Altro che Steve McQueen. Il nuovo adagio dovrebbe essere “Voglio una vita come Spadò”. Picasso temeva che gli rubasse l’amata Dora Maar. Lei forse se n’era invaghita un po’. E non era la sola, perché Alberto Spadolini (ribattezzato affettuosamente dai francesi “Spadò”) era bello, spavaldo, ed eclettico. Ed ha affascinato alcuni tra i più grandi artisti e intellettuali del Novecento.
Il suo biglietto da visita doveva avere una dicitura chilometrica, visto che negli anni ‘20 è aiuto scenografo al Teatro degli Indipendenti di Anton Giulio Bragaglia con De Chirico e Marinetti; è giovane decoratore al Vittoriale ammirato da Gabriele D’Annunzio. Negli anni ‘30 a Parigi è pittore apprezzato da Max Jacob e da Jean Cocteau; danzatore con Mistinguett e Joséphine Baker (con cui ha anche una tempestosa relazione sentimentale). E ancora: attore con Jean Marais e Jean Gabin; coreografo stimato da Maurice Ravel e da Paul Valery; e poi cantante, scultore, illustratore, sceneggiatore e regista di documentari, restauratore, giornalista, poeta. Piccolo particolare nel suo curriculum: era piuttosto riottoso alle dittature. Così alla fine degli anni ‘20 abbandona l’Italia. E si dà da fare contro il regime nazista. Nel corso dell’occupazione tedesca di Parigi nasconde nella sua casa amici di origine ebraica. Frequenta assiduamente Joséphine Baker, le cantante statunitense nota per la sua attività di spionaggio in Francia per conto degli alleati. Ma dall’Italia Spadolini si tiene ben alla larga, perché se fosse tornato sarebbe stato processato per diserzione.
Forse la sua lontananza ha fatto sì che l’Italia si dimenticasse un po’ di lui. Ma ora, nel 100° anniversario della sua nascita (Ancona 1907 – Parigi 1972), viene esposto al pubblico l’archivio ritrovato nel 1978 in una soffitta di Fermo, con le fotografie che lo ritraggono mentre danza a Les Folies Bergere, al Casinò de Paris, al Metropolitan e allo Ziegfield’s Follies di New York, e poi il servizio fotografico che gli fece Dora Maar, e che tanto fece infuriare il possessivo Pablo Picasso.
La mostra s’intitola Bolero Spadò - Alberto Spadolini, una vita di tutti i colori e si tiene nella Sala Imperatori di Porto San Giorgio (Ascoli Piceno), a cura di Marco Travaglini, fino al 9 settembre. In rassegna c’è anche la produzione artistica del vulcanico Spadò: dipinti sulla danza, paesaggi marchigiani, scenografie, sculture, disegni ed il costume di scena con cui ha danzato per migliaia di volte il Bolero di Ravel. Di fianco alle sue opere, anche rari e preziosi documenti di A. G. Bragaglia e di Felix Yussupov, il principe russo che uccise Rasputin; una collezione di depliant e di spartiti musicali degli anni ’30 di Edith Piaf, Maurice Chevalier, Mistinguett, Joséphine Baker; e alcune litografie di Jean Cocteau e di Pablo Picasso.
- Martedì 4 Settembre 2007
![Spadolini nel film [i]Le jour se léve[/i] di Marcel Carné, con Jean Gabin, 1939</p> <p>[color=red][b]Bolero - Spadò: Alberto Spadolini, una vita di tutti i colori[/b][/color]<br /> dal 10 agosto al 9 settembre 2007, Sala Imperatori - Porto San Giorgio (Fermo)](http://gallery.panorama.it/albums/upload/foto-settembre/bolero-spado/normal_spadolini6.jpg)









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