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Morto Antonioni, professione filmaker

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  • Tags: Cinema, Michelangelo-Antonioni
  • 8 commenti

Nello stesso giorno di un altro grande regista come Ingmar Bergman, è mancato Michelangelo Antonioni. Era nato nel 1912 a Ferrara. Dove aveva ambientato il suo primo documentario, Gente del Po, del ‘47. Prima sceneggiatore per Giuseppe De Santis e per Fellini (Lo sceicco bianco), aveva realizzato il suo primo film nel 1950: Cronaca di un amore. Era iniziata così una lunga carriera da cineasta: I vinti (1952) sulla crisi della gioventù europea, La signora senza camelia (1953) sull’ ambiente del cinema. Poi Le amiche (1955) e Il grido (1956), fino a quello che è considerato il suo capolavoro e l’inizio di una ideale trilogia: L’ avventura (1959).
Un video tratto dal film L’avventura

Seguono La notte (1960) e L’eclisse (1962). Tre film, questi, che rinsaldano il legame, personale e professionale, con Monica Vitti, interprete principale della trilogia. Con Deserto rosso, del 1964, sempre con l’attrice, il bianco e nero cede il posto al colore.
Lo sguardo di Antonioni si allarga poi dalla borghesia italiana alla società internazionale: Blow up (1966) ambientato in Inghilterra, Zabriskie Point (1970) nell’America della contestazione giovanile e della musica rock, con la celebre la scena finale dell’esplosione con la musica dei Pink Floyd (guarda il viedo). Poi la Cina con un nuovo documentario (Chung Kuo: Cina, 1972) e ancora Barcellona e l’Africa per Professione reporter con Maria Schneider e Jack Nicholson (1975).

Un video tratto da Professione Reporter


Breve parentesi televisiva per un videoclip per Gianna Nannini (Fotoromanza). E ancora cinema nell’82 con Identificazione di una donna con l’ex “Monnezza” Tomas Milian. Dopo un lungo silenzio dovuto alla malattia, Antonioni torna sul set nel 1995 con Al di la’ delle nuvole, firmato a quattro mani con Wim Wenders. In ultimo Eros, per cui realizza l’episodio Il filo pericoloso dele cose.

Ieri sera, il regista era nella sua casa di Roma. Era seduto in poltrona con accanto la moglie Enrica Fico. È morto lì. Aveva 94 anni. Sarà sepolto a Ferrara.

FORUM: Bergman, Antonioni: ma quanti di voi hanno visto un loro film per intero?

Il VIDEO servizio:

  • redazione
  • Martedì 31 Luglio 2007
McDonald’s e Starburst fanno di necessità virtù. E puntano sul web 2.0 »
« Bergman, una vita d’immagini

Commenti

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Il 31 Luglio 2007 alle 13:13 daniele1950 ha scritto:

Quando una persona muore si possono solo fare sentite condoglianze alla famiglia ed io le faccio, sincere. Ma riguardo al cineasta e mi ferisco anche a Bergman, dico che non se ne può più di questi maestri del nulla, autori e registi di filmacci inguardabili, che non sanno di niente, non dicono niente, buchi con il nulla intorno fatti solo per critici super intelligenti, colti, radical-chic, democratici, ambientalisti, antifascisti. I poveracci, poveri di spirito, incolti e ignoranti come me, e siamo miliardi nel mondo, vanno a vedere film culturalmente nulli, fatti per menti deficienti: Indiana Jones, Guerre Stellari, Signore degli Anelli, Harry Potter e via di questo passo. Ma siamo miliardi, e i suddetti film non hanno bisogno delle elemosine statali, questi film fanno incassi da capogiro, ma ripeto, signori super-critici perdonateci se siamo ignoranti e non alla Vostra altezza. Saluti

Il 31 Luglio 2007 alle 14:49 orziuncola ha scritto:

Sì, neanche a me piace(va) Antonioni, però che barba con questa storia dei “poverini” che non capiscono una cosa e ne vanno fieri. E basta con la retorica del “per me il film d’essai è una boiata pazzesca”. Lo diceva Fantozzi trent’anni fa, non se ne può più. Daniele, paragonare Antonioni a “Guerre Stellari” è come confrontare un quadro impressionista con i disegni fumetti: si tratta semplicemente due modi diversissimi di usare lo stesso mezzo. Cioè sono due cose non confrontabili. Qualcuno preferisce passare il tempo coi fumetti (anche io), altri preferiscono guardare un quadro. De gustibus.
Come diceva Totò: “Non ti piace? E tu non lo guardare!”

Il 31 Luglio 2007 alle 16:37 halibelivuk ha scritto:

Prima Bergman, ora Antonioni… dev’essere per via del caldo.

