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Archivio di Agosto, 2007

Cibo per gli occhi: ecco la top five dei film golosi

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  • Tags: cibo, Cinema, cioccolato, film-golosi, Il-pranzo-di-Babette, modo-di-vivere, ottima-annata, Sideways, speciale-venezia-2007, Vino
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“Accidenti, è davvero buono questo frullato, non so se vale 5 dollari, ma cazzo è veramente buono!”, dice Vincent Vega in Pulp Fiction. Titolo che però non compare nella top five dei film golosi stilata da Winenews in collaborazione con Vinitaly su indicazione di quasi 2 mila persone (sulle 18 mila che avevano ricevuto l’invito a partecipare all’indagine: l’arte sconosciuta dei sondaggi!). Vince la sfida (con il 35% di preferenze) Il pranzo di Babette, seguito dall’americano Sideways, medaglia di bronzo al mitico La Grande Abbuffata e, dato che anche i documentari piacciono tanto, al quarto posto si classifica Mondovino, solo al quinto il romantico Un’ottima annata. Ecco il trailer:

Mangiar bene, bere bene, vivere bene. Il vino è un simbolo: bere vino è un modo di vivere, di gustare la vita. “Dal vino migliore vengono migliori umori”, insegna l’antico flos sanitatis latino, che continua dicendo:”Se tu avrai noie per il troppo vino bevuto la sera, ribevi in ora mattutina, e questa sarà la medicina”. Antica saggezza che nei secoli ha convinto molti uomini! “Vino e donne, risa e allegria: oggi. Prediche e acqua di selz: domani“, diceva Byron.
Basta che un personaggio di un film beva un certo vino in un certo modo e sappiamo già tutto di lui. E dopo il vino in classifica arriva la cioccolata!

Insomma: tutto quello che per questioni di linea non si può avere nella vita vera (almeno non nelle quantità che un film lascia sognare) piace al cinema… basta ricordare l’enorme barattolone di Nutella di Nanni Moretti in Bianca!

  • giulia.crepaldi
  • Mercoledì 29 Agosto 2007

Venezia, la Mostra del Cinema al via: novità, anteprime e polemiche

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  • Tags: Ambra Angiolini, Atonement, Bernardo-Bertolucci, biennale, Brad Pitt, film, Joe-Wright, Johnny Depp, Keira-Knightley, Leone-doro, Mostra-internazionale-del-cinema, proiezioni, Queer-Lion, speciale-venezia-2007, Tim Burton, Venezia, Zhang-Yimou
  • 8 commenti

Keira Knightley in [i]Atonement[/i] ([i]Espiazione[/i]) di Joe Wright, film in concorso [i](Foto: Alex Bailey © 2006 Universal Studios)[/i]

Le star a Venezia: LA GALLERY
Tutti i film in concorso: LA GALLERY

Hollywood? C’è, c’è. In abbondanza. Italiani? Ci sono, e pure in tre in concorso. Qualche divo dal passato? Sì, sì: Michael Caine, Jeanne Moreau, Vanessa Redgrave… E la qualità? Pure. Unita a tante anteprime mondiali: i 22 film in gara sono tutti prime assolute. Quest’anno alla 64esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia sembra non mancare nulla. D’altronde la rassegna festeggia il suo giubileo, i 75 anni di vita, e non poteva essere altrimenti. E con la concorrenza della Festa del Cinema di Roma (ad ottobre la sua seconda edizione) e del Torino Film Festival, cercare di distinguersi era un dovere.

