Foto e video per uno sguardo del tutto insolito sugli Stati Uniti. È ciò che propone la mostra An American Flash, dal 18 al 31 agosto alla Pinacoteca Civica di Civitanova Marche.
Al centro delle immagini ci sono sempre corpi: individui quasi sempre nudi, alle prese con la rappresentazione che i media trasmettono dell’umanità. E che i personaggi ritratti nelle opere reinterpretano a loro volta. In una messa in scena che tocca tutti i registri fondamentali dello spettacolo: dalla tragedia, alla lirica, al comico, al grottesco, al mito.
Tradotto in opere, tutto ciò significa ad esempio il Sogno americano interpretato da Leslie Krims, ovvero immagini in cui i media - televisione in testa - sono sbeffeggiati in ogni loro aspetto. “Krims” spiega la curatrice della mostra, Camilla Boemio “fa questo lavoro di demolizione da trent’anni, dissacrando tutti gli stereotipi della cultura Usa. E lo fa ridicolizzando il divertimento popolare senza risparmiare nemmeno gli aspetti più intoccabili, come la religione”.
Di segno opposto, ma altrettanto analitico, è Arthur Tress: l’artista che indaga volti, emozioni e speranze con un registro onirico e a tratti metafisico. Di Tress, nato come Leslie Krims negli anni Quaranta, la curatrice ha scelto scatti degli anni Sessanta: “immagini poco conosciute in Italia” dice “che rappresentano una parte importantissima non soltanto della cultura americana, ma anche della storia di quel Paese”.
Infine, lo sguardo sull’America con gli occhi di un italiano: Emiliano Montanari. Il suo curriculum di collaborazioni televisive con Enrico Ghezzi e con Blob, ma anche con David Lynch, oltre che un precedente video sull’ex playmate Anne Nicole Smith, basterebbero per capirne il gusto: la tv e i media intesi come fabbrica di icone. In An American Flash resta sul tema, e celebra un mito passato dai b-movie alla consacrazione di Quentin Tarantino: David Carradine, il protagonista di Kill Bill. L’opera di Montanari è un video girato nella casa di Carradine, a Los Angeles, tra l’uscita della prima e la seconda parte del film. L’attore parla di sé e del progetto cinematografico. Ma lo fa come fosse realmente il perfido protagonista della storia. L’effetto è quello di una fusione totale e straniante tra finzione e realtà: un altro modo per definire l’America.
- Venerdì 17 Agosto 2007











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Commenti
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Il 18 Agosto 2007 alle 9:49 Carlalberto Iacobucci ha scritto:
Non si capisce se gli Usa vivano sogni o realtà. Per certi aspetti sembra di conoscerlo, mentre per altri vieni smentito.Si è sulla la Niña, sulla Pinta o la Santa Maria ?
E se il Colombo non fosse il navigatore per eccellenza, ma altri naviganti d’origine giapponese o nientemeno Vichinghi, cambierebbe qualcosa ? Questa è l’America,piaccia oppure no.
Il 4 Giugno 2009 alle 17:32 David Carradine trovato morto a Bangkok » Panorama.it - Cultura e societa ha scritto:
[...] L’attore era stato immortalato anche in un’opera d’arte contemporanea di Emiliano Montanari. Che aveva girato un video girato nella casa di Carradine, a Los Angeles, tra l’uscita della prima e la seconda parte del film Kill Bill. Nel video, l’attore parlava di sé e del progetto cinematografico, come fosse realmente il perfido protagonista della storia. L’effetto era quello di una fusione totale e straniante tra finzione e realtà, metafora ideale per definire l’America. In Italia, il video era stato presentato nell’ambito della mostra (qui le immagini) curata da Camilla Boemio An American Flash, nel 2007, alla Pinacoteca Civica di Civitanova Marche. [...]
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