Due sere magiche in laguna: ieri e oggi Ennio Morricone in concerto a Venezia, in piazza San Marco, per ricordare “le stragi della storia dell’umanità” nel sesto anniversario della tragedia delle Torri Gemelle. Cinquemila posti a sedere tutti esauriti ieri sera, forse qualche posto ancora disponibile per stasera. (E i bar storici della piazza che si sfregano le mani, offrendo i loro tavolini come posti aggiuntivi).
A rompere gli indugi, ieri, le note della colonna sonora di C’era una volta in America - forse la più nota tra le decine di colonne sonore composte dal 79enne artista romano. E via con gli altri pezzi, suonati uno via l’altro senza far troppa attenzione agli applausi, come si conviene ai grandi della musica (Morricone, oggi forse l’artista italiano più famoso del mondo dopo la scomparsa di Luciano Pavarotti, ha ricevuto pochi mesi fa l’Oscar alla Carriera - nel video qui di seguito).
Scaletta suggestiva, suddivisa in cinque blocchi: in quello dedicato a Sergio Leone, da segnalare l’esecuzione di C’era una volta il West del soprano Susanna Rigacci, scenograficamente inguainata in un abito rosso fiammeggiante. E poi tante altre musiche che hanno fatto la storia del cinema: da Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto a Mission, da Giù la testa a Sostiene Pereira.
Sulle teste dei musicisti dell’orchestra Roma Sinfonietta e dei cantanti del coro del teatro La Fenice quattro lampadari in vetro di Murano, pronti a illuminarsi sulle note di Vittime di guerra. Un modo simbolico per sottolineare la volontà di dedicare questo evento musicale alla pace. (Durante il concerto di stasera Morricone eseguirà inoltre il brano Voci dal silenzio: mezz’ora di musica per voce recitante, coro e orchestra composta per ricordare le vittime del World trade center).
Unica pecca di ieri sera, l’acqua alta comparsa a sorpresa a metà concerto: davvero poca, a dire il vero, ma “Piazza San Marco è il punto più basso della città, quindi non appena la marea sale un po’ è la prima ad andare sotto. Tutta colpa di un vento di scirocco inatteso” spiegano i responsabili del Casinò di Venezia, organizzatore dell’evento “ma per fortuna i disagi sono stati minimi”.
Qualche spettatore si è bagnato i piedi, ma le orecchie sono state poi ricompensate dai tre bis che Morricone ha regalato al pubblico: chiudendo l’ultimo, Sacco e Vanzetti (per onorare tutti i condannati senza colpa), il Maestro si è messo gli spartiti sotto il braccio e ha portato via con sè il primo violino. Così tutti hanno capito che era davvero finita: e facendo lo slalom tra le pozze di acqua alta, piano piano hanno abbandonato la piazza.
Si replica stasera, ma - assicurano dal Casinò - senza più pericolo di acqua alta.
- Martedì 11 Settembre 2007









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