- Tags: Aldo-Cibic, Alessandro-Barbero, Anna-Oliverio-Ferraris, arte-e-cultura, creatività, Festival-della-Mente, Franco-Marcoaldi, Giorgio-Vigna, Giuseppe-Barbera, gustavo-pietropolli-charmet, Laura-Bosio, Marco-Aime, Marco-Delogu, Mario-Botta, Piergiorgio-Odifreddi, protagonisti, Ruggero-Pierantoni, Sarzana-2007, Severino-Salvemini
- Un commento

Che cos’è la creatività? Ecco la definizione che ne danno alcuni dei relatori della quarta edizione del Festival della Mente di Sarzana.
Marco Aime, antropologo: “Credo che in fondo la creatività stia nel dare una forma nuova a cose e idee che spesso già circolano. Dare loro una nuova voce, una luce diversa, uno sguardo che prima non avevano. Allora sembrano nuove e forse lo sono. Forse creare è una forma intelligente e alta di riciclo.”
Piergiorgio Odifreddi, matematico: “Creatività in matematica è gettare un ponte fra il mondo delle idee e il mondo delle cose, fra il pensiero e la realtà. È riuscire a mediare fra due estremi: la pura forma e il puro contenuto. È saper vincere una scommessa impossibile: quella di descrivere, con un linguaggio che l’evoluzione ha sviluppato per parlare di cose terrene, gli oggetti di un mondo alternativo costituito solo di idee immateriali. È sviluppare occhi della mente che duplichino quelli del corpo, e che siano in grado di vedere immagini consistenti, invece di allucinazioni da drogati, o deliri da paranoici sacri o profani.”
Ruggero Pierantoni si occupa di neuroscienze e di problemi cognitivi: “Attività mentale umana recentemente ri-creata in Italia per alleviare studenti, artisti, scrittori ecc dalla fatica di leggere libri, documentarsi e apprendere le norme elementari dei rispetti mestieri.”
Laura Bosio, scrittrice e consulente editoriale: “C’è un’euforia giustificata che si accompagna all’aggettivo creativo. Credo si spieghi con l’azzardo, la sfida, la scommessa, la scoperta a cui rimanda. La creatività sfugge alla previsione e al controllo ed è fonte di insicurezza, di dubbio, spesso di angoscia. L’antidoto è fare ricorso al mestiere, anche se non garantisce il risultato. Ma è un’illusione che cade appena si ricomincia, quando si constata che ogni volta si riparte da zero.”
Mario Botta, architetto: “La creatività, che si manifesta nella novità della trasformazione, è un bisogno primario per l’uomo, un modo per rispondere a nuove esigenze sulla scorta di elementi conosciuti; un modo per sentirsi uomo del proprio tempo e, contemporaneamente, ricollegarsi ai valori più profondi della storia.”
Aldo Cibic, designer: “Per me, la creatività nasce a partire dalle situazioni. Per situazioni intendo l’insieme delle relazioni (emotive, sociali, economiche) che si instaurano tra le persone, le attività e i luoghi. Muovendo dall’analisi delle situazioni, il designer può trasformare le condizioni iniziali di un luogo (sotto il profilo sociale, economico ambientale, architettonico, urbanistico) determinandone un evidente, tangibile, miglioramento.”
Marco Delogu, fotografo: “La creatività è quella strana magia che consente di esprimere un pensiero o un’emozione profonda e spesso incomunicabile, con un linguaggio preciso, asciutto e personale. Come l’estetica è un termine abusato: tolti gli abusi credo che il suo sinonimo più interessante sia libertà.”
Anna Oliverio Ferraris, psicologa e psicoterapeuta: “La creatività è un tratto complesso composto da almeno tre ingredienti: l’individuo con le sue potenzialità e abilità; il bagaglio di conoscenze, di cultura e di pratica che una persona o un gruppo di persone si è fatto negli anni formativi in cui vi era spazio per l’iniziativa, l’esploratività, la sperimentazione, l’approfondimento; l’ambiente, ossia quell’insieme di persone, istituzioni educative e culturali che forniscono stimoli, opportunità e apprendimenti e anche riconoscimenti che sono alla base di una società intellettualmente vivace, capace di offrire opportunità e aperta alle novità.”
Franco Marcoaldi, scrittore e poeta: “La creatività ha che fare con la ricerca di parole capaci di incarnare nell’immagine un’emozione, un pensiero, una sensazione, un ricordo. E di farlo trovando il giusto ritmo, perché la poesia – come diceva Pessoa – è canto senza musica.”
Giuseppe Barbera, professore di Colture Arboree: “La creatività in campagna dovrebbe tendere a scoprire nuovi modi e nuove forme del produrre: nuove tecniche, nuovi prodotti e non altro. Ma la cultura complica tutto e spinge a cercare e trovare anche in un campo coltivato l’etica e l’estetica. I modi, gli obiettivi, le forme dell’agricoltura diventano infiniti nel paesaggio, a mostrare l’infinità capacità creativa dell’incontro tra storia e natura.”
Alessandro Barbero, professore di Storia Medievale e scrittore: “La creatività è la capacità di creare qualcosa pensando non al mercato o al pubblico, ma pensando soltanto a tirar fuori quel che ti preme dentro; e tuttavia di produrre un’opera che poi gli altri intorno a te riconoscono, anche se non è stata pensata per loro.”
Gustavo Pietropolli Charmet, psichiatra: “Nel passaggio dall’infanzia all’adultità, l’adolescente è costretto all’elaborazione del lutto che fa seguito alla morte delle illusioni infantili nei confronti dei genitori e del Sè. Ciò lo induce ad incrementare la propria capacità di simbolizzazione e ad assumersi la responsabilità di dare vita a nuovi oggetti d’amore e a nuovi Sè. Per evitare di rifare l’identico è costretto a creare il nuovo mondo.”
Severino Salvemini, economista: “La creatività è un interesse diffuso, quasi un dovere, in risposta ai bisogni emersi della grandi trasformazioni della società e della cultura, che hanno reso possibile il passaggio da sistemi chiusi e statici a sistemi più mobili e discontinui, dove pressante diventa il fabbisogno di cambiamento, della flessibilità, della capacità di far fronte ai problemi imprevisti, di prendere decisioni fuori dagli schemi, di offrire risposte nuove. Ecco perchè tutti devono essere creativi: l’artista come l’impiegato, il professore come il politico, il ristoratore come l’informatico.”
Giorgio Vigna, artista e designer: “Creatività è far vivere insieme mondi e modi che sembrano opposti o lontani e farli incontrare. Leggero e pesante, solido e liquido, trasparente e opaco. È trovare sintesi inattese che sembrano provenire da mondi fantastici e immaginari.”
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- Giovedì 30 Agosto 2007









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Il 30 Agosto 2007 alle 16:29 Fare Mente locale, a Sarzana. Torna il festival della creatività » Panorama.it - Cultura e società ha scritto:
[...] Creare, una forma intelligente di riciclo [...]
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