- Tags: Gianni-Maroccolo, Ivana-Gatti, Musica
- Un commento
“Una veduta, un’emozione, creano nella mente un’onda di ritmo molto prima che si abbiano le parole per riempirlo”. Lo scriveva Virginia Woolf nel suo Le onde del 1931. Le parole prese a prestito dalla scrittrice inglese sembrano sposarsi con dolcezza per Bastian Contrario, il disco-progetto-debutto di Ivana Gatti e Gianni Maroccolo. Ma, detto in modo semplice semplice, questo non è il solito disco. No, non lo è proprio. È qualcosa di decisamente diverso. Bastian Contrario è avanguardia vestita con gli abiti del coraggio e della sperimentazione. È sofferenza. È, allo stesso tempo, sogno e magia. Soprattutto, però, è un’opera visual-discografica che ha pochi eguali nella nostra musica. È un esperimento destinato a fare scuola.
La forza di questo progetto la si comprende subito, sia ascoltando il cd, sia guardando il dvd. Canzoni intime, testi profondamente personali che arrivano dritti dall’anima. E le immagini nel dvd sono un viaggio onirico che prendono forma attraverso il corpo. È proprio il duo Gatti-Maroccolo (il curriculum di quest’ultimo è noto a molti: dai primi Litfiba ai Csi, dai Pgr ai Marlene Kuntz), a spiegare a Panorama.it la genesi di questo lavoro. “Sicuramente è un progetto che nasce da un’esigenza profonda che avevamo dentro da tempo. Le mie origini musicali sono legate alla musica elettronica degli anni ‘80. Grazie a Ivana mi è tornata voglia di fare qualcosa che mi riportasse a quelle ardici. Così entrambi abbiamo cominciato a metterci la testa e anche il cuore“, dice Maroccolo.
Cosa vi siete detti la prima volta che vi siete incontrati?
Più che parole si è trattato di un rapporto telematico. Lei mi aveva scritto una mail parlandomi del progetto, ma la mail non mi è mai arrivata e lei avrà pensato le peggiori cose sul mio conto. Alla fine la fatidica mail è arrivata. Poi ci siamo incontrati a uno spettacolo di Giovanni Lindo Ferretti, dopo il quale le ho rivelato che avevo delle belle sensazioni per il disco.
Poi come è proseguito il vostro rapporto sonoro?
Dopo aver ascoltato due brani che Ivana mi aveva mandato ho capito che quel talento potenziale poteva esplodere. Ma ci è voluto tempo e pazienza. Ci abbiamo messo tre anni prima di chiudere il tutto.
Quanto è importante che accanto Ivana ci sia uno come te, con il tuo nome e con la tua storia?
Vale certamente molto. Ma è anche vero che proprio per questo motivo nessuno farà sconti. Per lei è un debutto, per me è l’ennesima nuova avventura. Anche se ho la barba un po’ bianca non mi stanco mai di provare nuove emozioni.
Maroccolo-Gatti, una strana coppia, basta guardarvi: siete uno l’antitesi estetica l’uno dell’altra. Ma nella determinazione siete simili. Ivana, com’è stato lavorare con Gianni?
Avevo una necessità artistica oltre che personale di mettermi in gioco, tutto qua.
Il progetto Bastian Contrario ti mette a nudo, nel vero senso della parola…
Mi piace giocare con il linguaggio del corpo. Capisco che sia qualcosa di particolare, ma è interessante anche per questo.
C’è stato un momento di crisi durante la lavorazione del disco?
Crisi vera e propria no. Sicuramente tra le prime composizioni ce ne erano alcune sulle quali avevamo dei dubbi. Solo il tempo, e il tanto lavoro, hanno messo tutto sui binari giusti.
Sei al primo disco, come vedi gli anni a venire? Pensi al futuro?
Ci penso sempre. Ma poi, però, dipende da come mi sveglio. Spesso nella mia Brescia mi sento un pesce fuor d’acqua. Ma continuo a fare le mie cose e continuo a non pensare al troppo futuro.
- Lunedì 9 Luglio 2007










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Commenti
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Il 9 Luglio 2007 alle 9:31 cultura » Blog Archive » Bastian Contrario, quando la musica va oltre il disco ha scritto:
[...] leggi su Panorama.it - Cultura e società [...]
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