Come far passare le voglia di leggere: potrebbe essere il titolo della lista di libri che ogni anno gli insegnanti affidano agli studenti per l’estate. Ma è anche il titolo di un articolo di Elena Lowenthal. Che su La Stampa ha lanciato un sassolino nello stagno: “sempre gli stessi libri, Il piccolo principe o L’amico ritrovato, un Pirandello e un Calvino qua e là”. Si domanda la scrittrice e giornalista: “Possibile che non ci sia di meglio?”.
Il dubbio è più che legittimo, visto che ogni giorno 170 nuovi titoli vengono impilati sugli scaffali delle librerie italiane. Ma la risposta potrebbe arrivare osservando gli adolescenti stessi, per scoprire ad esempio che i loro gusti sono cambiati parecchio negli ultimi dieci anni. Una ricerca presentata alla Fiera del Libro dal dipartimento di scienze Sociali dell’Università di Torino ha messo a confronto i libri più letti dai teenager nel corso dell’ultimo decennio. E accostando la top ten del ‘97 a quella del 2007 (qui la classifica e una sintesi della ricerca) si scopre che L’amico ritrovato; Siddharta e Il fu Mattia Pascal cedono il posto alle nuove firme da best seller: Federico Moccia, con Tre metri sopra il cielo; J.K. Rowling con la saga di Harry Potter e Dan Brown con Il codice da Vinci.
Insomma, i ragazzi entrano in libreria con due liste diverse e opposte. Una con i benemeriti classici scritta sotto dettatura del prof. E l’altra con i libri agognati, che senza troppo sforzo si possono trovare davanti alle casse della libreria: tomi avvolti da una fascetta che strilla frasi come “Sei milioni di copie” o “Settima ristampa in un mese”, giusto per dirti che non sei l’unico scemo a comprare quel libro. E se così tante persone l’hanno già letto, un motivo ci sarà.
“Ma attenzione a parlare di marketing” avverte Sandrone Dazieri a Panorama.it. “Il vero successo di un libro sta nella passaparola. Infatti” continua l’autore “il primo romanzo di Federico Moccia, Tre Metri Sopra il cielo, è circolato per anni tra gli studenti sotto forma di un semplice plico di fotocopie, e soltanto dopo è arrivato alle stampe”.
La difesa di Moccia, per Dazieri, non è soltanto un modo per negare la responsabilità del marketing. Ma è anche il titolo di un suo articolo in cui scriveva: “se i giovani cominceranno un giorno a leggere Ellroy, De Lillo o Sciascia, lo dovremo anche 3msc“. “Certo” spiega “i libri di Federico Moccia sono come i paperback con cuori infranti che leggevano le nostre madri e le nostre nonne. Sono libri che hanno avvicinato alla lettura intere generazioni. Io” continua “ho cominciato leggendo Topolino e poi le storie di fantascienza della collana Urania di Mondadori. È così che ho preso familiarità con la lettura, e sono diventato un lettore forte. I ragazzi” dice ancora Dazieri “hanno bisogno di prendere questa familiarità, perché leggere è un esercizio difficile, che comporta piacere ma anche fatica. E loro, abituati soprattutto al piacere senza fatica della tv o del cinema, hanno bisogno di prendere confidenza con questa pratica”. Ma Dazieri nella sua lista ce lo metterebbe Moccia? “Imporre i suoi romanzi a scuola sarebbe l’unico modo per evitare che i giovani li leggano” dice. E quanto a consigli di lettura, l’autore di Bestie non ha dubbi: “La lista ideale è una non lista. Piuttosto che stilare elenchi, io porterei i ragazzi in libreria, magari anche una volta la settimana, e li lascerei liberi di scorrazzare tra gli scaffali e di scegliere da soli i libri da portare in vacanza”.
Chiamato in causa, Federico Moccia è d’accordo con Dazieri: “Niente imposizioni e massima libertà” dice a Panorama.it. Ma ammette che lui, in realtà, una classifica l’ha fatta, visto che nel suo ultimo romanzo, Scusa ma ti chiamo amore, ci sono una serie di assaggi, anzi, di “tanti piccoli sapori di diversi autori, da Gibran a Pasolini, inseriti nel testo perché i giovani possano conoscerli in un contesto più leggero e spensierato di quello scolastico”. E la ricetta di Moccia per avvicinare i giovani alla lettura? “Parlare di più dei libri, magari sulla stampa free press, che è l’unica che leggono. E possibilmente” aggiunge “in modi che non inducano allo sbadiglio”.
Per evitare i colpi di sonno davanti al testo, ha qualche consiglio pratico anche uno che i libri li scrive ma li consiglia anche a scuola. È Marco Lodoli, scrittore e insegnante, che a Panorama.it dice: “I ragazzi scappano di fronte a tomi di quattrocento pagine. Bisogna conciliare piacevolezza e misura. E poi, soprattutto, i giovani hanno voglia di storie di giovani. Vogliono identificarsi con i protagonisti delle vicende che leggono. Difficile immedesimarsi in Zeno Cosini, più facile sentirsi a proprio agio nei panni del protagonista di 3msc”. Ma il Lodoli insegnante cosa consiglia ai suoi studenti? “Di tutto. Da Dostoevskij fino ad Ammanniti e De Carlo“. E anche quelli di Moccia? “Beh, quelli che li consigli a fare? Se li scelgono da soli. Sarebbe come consigliare loro di bere Coca cola”.
Come avvicinare i ragazzi alla lettura? Dite la vostra nel forum
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- Lunedì 16 Luglio 2007









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Il 19 Luglio 2007 alle 11:12 Corrado Buccieri ha scritto:
Perchè si è più cretini?
Il 9 Agosto 2007 alle 11:22 L’invidia di Elfriede Jelinek, quando il Nobel preferisce Internet » Panorama.it – Libri ha scritto:
[...] In Italia dopo l’esperienza iniziale di Alessandro Baricco che in occasione dell’uscita del libro City nel 1999 creò un sito ad hoc per pubblicizzare il romanzo senza partecipare ad alcuna conferenza stampa né intervista, recentemente nessuno scrittore da best seller si è cimentato con la Rete, anzi. Il fenomeno editoriale del momento, Federico Moccia, per il suo Tre metri sopra il cielo è passato addirittura alla fotocopiatrice… [...]
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