Extra/altre visioni è la sezione della Festa del cinema di Roma (dal 18 al 27 ottobre) più sperimentale, quella che parla di sé come di “una angolazione non convenzionale con la quale catturare ciò che viene realizzato in qualsiasi angolo del mondo e che ancora non ha raggiunto la sala tradizionale”. Definizione perfetta per il concorso di cortometraggi che la festa ha indetto quest’anno: chiunque, da qualunque luogo poteva partecipare inserendo il proprio corto in rete tra il 18 luglio e il 12 settembre sul profilo MySpace della Festa del cinema. Ora i video sono al vaglio della redazione del concorso che selezionerà i 75 migliori lavori evidenziandoli come preferiti sulla pagina MySpace della Festa. E gli utenti potranno votarli dal 20 settembre al 10 ottobre, designando così il vincitore destinato a calpestare il red carpet, il tappeto rosso dove sfilano i divi del cinema. Panorama.it (che vi mostra in anteprima alcuni dei video arrivati su MySpace) ha intervistato Mario Sesti, critico e giornalista cinematografico che è tra i fondatori della Festa e che quest’anno dirige la sezione Extra.
Come è andata la Festa alla sua prima prova?
L’anno scorso abbiamo messo in rilievo soprattutto l’aspetto della festa, e ci siamo riusciti. Abbiamo avuto una grande attenzione di pubblico e dei media, concentrata sul tratto più spettacolare. Però ci siamo un po’ dimenticati che c’era anche un festival. Extra, ad esempio, anche se è stata una bella iniziativa non è emersa abbastanza. Un festival del cinema è tanto più grande quanto più riesce a coniugare il red carpet con la ricerca del nuovo.
Cosa rappresenta la sezione Extra di quest’anno?
Sarà un’ottima selezione di documentari, genere che sta vivendo un momento di particolare proliferazione. E poi ci sarà una sorta di retrospettiva su quello strano contagio che si genera quando qualcosa piace, soprattutto su internet. La retrospettiva parla di tutto ciò che, in rete, si avvicina al cinema.
Un esempio paragonabile è quello di Lonely girl 15: un videoblog che ha avuto milioni di visite, ma che in realtà era finto, accuratamente preparato. Questa è una forma di narrazione inedita. Oppure il corto di chi si fa una foto al giorno. (leggi anche: Per il Museo di Losanna siamo tutti fotografi) Poi ci sono i mash-up: materiali preesistenti che vengono miscelati insieme. C’è chi ha rimontato il trailer di Shining trasformandolo in commedia, e chi ha fatto la storia dei cinque film di Rocky in cinque secondi.
Come mai il concorso di corti della Festa del cinema ha scelto Internet come mezzo?
Il consumo di immagini e suoni degli adolescenti oggi si incontra molto più su Internet che altrove. Se si vuole capire cosa succede di nuovo si deve passare da lì. Il vantaggio che ha il cinema è quello di concentrare, mentre internet disperde. Il cinema è qualcosa che ti sveglia, ti sorprende, ti incanta, in una sala buia con tanta gente che non conosci. Su internet sei solo. Il contesto è completamente diverso, ma prima o poi si dovrà trovare un compromesso, anche sul piano commerciale. Comunque, se è vero che esiste qualcosa di simile al cinema su internet, un festival deve occuparsene.
Qui di seguito una selezione di brani tratti dai cortometraggi in concorso
Il corto “Chi la fa l’aspetti” di Emiliano
Il corto “Clone boy” di La Stasi
Il corto “Io, super-io e il partito unico” di Giacomo
Il corto “Le buone maniere” di Gian
Il videoclip “Linfa Vitale” di Avvolte Khristeda realizzato dagli studenti del 3° anno (2005/2006) di Illustrazione dell’Istituto Europeo di Design
Il corto “C’è Vibrisse libri” di Gianfranco
- Lunedì 17 Settembre 2007










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Commenti
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Il 18 Settembre 2007 alle 10:21 vibrisselibri » Panorama di Marise ha scritto:
[...] Le Marise (così ci divertiamo a chiamare, in omaggio al primo, i film di vibrisselibri) pian pianino fanno strada. Una di loro ha fatto capolino ieri in un articolo dell’edizione in rete del settimanale Panorama, nella sezione “Cultura e società”. Per i più curiosi, ecco l’articolo. [...]
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