E così a contendersi il Leone d’oro troviamo i grandi maestri Brian De Palma, con Redacted, Ken Loach con It’s a Free World… e Ang Lee, trionfatore due anni fa con Brokeback Mountain, con Se, jie (Lust, Caution), ovvero, “Attenzione, Lussuria”. E c’è da scommettere che il film farà discutere. Gli italiani si difendono con tre giovani talenti dai nomi meno altisonanti: Vincenzo Marra con L’ora di punta traccia un quadro di corruzione del Bel Paese, con Fanny Ardant e il debuttante Michele Lastella; Andrea Porporati ne Il dolce e l’amaro - che sarà presto nelle sale italiane, già il 5 settembre - mette Luigi Lo Cascio nei panni di un siciliano legato alla mafia ma capace di cambiare strada. Paolo Franchi in Nessuna qualità agli eroi punta su Elio Germano (e sul suo nudo integrale con tanto di erezione?) e Mimosa Campironi, proveniente dalle fila di Incantesimo.

di Tony Gilroy<br /> con George Clooney, Tilda Swinton, Sydney Pollack<br /> Usa, 119'</p> <p>[i](Credits: image.net)[/i]

Di star c’è l’imbarazzo della scelta: da Woody Allen a George Clooney, passando per Susan Sarandon, Keira Knightley, Scarlett Johansson, Johnny Depp, Richard Gere, Jude Law, Brad Pitt…
Qui sotto il trailer (da Youtube) di The Nanny Diaries, la pellicola fuori concorso che porta al Lido la bella Scarlett:

La piratessa Keira è la prima a sbarcare, per la presentazione del film d’overture della Mostra, Atonement (Espiazione) di Joe Wright, in concorso. Novità dal Lido? Accanto al solito Leone d’oro alla carriera, consegnato - dal suo pupillo Johnny Depp - al regista visionario Tim Burton, sarà assegnato il Leone d’oro del 75°, al nostro Bernardo Bertolucci. Il video servizio:


La giuria internazionale di Venezia 64, presieduta da Zhang Yimou, è composta interamente da registe e registi, come era capitato nel 1982, nel Cinquantenario. Quest’anno, per la prima volta, sarà attribuito, il Queer Lion, premio trasversale per cinema lgbt (lesbico, gay, bisex, transgender), tra dodici film selezionati tra le varie sezioni (ma il cinema lgbt non è semplicemente cinema?). Madrina, per dare spazio ai giovani, non senza polemiche, Ambra Angiolini (finora vista come attrice solo in Saturno Contro, con tanto di David di Donatello come migliore attrice non protagonista).

Venezia, Ambra madrina tra polemiche:

Ambra: “Vorrei essere la moglie di Tim Burton…” (da Youtube - Rainews24)


Venezia, al Lido l’altra Hollywood:


LEGGI ANCHE: Torna il grande cinema: da Sicko a Shrek, ecco i film in uscita - Quando una tata di Manhattan si confida con il diario - Hollywood in Laguna: un motivo in più per visitare Venezia - Cinema italiano: solo 25 film su 544 recuperano i soldi ricevuti dallo Stato - Cibo per gli occhi: la top five dei film golosi

  • simona.santoni
  • Mercoledì 29 Agosto 2007

Cinema, dalla Corea arriva un Soffio nelle sale italiane

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  • Tags: Cannes, Cinema, corea, film, Kim-Ki-Duk, Soffio, Venezia
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Venerdi 31 agosto arriva nelle sale Soffio, il nuovo film del regista cult coreano Kim Ki-Duk. Vanno in scena l’amore, la prigionia e il respiro.
Girato in 10 giorni con basso budget, Soffio - ha spiegato il regista già autore di Primavera, estate, autunno, inverno… e ancora primavera e Ferro 3-La casa vuota, Leone d’Argento a Venezia nel 2004 - parla “della difficoltà di comunicare tra gli esseri umani e tra questi ultimi e la società”.

LEGGI ANCHE Torna il grande cinema: da Sicko a Shrek, ecco i film in uscita

IL VIDEO SERVIZIO

  • redazione
  • Martedì 28 Agosto 2007

Giappone superstar ai Mondiali di Tango di Buenos Aires

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  • Tags: Argentina, Ballo, Buenos-Aires, Giappone, Mondiali-di-Tango, Tango
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Il Giappone è la nuova patria del tango. Non sono rumors ma l’incredibile bilancio della quinta edizione dei Mondiali di Tango che si è conclusa domenica 26 agosto a Buenos Aires, in Argentina. Sulle tavole di scena, infatti, sono stati proprio i rappresentanti del Sol Levante a ipnotizzare il pubblico. Leggerezza, eleganza dei movimenti e una capacità espressiva che non ha niente da invidiare a quella latina. Del resto in Giappone in questi ultimi mesi è esplosa una vera e propria tangomania. Locali da ballo, le tradizionali milongas, aprono dappertutto e si fa a gara tra i giovani a chi impara prima e meglio. I risultati si sono visti ai mondiali di Buenos Aires. Non solo il Giappone è stato il paese non sudamericano a mandare in gara il maggior numero di ballerini, 11 coppie su un totale di 479 danzatori, ma due di loro hanno addirittura vinto la medaglia di bronzo nella categoria “scenario”.


