mobilitazioni velocissime di utenti che via e-mail si convocavano il tale giorno alla tale ora nella stessa libreria, per chiedere lo stesso volume mai andato in stampa. Una provocazione finalizzata a innocuo divertimento. Oggi quei ragazzi sono cresciuti, hanno affinato le tecniche e spostato gli obiettivi. E se s&#8217;incontrano, è per mettere a punto la più ardita delle avventure: provare a incidere sulla realtà.</p>
<p>DiarioAperto pone un grande interrogativo: quanto conterà la blogosfera nell&#8217;organizzazione della vita sociale? Negli Stati Uniti, dove il fenomeno è affermatissimo, ci sono diari online con 300 mila contatti al giorno, che hanno modificato drasticamente il mercato pubblicitario e i meccanismi di scelta nei consumi, nella politica, nell&#8217;informazione e sulle questioni etiche. Accadrà anche da noi? Marchetto azzarda un&#8217;ipotesi: &#8220;Non escludo che fra cinque o dieci anni ci saranno blog italiani capaci di attrarre migliaia di utenti, tanti quanti oggi sono i lettori dei siti di informazione tradizionale. Il blog di Beppe Grillo è già oggi uno dei più letti al mondo&#8221;.<br />
Con l&#8217;età che gioca in loro favore e la propensione naturale all&#8217;autoproduzione di contenuti, saranno la vera voce alternativa di domani? Gente che pensa, scrive, acquista e vota secondo dinamiche inedite. Quelli che avvereranno la profezia di Joe Trippi, stratega di marketing politico che ha intitolato il suo libro: <a href="http://www.joetrippi.com/" target="_blank">The revolution will not be televised</a>. Cioè: la rivoluzione non sarà trasmessa in tv. Previsione sul Blog Power che verrà.</p>
<p><a href="http://www.rvnet.eu/diario_aperto/01/play" target="_blank">Guarda il video-spot</a> con i primi dati dell&#8217;inchiesta DiarioAperto</p>
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