
Dopo la seconda vita ora è la volta di Second Earth, ovvero un ambiente immersivo frutto dell’incrocio tra Second Life e Google Earth. È questa l’ipotesi avanzata da Technology Review, autorevole testata del Mit (Massachuttes Institute of Technology), che in un lungo articolo prova a spiegare perché i sistemi di mappe tridimensionali online (tipo Google Earth o Microsoft Virtual Earth) finiranno prima o poi col fondersi con i mondi virtuali tanto di moda (SL, Entropia Universe, There e altri ancora).
Certo, l’impresa non è delle più semplici, ci vorranno anni e anni di sviluppo per duplicare l’intero globo in 3D e renderlo abitabile. Ma, secondo l’autore dell’articolo, si tratta anche di una evoluzione ormai inevitabile, se non altro perché troppo cool (e redditizia) per essere tralasciata. Il risultato sarà un Metaverso in cui gli avatar potranno passeggiare tra le avenue di Manhattan, ascoltare un’opera all’interno della riproduzione della Scala di Milano o esplorare la savana africana con un utente conosciuto per caso (guarda le immagini). E, ovviamente, ci si potrà teletrasportare sui continenti, nuotare nelle acque delle Maldive, fare una visita alla sede virtuale del Louvre o degli scavi di Pompei. Il tutto comodamente da casa propria.
L’altra conseguenza dirompente di Second Earth sarà (o meglio: sarebbe) il superamento del Web così come lo conosciamo ora: a due dimensioni, navigabile per pagine piatte. La rete evolverà verso il World Wide Sim, un ambiente di simulazione in cui siti e indirizzi corrisponderanno a veri e propri luoghi del Metaverso.
Ironia della sorte (o sagacia della letteratura): tutto ciò era stato già descritto in un romanzo cyberpunk di Neal Stephenson, Snow Crash (introvabile ormai in italiano). Correva l’anno 1992 e il web era appena nato.
In tour con Google Earth
Come funziona Second Life
- Mercoledì 27 Giugno 2007









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Commenti
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Il 27 Giugno 2007 alle 12:43 missvonclausewitz ha scritto:
Queste applicazioni 3d non mi convincono, troppo lente, troppo complesse, troppa grafica da caricare, poco testo. Ricordo che molti anni fa dicevano che il destino sicuro del cinema era la visione 3d (ricordate gli occhialetti colorati?), ma poi non se n’è fatto più nulla.
Il 27 Giugno 2007 alle 15:00 nicolabruno ha scritto:
infatti, missvonclausewitz, per far girare bene i mondi virtuali servono computer abbastanza potenti.
in quanto però al loro successo io sono più ottimista. a differenza del cinema 3D, qui non parliamo di media passivi, ma di piattaforme di socializzazione che io trovo ben più avvincenti dei social network a due dimensioni e con molto testo (alla myspace). il successo di SL si spiega proprio per le sue elevate capacità di interazione. e pensa che stiamo solo agli inizi: presto arriverà la voce; i comandi diventeranno più intuitivi…
Il 27 Giugno 2007 alle 15:19 farnese ha scritto:
E’ vero, però di tempo ne dovrà passare parecchio prima che l’hadware e la rete siano pronti per queste cose, specialmente qui in Italia dove la banda larga è ancora lenta, poco conosciuta e disponibile per pochi. Ho provato a fare un po’ di turismo su Secondlife con un buon pc e una connessione a 4 Mb ma ho dovuto smettere quasi subito, il programma continuava ad andare in tilt. E poi mi pare di capire che costruire ambienti su SL sia estremamente costoso e difficile: ricostruire una Scala in 3d interattiva navigabile su web richiede comunque mesi forse anni di lavoro. Chi pagherà le spese di questi siti 3d complicatissimi? La Scala stessa?
Il 28 Giugno 2007 alle 20:15 nicolabruno ha scritto:
Costoso: dipende da quello che si vuole fare su SL. Difficile: neanche tanto per chi ha dimistichezza con la modellizzazione in 3d.
Ad ogni modo si tratta di concetti relativi sul lungo periodo: anche dieci anni fa era difficile e costoso costruire un sito web.
più complesso è invece il discorso di duplicare il mondo reale in 3d: per questo si che ci vorranno altri dieci anni (questo almeno dice l’autore dell’articolo su technology review) e anche una spesa non indifferente, soprattuto per edifici come La Scala.
Quanto alla spesa, si, dovrebbe essere la Scala ad avere interesse a sbarcare su Second Earth, monetizzando poi dai concerti virtuali. O comunque affrontandola come strategia di marketing
Il 19 Ottobre 2007 alle 17:11 I mondi virtuali sono tanti e l’avatar diventa universale » Panorama.it - Hitech e Scienza ha scritto:
[...] In Italia si sente parlare solo di Second Life. Ma in rete ormai è tutto un proliferare di universi virtuali in 3D, altrettanto affollati e promettenti. Si pensi che all’ultimo Virtual Worlds Expo di San José ne sono stati presentati una trentina (qui una guida rapida in italiano). Altri ancora, come il super-chiacchierato Second Earth di Google, potrebbero presto arrivare, inaugurando l’era del world wide web immersivo e a tre dimensioni. Quanto basta, però, a far nascere un problema non da poco. Attualmente, ogni singolo mondo rappresenta un’esperienza chiusa in se stessa: non è possibile, ad esempio, spostare il nostro avatar (magari costruito con tanta pazienza) da un universo all’altro. E’ per questo che IBM e Linden Lab (l’azienda proprietaria di Second Life) hanno iniziato a lavorare su un sistema aperto che consenta agli utenti di creare avatar universali, in grado cioè di poter migrare liberamente da un metamondo all’altro. Si tratterebbe di una sorta di passaporto digitale contenente tutte le informazioni (aspetto fisico, dati personali, memoria) del nostro alter-ego virtuale. Una scommessa non da poco, considerato che per anni si è provato a creare una password unica per i nostri account online, senza alcun successo. Sempre a proposito di Second Life, dal Giappone arriva poi la notizia di un’interfaccia di controllo remoto in grado di gestire l’avatar senza mouse o joystick, ma con la sola forza del pensiero. Un altro passo verso una più completa identificazione tra la nostra identità reale e quella virtuale? [...]
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