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La bella estate milanese, fra torture, polemiche e censura

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  • Tags: arte, Fernando-Botero, Gianfranco-Ferroni, Ivan-Theimer, La-bella-estate, mostre, Vittorio Sgarbi
  • 6 commenti

[i]Three Women and Icon[/i], 2002</p> <p>[color=red][b]Vade retro. Arte e omosessualità . Da Von Gloeden a Pierre et Gilles[/b][/color]<br /> Palazzo della Ragione, Milano<br /> Dal 10 luglio all'11 novembre 2007

La gallery

All’ombra della Madonnina è cominciata La bella estate. Sotto questo titolo rubato a Cesare Pavese si raduna infatti il ciclo di 15 mostre volute dall’assessore alla cultura Vittorio Sgarbi per animare una città che con luglio si sgonfia e scappa verso mari e monti.
La prima ad essere aperta alla Rotonda della Besana è stata la rassegna (in arrivo da Roma) di Julian Shnabel, pittore, scenografo e regista. Poi, in successione, a Palazzo Reale è stata la volta dello scultore Ivan Theimer e delle mostre monografiche su Gianfranco Ferroni e Fernando Botero.
La rassegna che più preme a Sgarbi è quella dedicata all’Arte italiana 1968 - 2007, sempre allestita a Palazzo Reale, dove l’esposizione riunisce “il meglio che la pittura italiana ha saputo esprimere in quest’ultimo mezzo secolo” chiarisce l’assessore alla cultura di Milano. Qual è il segno distintivo delle scelte artistiche di Sgarbi? “Si riparte dalla figurazione”, afferma l’assessore e critico che si batte da anni per la rivalutazione di artisti - da Emilio Tadini a Domenico Gnoli, da Valerio Adami a Tullio Pericoli - esclusi dalle “selezioni capricciose” delle Biennali. Si colloca su questa linea la mostra delle sculture di Ivan Theimer esposte fino al 16 settembre nelle sale della Reggia di Palazzo Reale, quasi a dialogare con gli stessi spazi neoclassici. Spadroneggia l’obelisco, eccentricamente assemblato con un animale totemico che ritorna in tutte le sculture: la tartaruga. Rigorosa anche la rassegna su Gianfranco Ferroni: duecento opere tra dipinti, disegni e grafiche che percorrono i diversi stili del pittore, a partire dagli anni Cinquanta, in un confronto serrato coi lavori di altri maestri contemporanei (al piano terra di Palazzo Reale, sempre fino al 16 settembre).

Il piatto forte, in tutti i sensi, sono le elefantiache, bulimiche creature di Botero. Grasso è bello, fin dal bronzeo gattone simile al Garfield dei fumetti che c’accoglie, con la linguetta sporgente sotto i baffi, davanti all’ingresso di Palazzo Reale. E poi quei volti melanconici delle donne dal mento sempre allargato in quadrati di ciccia suscitano festosità, sia nei quadri circensi, sia in quelli in cui Botero rifà en large opere famose di Goya e Velázquez. Sono però le stanze finali, incupite dalle tonalità grigia delle pareti, a far scoprire un nuovo Botero, quello delle torture di Abu Ghraib, la prigione dove i soldati americani torchiavano i miliziani iracheni. Le fotografie di prigionieri al guinzaglio o incappucciati e legati a fili elettrici hanno fatto il giro del mondo. Botero rifà secondo il suo modulo queste scende d’orrore: ciccioni bendati e umiliati, profili di bocche spalancate. Sgarbi, nel catalogo della mostra, ha chiesto un intervento a Erica Jong, l’autrice di Paura di volare, che ne approfitta per attaccare Bush per la carneficina ad Abu Ghraib, scomodando Guernica di Picasso e concludendo con un parallelo fra i morti iracheni e la Shoah. L’impressione è che l’apocalissse anti-Bush della Jong, invece di rafforzare e dar senso a quelle immagini, sgonfi l’effetto Botero. L’orrore dei suoi ciccioni rischia di diventare fumetto. Invece il grasso di queste creature massacrate, appese a sbarre in antri oscuri, insinua un elemento tragico-grottesco che basta da solo a farsi denuncia. O no? La polemica è ancora aperta.
Ma la mostra fiore dello scandalo, nella Bella estate milanese, è Vade retro. Arte e omosessualità, aperta fino all’11 novembre nella sede di Palazzo della Ragione. La rassegna, ideata da Sgarbi, è stata da lui condotta a termine assieme a Eugenio Viola. “È probabile ” ammette Sgarbi “che se avessi dovuto curare direttamente questa mostra la scelta delle opere sarebbe stata diversa”. In effetti, Vade retro accozza con voluti rimandi all’estetica trash opere che vanno dalle foto di Von Gloeden a Luigi Ontani, da De Pisis a Gilbert & George, da Testori a Mapplethorpe a Brancaleone da Romana, ma anche tanta paccottiglia, nella quale il trattamento del tema “omo” è declinato nelle forme più banalmente e inutilmente appariscenti da scandalo al sole consunto e kitsch. Chissà se anche il divieto della mostra ai minori di 18 anni (annunciato e poi revocato) fa parte del gioco. Nel frattempo l’opera di Paolo Schmidlin, dove un signore bendato, con i capelli bianchi fermati da una mollettina rosa, che somiglia un po’ troppo al pontefice, è stata acquistata dallo stesso Sgarbi, e sottratta così alla pubblica indignazione. Ma, al di là d’ogni giudizio di valore, resta l’interrogativo: ha senso censurare un’opera d’arte, o quella che passa per tale?

