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Passato lo spauracchio della promozione/bocciatura, arriva quello dei compiti per le vacanze. Tra questi, le letture estive. Non c’è tregua per gli studenti italiani che nella borsa del mare, insieme al telo e alle infradito, dovranno infilare Madame Bovary e La coscienza di Zeno. In realtà basterebbe anche leggere il fumetto preferito, salvo la buona volontà e la capacità di farne analisi critica ai prof al rientro sui banchi. Perché secondo le nuove indicazioni del ministro dell’Istruzione Giuseppe Fioroni, infatti, gli studenti devono saper leggere “con interesse e con piacere testi letterari di vario tipo” e cominciare a “manifestare gusti personali per quanto riguarda opere, autori e generi letterari”.
Un modo per fare fronte alla crescente inedia degli studenti italiani in fatto di letture. Come dimostra uno studio dell’Università di Torino, presentato all’ultima edizione della Fiera del libro, i ragazzi del 2007 leggono la metà rispetto ai coetanei di dieci anni fa (leggi i dati). Per non parlare degli adulti: secondo gli ultimi dati Istat (quelli del 2005) il 54,9 per cento della popolazione ha dichiarato di non aver letto alcun libro nel tempo libero e la percentuale sale al 67,1 per cento nel meridione.
Nonostante la libertà di scelta indicata da viale Trastevere, però, nei consigli di lettura che gli insegnanti danno ai ragazzi l’ultimo giorno di scuola, continuano a imperare i classici. Ai primi posti, dal nord al sud, per medie e superiori, ci sono: Ugo Foscolo (Le ultime lettere di Jacopo Ortis), Giovanni Verga (I Malavoglia), Luigi Pirandello (Il fu Mattia Pascal o Uno, nessuno, centomila), Italo Svevo (La coscienza di Zeno), Primo Levi (Se questo è un uomo) Cesare Pavese (La casa in collina o La luna e i falò), Fëdor Mikhailovič Dostoevskij (I demoni o I fratelli Karamazov), Joseph Conrad (Cuore di tenebra) e Franz Kafka (Il processo). Quasi tutti con recensione obbligata (i siti dedicati agli studenti pullulano di riassunti e analisi dei testi).
A sorpresa, compaiono qua e là, ad opera di insegnanti illuminati, Valerio Massimo Manfredi e Niccolo Ammaniti. E qualche iniziativa collaterale per dare una mano agli studenti non lettori, come Un’estate da leggere a Roma (consigli di lettura da parte di autori famosi come Andrea De Carlo ed Enrico Brizzi e sconti nelle librerie per gli studenti) e, a Conegliano, concorsi a premi e giochi dedicati al piacere di leggere. Più efficaci delle letture forzate estive indicate dai professori, ma troppo pochi per innalzare una media impietosa. Può consolare solo una massima di Gianni Rodari: “Il verbo leggere non sopporta l’imperativo”.
- Martedì 17 Luglio 2007









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Commenti
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Il 17 Luglio 2007 alle 13:30 Perché (non) leggere i classici? » Panorama.it - Cultura e società ha scritto:
[...] Insomma, i ragazzi entrano in libreria con due liste diverse e opposte. Una con i benemeriti classici scritta sotto dettatura del prof. E l’altra con i libri agognati, che senza troppo sforzo si possono trovare davanti alle casse della libreria: tomi avvolti da una fascetta che strilla frasi come “Sei milioni di copie” o “Settima ristampa in un mese”, giusto per dirti che non sei l’unico scemo a comprare quel libro. E se così tante persone l’hanno già letto, un motivo ci sarà. [...]
Il 17 Luglio 2007 alle 13:30 cultura » Blog Archive » Fioroni con gli studenti: basta letture di Malavoglia ha scritto:
[...] leggi su Panorama.it - Cultura e società [...]
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