Il 31 Luglio 2007 alle 16:52 vixmax ha scritto:

per commento #1 (daniele1950)

beh, mi pare un commento stupido e forse (spero) poco ragionato. sara’ sicuramente il caldo… certo mi fa un po’ paura la prospettiva che l’Italia possa finire in mano a gente che fa i tuoi stessi ragionamenti… come dite?… ah, ci e’ gia’ finita?… ahi ahi ahi!!! comunque a parte tutto, continuo a pensare che la cultura sia un’esperienza dolorosa adatta solo ai forti di stomaco…
saluti danie’.

Il 31 Luglio 2007 alle 17:43 daniele1950 ha scritto:

per chiarire, a “orziuncola” dico che io non mi considero stupido, anzi, ma sono “loro” che mi considerano così e anch’io sono un (ex) lettore di fumetti, e in quel campo succede la stessa cosa: un conto Tex Willer e un conto Crepax, ci hai mai capito qualcosa in una storia di Crepax?

per vixmax invece dico che ci sarà un motivo se i film d’autore fanno poche migliaia di spettatori e gli altri che ho citato milioni, siamo tutti deficienti? E il fatto poi che non si comprino i libri che vincono il Nobel ma libri di scarso valore culturale, Wilbur Smith, Ken Follet, Stephen King ecc. ecc. ci sarà un motivo? E l’arte moderna? Altro capitolo con le stesse caratteristiche dei precedenti. Come mai 3 ragazzi scolpiscono una pietra con un trapano e nessuno se ne accorge? Come mai una “opera d’arte” esposta in un giardino pubblico di Francoforte è stata portata via dagli addetti alla pulizia delle strade pensando fosse spazzatura? O forse lo era come quella “dell’artista” spagnolo che ad una mostra ha rovesciato sacchi di spazzatura per rendere l’idea di un mondo sporco. Bello veramente. Grazie ma sono contento del mio livello culturale. Saluti a tutti

Il 31 Luglio 2007 alle 19:24 sanvito ha scritto:

A me certe cose di Bergman sono parse un po’ noiose, ma temo che il valore artististico non possa essere messo in dubbio, specialmente da chi non ha avuto modo di conoscere davvero il suo cinema. Te lo hanno già detto: la cultura è un’esperienza faticosa, e in quanto tale riservata ai pochi che non sono pigri. I film di cassetta si limitano a volerci intrattenere, mentre
i film per così dire “d’autore” hanno pretese diverse dal mero intrattenimento: vogliono commuoverci, farci riflettere, farci pensare.
Che poi la maggior parte delle persone preferiscano l’intrattenimento, mi pare ovvio.
Ma da qui a dire che Antonioni ha realizzato “filmacci inguardabili” (ti cito) ce ne passa. Diciamo che Antonioni e Bergman hanno fatto film impegnativi, film che non tutto il pubblico mondiale ha avuto il desiderio o la forza di capire. Non vedo di che stupirsene.

Il 1 Agosto 2007 alle 12:59 vixmax ha scritto:

per “daniele1950″.

nessuno e’ deficiente, non ti preoccupare. per fortuna il mondo occidentale e’ vario, offre esperienze culturali di livelli differenti per target differenti. il fatto che un film cosiddetto “impegnato”, una mostra d’arte di un certo livello, un disco cosiddetto “non commerciale”, che si possono comprendere e magari apprezzare (ma a volte anche no) solo conoscendo tutto cio’ che c’e’ dietro, l’ambiente culturale del periodo in cui sono stati fatti,etc,etc,etc, non attirino gente, cioe’ non abbiano un audience pari a quella di produzioni piu’ da supermercato (senza offesa per il supermercato, anzi e’ un concetto nobile e per un certo periodo e’ stato anche innovativo - cerca Andy Warhol su Wikipedia - ) non puo’ “fregare de meno” agli artisti che li realizzano. quindi che antonioni non abbia attirato gente come lucas,spielberg,peter jackson, etc, ha importanza solo per te.
e anche a chi va a vedere certi tipi di film non gliene frega nulla del successo commerciale. quindi e’ un problema solo tuo. arte e intrattenimento, cosi’ come arte e artigianato, sono cose NETTAMENTE distinte che non si possono ne’ devono confondere, ne’ tantomeno confrontare.
e rilassati, siamo in occidente, c’e’ scelta per tutti, per chi come me e molti altri ha piacere a sforzare il cervello, e per chi come te (e spesso acnhe me) nel film cerca solo un momento di svago.
saluti danie’.

Il 27 Agosto 2007 alle 9:58 barpanaro ha scritto:

L’ultimo sguardo di Michelangelo Antonioni…

Ci ha lasciato un altro gigante del cinema, l’ultimo dei grandi che il mondo ci invidiato, con lui si chiude un’epoca leggendaria e irripetibile per l’Italia.
tratto da Professione: Reporter, scena magistrale in cui la cinepresa pa…

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