Per Hiroshi Yamao e Kyoko, questo il nome dei vincitori, insieme nella danza e nella vita è stato il coronamento non solo di un sogno ma anche di tanti sacrifici. In nome del tango, infatti, 14 mesi fa i due si sono licenziati, hanno lasciato il Giappone per l’ Argentina e qui hanno studiato giorno e notte per raggiungere il loro obiettivo: partecipare ai mondiali e possibilmente vincere.
Agosto 2007
“Ballare il tango - hanno dichiarato - resta comunque divertimento puro”. Anche se lei ha ammesso con rossore sulle guance di aver dimenticato qualche passo durante la gara. Ma il pubblico li ha premiati lo stesso. E adesso i due vincitori aspettano con impazienza la prossima edizione. Da segnalare, infine, l’ottavo posto nella categoria “sala” della coppia italiana originaria di Montecatini e formata da Mauro Zompa e Sara Masi, che ha migliorato di tre posizioni il risultato ottenuto nell’edizione dello scorso anno nella categoria “scenario”.

Il video servizio

  • paolo.manzo
  • Martedì 28 Agosto 2007

Il nuovo rinascimento di Ferrara porta la firma di Luca Ronconi

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  • Tags: Botho-Strauss, cultura, Ferrara, Luca-Ronconi, Odissea:-doppio-ritorno, Riccardo-Bini, Rinascimento, teatro, ulisse
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Marco Caseli Nirmal
Ferrara si riscopre, ricorda il passato ed evoca un nuovo Rinascimento. Per questo ha chiamato Luca Ronconi: per realizzare lo spettacolo di apertura dell’evento 2007-2008. Dopo aver tirato a lucido strade e palazzi, il Comune si dedica alla cultura: arte e spettacolo per dare nuovo slancio alla città.
Dal 4 al 9 settembre - in anteprima assoluta - debutta al Teatro Comunale di Ferrara lo spettacolo di Luca Ronconi. Una nuova sfida per il maestro che ama giocare con attori, testi e spazi. Il regista aveva già lavorato in città, realizzando nel 2002, uno splendido Amor nello specchio, interpretato da una bravissima Mariangela Melato.
Marco Caseli Nirmal
Luca Ronconi aveva pensato all’intera Odissea, un lavoro immane ma i costi di produzione hanno portato a un ridimensionamento del progetto. Ulisse resta protagonista: rivisto e riraccontato da Botho Strauss in Itaca e da Emanuele Trevi in L’antro delle Ninfe, una drammaturgia sviluppata a partire dai versi di Omero e dai testi del filosofo greco Porfirio. Nasce Odissea. Doppio ritorno. Ronconi non si accontenta di realizzare uno spettacolo e così ne ha diretti due che si sviluppano in contemporanea su due scene diverse. Ma il teatro è uno, come si fa? Il regista ha smontato la bellissima sala all’italiana, o meglio: ha fatto costruire un nuovo palco dove c’era la platea, nuovi spalti per il pubblico sul palcoscenico e un nuovo ingresso.
Marco Caseli Nirmal
Per l’occasione dei due spettacoli ci saranno allora due palcoscenici per due pubblici diversi, che entreranno dal fronte e dal retro del teatro. Sui due palcoscenici si muoveranno i trenta attori selezionati da Ronconi, che hanno lavorato con il maestro per oltre due mesi, e nove di loro avranno il duro compito di “saltare” da uno spettacolo all’altro (e per loro la sfida sarà ancora più dura nelle repliche in altri teatri dove i due palcoscenici non saranno così vicini).
Il teatro è un gioco, il teatro è una macchina, il teatro è magia…e in alcuni momenti il pesante sipario tagliafuoco (rinforzato per assicurare l’isolamento acustico) si alza e le due storie diventano una. Sono solo pochi attimi, poi le vicende continuano in modo autonomo. Con uno spettacolo senza uguali prosegue così l’antico fasto di una città.

