Solo 25 film dei 544 finanziati sono riusciti a recuperare i soldi ricevuti dallo Stato. Il dato lo fornisce nel giorno dell’inaugurazione della Mostra internazionale del cinema di Venezia Sherpatv.it, l’archivio multimediale delle istituzioni. Nel dossier vengono presi in esame i soldi del sostegno pubblico al cinema italiano nel periodo 1994-2005: fondi erogati e (solo parzialmente) rientrati nelle casse del Fus, il Fondo unico per lo spettacolo istituito nel 1985.
In questi 11 anni, lo Stato ha finanziato 544 lungometraggi (complessivamente per 61 case di produzione e 390 registi: da Olmi ad Antonioni, da Bellocchio a Citti e ai fratelli Taviani ma anche molti registi emergenti), per un totale di 817.160.164 euro di spesa. Solo una manciata di questi 544 film - molti dei quali mai arrivati nella sale cinematografiche - sono riusciti a recuperare i soldi ricevuti dallo Stato. Nel dossier disponibile su Internet, Sherpatv.it pubblica l’elenco completo di queste produzioni, documenti e link relativi alla normativa vigente in materia di finanziamento pubblico al cinema italiano e articoli di approfondimento sulla situazione in altri Paesi europei come Francia, Spagna e Gran Bretagna.
Tra i film che hanno ottenuto finanziamenti statali, Notte prima degli esami di Fausto Brizzi è il più virtuoso per quanto riguarda gli incassi (800 mila euro di finanziamento, 12.119.269 di incassi) - ammesso che questo sia il giusto criterio di giudizio - Oltre la giustizia di J.J. Jusid il peggiore (995 euro di incasso a fronte di 352.224 euro di finanziamento).
- Mercoledì 29 Agosto 2007









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Il 29 Agosto 2007 alle 17:17 Venezia, la Mostra del Cinema al via: novità, anteprime e polemiche » Panorama.it - Cultura e società ha scritto:
[...] LEGGI ANCHE: Torna il grande cinema: da Sicko a Shrek, ecco i film in uscita - Quando una tata di Manhattan si confida con il diario - Hollywood in Laguna: un motivo in più per visitare Venezia - Cinema italiano: solo 25 film su 544 recuperano i soldi ricevuti dallo Stato - Cibo per gli occhi: la top five dei film golosi [...]
Il 19 Ottobre 2007 alle 16:23 Cinema italiano? Per il Financial Times c’è poco da ridere » Panorama.it - Cultura e società ha scritto:
[...] Spietata puntualità, quella del Financial Times, che all’avvio della Festa del cinema di Roma fa i conti in tasca alla nostrana industria cinematografica. E scopre non soltanto che i conti non tornano. Ma anche che il Senato si appresta a un iniziativa piuttosto discutibile. Una pioggia di sovvenzioni cade costantemente sul cinema italiano, come fosse manna dal cielo. Più di ottocento milioni di euro negli anni tra il 1994 e il 2005. Solo 25 film dei 544 finanziati, però, sono riusciti a recuperare i soldi ricevuti dallo Stato. Panorama.it aveva già segnalato il caso il 28 agosto scorso, quando tutti i riflettori erano puntati sulla Mostra del cinema di Venezia. Ora, alla partenza dell’appuntamento romano, il quotidiano britannico torna a battere sul tasto dolente. E titola La generosità di Roma ingrassa uno stormo di tacchini da botteghino. “Le stelle di Hollywood e verosimilmente di gran parte del resto del mondo” si legge nell’articolo a firma di Paul Betts “si stanno riunendo a Roma per il popolare festival del cinema della città eterna. Ma purtroppo, non tutto va bene per il cinema italiano. E questo, non certo per mancanza di fondi che sono assegnati dallo Stato e sono una caratteristica inamovibile del settore cinematografico italiano, grazie all’obbligo imposto alle emittenti via etere di trasferire almeno il 10 percento del proprio fatturato pubblicitario alle arti audiovisive. Finora è andata bene” continua il Financial Times “L’inconveniente è che nessun beneficiario di tanta generosità è condizionato dal successo al botteghino”. Il giornalista non lesina numeri: “Secondo i dati del ministero Italiano dei Beni culturali” scrive “fra il 2001 e il 2005 il finanziamento pubblico per i film prodotti in Italia ammontava a oltre 428 milioni di euro. Purtroppo però, i 243 film realizzati hanno incassato appena 76 milioni. In verità, la maggior parte non ha mai visto la luce, con 83 milioni di euro di denaro pubblico spesi per 50 film che non sono nemmeno mai usciti nelle sale. Altri 40 film sovvenzionati durante lo stesso periodo hanno venduto meno di 5.000 biglietti in Italia”. “Inevitabilmente” continua l’articolo “è spuntata fuori una vasta congerie di produttori e di società di produzione per succhiare, a livello professionale, i sussidi erogati da parte dei politici che controllano i cordoni della borsa dall’interno del ministero per i Beni culturali. Tuttavia, non contento dell’attuale potere clientelare, il Senato italiano sta attualmente esaminando una legge che vedrebbe il piatto crescere di cinque volte grazie all’aumento e all’allargamento del prelievo forzoso sui nuovi attori del settore privato dell’emittenza, come le società di telecomunicazione quali FastWeb e Telecom Italia e l’operatore di pay-TV Sky Italia”. [...]
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