Fedeli on line. Il fenomeno ha assunto dimensioni abbastanza rilevanti, tali da interessare il New York Times, che in un articolo di qualche giorno fa si è preso la briga di raccontare come socializzano online tutti coloro che hanno l’urgenza di condividere non solo foto e video ma anche il loro credo religioso. Si tratta di persone, spesso giovani o anche giovanissime, che dei siti di social networking apprezzano il fine ma non i mezzi: troppa volgarità, scarsa spiritualità. E a quanto pare sono in tanti.
Panorama.it si è già occupato della religione in rete raccontando del Godcasting, evoluzione spirituale del podcasting, che sta conoscendo un buon successo nei siti religiosi. E se in quel caso c’è un’emittente che seleziona e invia i contenuti agli utenti, nei siti di condivisione ognuno produce e mette in comune ciò che vuole, proprio come su MySpace o YouTube, cui infatti si ispirano anche nei nomi.
C’è HisHolySpace, dove ci si scambia “musica cristiana in formato mp3″, ci si dedicano preghiere, si ascolta la “radio più cool di tutto il web” ai cui microfoni, tra una canzone e l’altra, il dj parla di Dio e ricorda che lo scopo del sito è innalzare lodi e rendere grazie. Su GodTube si può aprire il proprio videoblog, videochattare con i missionari, scaricare e guardare videopreghiere. Lo slogan non è più quel “broadcast yourself”, ovvero trasmetti te stesso, che ha fatto la fortuna di YouTube, ma semplicemente “broadcast Him”, trasmetti Lui.
Ha migliaia di iscritti anche Xianz, che si definisce l’alternativa cristiana a MySpace. Tra un forum e un video ha un ampio spazio (l’unico cui si possa accedere anche senza essere registrati) dedicato allo shopping, dove si comprano magliette, felpe, cappellini e adesivi con il simbolo del sito, per sentirsi parte della comunità virtuale anche quando si è offline.
La religione cristiana non è l’unica ad essere ben rappresentata in questi siti, ma rimane quella che esprime contenuti più profondamente religiosi. Esistono infatti siti di social networking di altre religioni dove però la fede spesso resta sullo sfondo. I musulmani hanno diversi posti in cui incontrarsi. Da MuslimSpace, che conta quasi 30.000 iscritti e tra le altre cose, accoppia cuori solitari musulmani, a Naseeb, in cui la religione comune è solo il prerequisito per poter fare nuove conoscenze, stando certi di avere gli “stessi interessi”. Più o meno la stessa filosofia che anima MuslimSocial.
Shmooze, sito di socializzazione ebreo, oltre all’amicizia e possibilmente all’amore, pensa anche agli affari e invita a iscriversi per fare conoscenze utili al business. Koolanoo, altro sito dedicato a persone di religione ebraica, è poco più che una versione paludata di un sito di “dating”.
Per un approccio più didattico c’è infine Religione2.0, sito italiano che mette a disposizione “idee e risorse per insegnare religione con il Web 2.0″.
- Giovedì 5 Luglio 2007










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Commenti
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Il 6 Luglio 2007 alle 22:15 oicim ha scritto:
Nooo!!!
Ma è grandioso! Non vedo l’ora che arrivi la Bibbia in podcast, chissà se la trovo già su iTunes!
Ma ci pensate alle messe in videoconferenza o alle confessioni col vostro prete di fiducia direttamente su Skype? Bellissimo!
Infine mi domando se, ai giorni nostri, Papa Bonifacio VIII avrebbe venduto le indulgenze plenarie su eBay, al migliore offerente!
Il 11 Luglio 2007 alle 15:24 Segnalazione su Panorama.itReligione 2.0 - Insegnare religione con il Web 2.0 - Ora di Religione 2.0 : Religione 2.0 ha scritto:
[...] Appena rientrato dal mio viaggio in Angola trovo con piacere una segnalazione di questo blog su Panorama.it in un articolo firmato dalla giornalista Marta Buonadonna a cui vanno tutti i miei ringraziamenti. [...]
Il 18 Febbraio 2008 alle 11:19 73.michela ha scritto:
penso che sia anche il caso di parlare di http://www.evantv.net,
che io sappia e’ la prima webTV tematica cristiana.
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