  • giulia.crepaldi
  • Martedì 28 Agosto 2007

Fellini Privat, amarcord fotografico: Rimini ricorda Federico

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  • Tags: Chiara-Samugheo, Federico-Fellini, Fellini-Privat, foto, Giulietta-Masina, rimini
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Chiara Samugheo - Rimini, Museo Fellini
Amarcord : quale intenso “mi ricordo” può svegliare la mostra dedicata a Federico Fellini a Rimini, patria e luogo d’elezione del regista, vero serbatoio personale di storie e immagini per le sue pellicole. Nel Museo che gli ha dedicato la sua città, è aperta in piena stagione vacanziera, fino al 14 ottobre, la mostra Fellini privat, fotografie di Chiara Samugheo una delle più originali interpreti del mondo del cinema italiano degli anni Sessanta e Settanta.
Il Maestro è colto nei momenti della sua vita privata fra le mura domestiche, ma anche nelle strade di Roma e sul set. Ecco allora uno scatto di Fellini con la moglie Giulietta Masina, abbracciati e seduti in una poltrona di vimini. Lo schienale forma dietro di loro quasi un cuore, ma anche il disegno di una coda di pavone.
Chiara Samugheo - Rimini, Museo Fellini
E poi le immagini di Fellini che beve il caffè o si fa la barba, nel letto matrimoniale e con il piatto di tagliatelle. Ma lo sguardo del regista e la sua aria non sono quasi mai scanzonati e diretti al diaframma della macchina fotografica: è come se Fellini sentisse su di sé l’occhio di Chiara Samugheo, e il regista sa quanto indiscreto possa essere un fotogramma, quanto possa rivelare uno scatto e non tollera quel pesante alito di luce. Il suo sguardo è distolto, sempre fuori dall’immagine, allarmato, pensieroso e divertito, ma come di chi si sente espropriato del proprio “mestiere delle armi”. Eppure Chiara Samugheo riesce a cogliere con estrema sensibilità questo “Fellini per pochi”, fuori dall’ufficialità del personaggio pubblico, del Faro, come lo chiamava la troupe della Dolce Vita perché possiede quello che il critico cinematografico Tullio Kezich definisce “l’occhio quadrato, quello che rende eterna (nei limiti della durata di pellicola e carta stampata) la quotidianità”.

GUARDA LA GALLERY

  • silvia.tomasi
  • Lunedì 27 Agosto 2007

Modello Mantova: il Festival della letteratura torna all’antico

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  • Tags: Alessandro-Zaccuri, andrea-valente, beppe-severgnini, Bjorn-Larsson, Cristiano-Cavina, Erri-De-Luca, Festival della letteratura di Mantova, giuseppe-pederiali, libri, Marco-Belpoliti, Massimo-Cirri, Michael-Connelly, Simonetta-Agnello-Hornby, Stefano-Bartezzaghi, Tullio-Avoledo
  • 4 commenti

Il Festival d di Mantova  apre il 5 e termina il 9 settembre
Di Stefania Berbenni