La gallery

Leggi anche: Una cena con Botero e una notte con Sgarbi - La gallery
[i]Batman and Robin[/i], 1998-1994</p> <p>[color=red][b]Vade retro. Arte e omosessualità . Da Von Gloeden a Pierre et Gilles[/b][/color]<br /> Palazzo della Ragione, Milano<br /> Dal 10 luglio all'11 novembre 2007

  • silvia.tomasi
  • Mercoledì 11 Luglio 2007
Una cena con Botero e una notte con Sgarbi »
« Una sitcom scritta da tutti, online. Ecco la webcom, di successo

Commenti

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Il 11 Luglio 2007 alle 16:30 cultura » Blog Archive » La bella estate milanese, fra torture, polemiche e censura ha scritto:

[...] leggi su Panorama.it - Cultura e società [...]

Il 12 Luglio 2007 alle 11:40 wilmawilma ha scritto:

Stupendo il commento di Prosperini (AN): “Sgarbi si deve dimettere, e se dobbiamo tenercelo affianchiamogli un tutore!”

Il 12 Luglio 2007 alle 14:52 Corrado Buccieri ha scritto:

Certamente se è opera di Sgarbi,povera
estate.

Il 12 Luglio 2007 alle 16:49 Usa, la censura colpisce anche i disegni per bambini » Panorama.it - Cultura e società ha scritto:

[...] In Italia può capitare che un Comune riesca contemporaneamnete a patrocinare, promuovere, bloccare e censurare una mostra. Impedendo poi l’uscita del relativo catologo perché “sconvenienti e blasfeme” alcune opere in rassegna, come la scultura che raffigurava Joseph Ratzinger in posa ambigua. Giusto censurare? Sbagliato? Se ne può discutere (ad esempio qui). Ma negli Usa si censura per molto molto meno. All’illustratore tedesco Rotraut Susanne Berner è stato impedito di pubblicare il suo libro di storie per bambini, Winter-Wimmelbuch, per via di due immagini ritenute inadatte a un pubblico di minori. Nel dettaglio: la prima illustrazione “inadatta” (nella foto in alto) raffigura un gruppo di persone in una pinacoteca. Ma uno dei dipinti esposti propone una donna nuda: questo il soggetto incriminato. I censori hanno forse trascurato che la pittura dal Cinquecento in poi è affollata di donne discinte (che da noi si studiano anche alla scuola dell’obbligo). La seconda immagine che non è piaciuta agli americani è invece quella in cui una donna fissa una statuetta alta una trentina di centimetri, dove il nudo questa volta è maschile (anche se quasi impercettibilmente, viste le ridottissime proporzioni). A Milano si organizzano mostre per vietarle. Negli Usa oscurano i pastelli per bambini. Si può discutere di nuovo oscurantismo occidentale oppure di scelte sacrosante, di declino dell’arte o crisi dei valori. Ma sullo sfondo risuonano profetiche le parole di un altro grande autore di libri per l’infanzia, Gianni Rodari: “La salvezza dell’umanità dipende da un messaggio che un muto deve trasmettere per telefono ad un sordo”. [...]

Il 12 Luglio 2007 alle 17:36 cultura » Blog Archive » Usa, la censura colpisce anche i disegni per bambini ha scritto:

[...] In Italia può capitare che un Comune riesca contemporaneamnete a patrocinare, promuovere, bloccare e censurare una mostra. Impedendo poi l’uscita del relativo catologo perché “sconvenienti e blasfeme” alcune opere in rassegna, come la scultura che raffigurava Joseph Ratzinger in posa ambigua. Giusto censurare? Sbagliato? Se ne può discutere (ad esempio qui). Ma negli Usa si censura per molto molto meno. All’illustratore tedesco Rotraut Susanne Berner è stato impedito di pubblicare il suo libro di storie per bambini, Winter-Wimmelbuch, per via di due immagini ritenute inadatte a un pubblico di minori. Nel dettaglio: la prima illustrazione “inadatta” (nella foto in alto) raffigura un gruppo di persone in una pinacoteca. Ma uno dei dipinti esposti propone una donna nuda: questo il soggetto incriminato. I censori hanno forse trascurato che la pittura dal Cinquecento in poi è affollata di donne discinte (che da noi si studiano anche alla scuola dell’obbligo). La seconda immagine che non è piaciuta agli americani è invece quella in cui una donna fissa una statuetta alta una trentina di centimetri, dove il nudo questa volta è maschile (anche se quasi impercettibilmente, viste le ridottissime proporzioni). A Milano si organizzano mostre per vietarle. Negli Usa oscurano i pastelli per bambini. Si può discutere di nuovo oscurantismo occidentale oppure di scelte sacrosante, di declino dell’arte o crisi dei valori. Ma sullo sfondo risuonano profetiche le parole di un altro grande autore di libri per l’infanzia, Gianni Rodari: “La salvezza dell’umanità dipende da un messaggio che un muto deve trasmettere per telefono ad un sordo”. [...]

Il 12 Luglio 2007 alle 18:31 Corrado Buccieri ha scritto:

Si parla solo di sesso e soldi.
I principi culturali sono al fallimento,
e da quì parte il fallimento della società che stiamo criticando ogni giorno con la speranza di ricostruirla.
Un pò di censura non fa male, e Sgarbi
trovi altre strade per farsi pubblicità.

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