Devono aver intuito che il pericolo era dietro l’angolo gli otto fondatori del Festivaletteratura. E devono aver avuto paura, paura di non farcela a rimanere impermeabili alle pressioni delle case editrici e alla tentazione di dilatare quella cinque giorni di libri, parole, caffè, incontri. Gli stava per scoppiare in mano. L’avevano pensata per risvegliare la loro città: solo volontariato, nessun padrino politico né editoriale, temi selezionati, autori di qualità, voglia di scorrazzare per le molte culture (del mondo e dei linguaggi), vietati i protagonismi da bestsellerista. Questa era l’anima di Mantova, alle origini. E questa torna a essere nell’edizione numero 11 (5-9 settembre): meno incontri, più semplicità, meno clamori e più idee. Un messaggio forse rivolto anche ai tanti festival sorti su quel modello, mai riusciti appieno perché carenti di un ingrediente (ce ne è sempre uno segreto, in ogni ricetta da gran gourmet): il pubblico.
Quello mantovano è un pubblico speciale, lo dicono gli autori che per Panorama hanno scritto le loro impressioni; lo ha detto l’attenzione che ha accompagnato ogni incontro in passato, quasi una ola silenziosa all’indirizzo dei relatori. E allora la domanda: perché, proprio lì, quel pubblico? Gli otto del comitato organizzatore dicono che Festivaletteratura è un «luogo in cui si fa comunità», ma c’è anche il passo «pulito» della rassegna, la dimensione di mondo a parte, popolato solo da umani che amano frequentare la pagina scritta.
Quest’anno nel programma ci sono momenti unici. David Grossman farà una passeggiata nel bosco con i suoi lettori e intanto parlerà di libri scritti e da scrivere. Michael Connelly, Robert Crais, Dennis Lehane, Georges Pelecanos, giallisti da brivido sicuro, si confronteranno nell’incontro “Quattro penne rosso sangue”. Boris Spassky, re degli scacchi, sfiderà gli autori ospiti in “Uno contro venti”, una simultanea con scrittori-giocatori. L’Accademia della Crusca farà la crocerossina della lingua italiana, malmenata dalla teleignoranza collettiva, con un’ora di lezione in «Pronto soccorso». Si andranno a rivedere stralci dimenticati di romanzi in «Pagine nascoste»: Hemingway, Verne, Beckett, Ellroy…
Fra romanzieri e giornalisti, la lista dei relatori è polposa, molti gli stranieri come Vikram Chandra, Chuck Palaniuk, John Banville, Tariq Ramadan, Kiran Desai, Jonathan Coe, Moshin Hamid, i premi Nobel Wole Soyinka e Orhan Pamuk; e gli italiani Andrea Vitali, Giuseppe Pederiali, Maria Nodotti… È previsto anche un omaggio a don Lorenzo Milani nel cinquantenario della scomparsa e un altro a Primo Levi nel ventennale. Si rifletterà sul vivere in altri luoghi, dal Sud Africa alla Germania post-unione. Si parlerà di cinema e se ne vedrà non poco, con una serie di anteprime (altra novità della rassegna). E a teatro ci sarà Giorgio Albertazzi con Memorie di Adriano; Erri De Luca, Gianmaria Testa e Michele Tirabassi con Chisciotte e gli invincibili, testo inedito di De Luca. Un faccia a faccia (imperdibile) tra Franca Valeri e Alberto Arbasino. Incontri giornalieri su temi planetari come surriscaldamento, energia solare.
Agli autori ospiti è stata chiesta maggiore disponibilità, di tempo e di situazione, perché quella paura di cui si diceva all’inizio ha ricordato che Mantova può piacere solo a chi trova nella parola e nella lettura una panacea del vivere.

LEGGI LE TESTIMONIANZE, raccolte da Stefania Berbenni, di Michael Connelly, Cristiano Cavina, Stefano Bartezzaghi, Tullio Avoledo, Erri De Luca, Andrea Valente, Massimo Cirri, Marco Belpoliti, Bjorn Larsson, Alessandro Zaccuri, Giuseppe Pederiali, Simonetta Agnello Hornby, Beppe Severgnini

Festival della Letteratura 2007: il programma

Interviste, recensioni, segnalazioni sul canale LIBRI di Panorama.it

  • redazione
  • Lunedì 27 Agosto 2007

Quando una tata di Manhattan si confida con il diario

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  • Tags: diari-di-una-tata, film, mostra-del-cinema, new-york-post, new-york-times, speciale-venezia-2007, the-nanny-diaries, Venezia
  • Un commento


Il quartiere più lussuoso di Manhattan è l’Upper East Side, a est di Central Park. È la zona dove abitano i grandi finanzieri wasp. A ovest, nella parte opposta del parco, si trova invece l’Upper West Side. È il quartiere degli intellettuali ebrei. Tra le due zone c’è incomunicabilità, se non reciproco fastidio. Sono due mondi a parte. Per questo, l’unica battuta esilarante del film The Nanny Diaries è quando Grayer, il bambino di otto anni cresciuto nell’Upper East, dice alla baby sitter che lo sta trascinando dall’altra parte: “No, tata no! La mamma mi ha detto di non andare mai nell’Upper West. È una regola, là mai”. Purtroppo la battuta è comprensibile ai soli newyorchesi.

The Nanny Diaries, che sarà presentato tra pochi giorni in Italia al festival del cinema di Venezia con il titolo Il Diario di una Tata, è uscito questo weekend nei cinema americani. È l’adattamento del bestseller scritto da Emma McLaughlin e Nicola Kraus, che si erano ispirate alla loro personale esperienza di baby sitter in famiglie miliardarie e disastrate di Park Avenue, la zona più lussuosa del già lussuoso Upper East. Il film è sceneggiato e diretto da una coppia di registi, Shari Springer Berman e Robert Pulcini, che nella vita reale sono moglie e marito. Narra la storia di Annie Braddock (interpretata da Scarlett Johansson) che, fresca di laurea in antropologia, viene assunta come babysitter dalla nevrotica Signora X (la formidabile attrice Laura Linney).

La signora è una frustrata moglie e madre dell’Upper East Side che passa il tempo a fare shopping, a frequentare sedute di autocoscienza e a risollevarsi dall’esaurimento nervoso nelle beauty farm. Non lavora, ha un figlio di cui non si occupa, Grayer interpretato da Nicholas Reese Art, ed è sposata con un disgustoso finanziere di Wall Street, il Signor X (l’attore Paul Giamatti) che la trascura, la maltratta e la tradisce. Nonostante Mrs. X sfoghi tutte le sue frustrazioni sulla povera baby sitter, la tata non riesce a mandarla a quel paese e a licenziarsi perché finisce per voler bene sia alla povera miliardaria infelice che al ragazzino avido d’amore.
In qualche modo, l’ossessiva e snob Signora X assomiglia a Miranda Priestly (interpretata da Meryl Streep) , la terribile direttrice della rivista di moda del film Il diavolo veste Prada. Lo spettatore non riesce a odiarla, anzi alla fine parteggia più per lei che per la noiosa e inconcludente baby sitter. Per di più, mentre Laura Linney recita benissimo, Scarlett Johansson ha perennemente lo sguardo vuoto e le labbrone increspate (sembra sempre recitare la Griet del film La Ragazza con l’Orecchino di Perle).

Se lo si prende come una favoletta, il film è godibile. Ma gli snobbissimi critici americani lo hanno massacrato. Hanno esaltato l’interpretazione di Laura Linney (“La cattiveria di Linney è radiosa” ha scritto il quotidiano The Washington Post) ma hanno stroncato tutto il resto. Il New York Post ha osservato che The Nanny Diaries è pieno di stereotipi (le dame dell’Upper East Side dipinte come isteriche e ossessive) e fa sbadigliare. The New York Times ha notato che evidentemente i due registi marito e moglie avevano in mente due diversi film: divisi tra la satira sociale e la fantasia alla Mary Poppins. E anche The New York Sun ha scritto che il film è pieno di passi falsi.

Per fare parlare di The Nanny Diaries nei salotti newyorchesi, il produttore Harvey Weinstein ha avuto una brillante idea. Ha offerto 100mila dollari a chi saprà identificare la vera insopportabile, frustrata, nevrotica, malata di shopping Signora X. Le due autrici del romanzo si rifiutano di dare indicazioni. Ma la sospettata numero uno è Lisa Birnbach, una commentatrice della rete televisiva Cbs e scrittrice di successo. Moglie di un produttore televisivo, Birnbach abitava nell’Upper East Side quando anni fa aveva assunto una delle due autrici, Nicola Kraus, come baby sitter.

  • silvia.grilli
  • Domenica 26 Agosto 2007
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