Grillo: fenomeno del web o del marketing?

Potenza della partecipazione online o marketing virale in salsa 2.0? Un “vero” blogger o il comico di sempre con un nuovo palcoscenico (la rete)? Da un punto di vista comunicativo, tra le categorie dei media tradizionali e le dinamiche emergenti online, il fenomeno Grillo fa storia a sé. E non perché si tratti di qualcosa di innovativo e rivoluzionario, come lo stesso Grillo vuol fare intendere. Semmai è vero proprio il contrario: dietro la facciata scintillante di Internet, troviamo una miscela esplosiva di modalità interattive vecchie e nuove, al tempo stesso aperte e chiuse. Non è comunicazione di massa, ma neanche questo gran salto verso il futuro.

Di nuovo - dice chi da anni vive dentro la rete italiana - c’è giusto la disintermediazione, il ricorso intelligente a sistemi virali spinti (i video su YouTube, le mappe di Google, i badge per il passaparola). E la struttura del blog, per quanto Grillo lo utilizzi più come un palcoscenico, che come uno spazio di confronto e discussione dal basso.
A differenza di altri blog politici di successo (come Daily Kos e Huffington Post, due fonti ormai influenti negli Usa, in grado di fare dibattito sfruttando al meglio il fattore-rete), su beppegrillo.it il flusso interattivo è mono-direzionale, senza quell’intimità “uno a uno” tipica delle interazioni online.

Dal sapore altrettanto retrò è la sostanziale latitanza dalla rete italiana o la reticenza a sperimentare tutte le potenzialità del web: tolte le bacheche abbastanza anguste di MeetUp (i forum su cui si organizzano “Gli amici di Beppe Grillo”), non ci sono stati molti tentativi di rendere più orizzontali e inclusivi i processi di mobilitazione. Un’occasione persa secondo il giornalista Sergio Maistrello: “Se fossi Beppe Grillo direi: ehi ragazzi, andiamo forte, ma non statemi tutti qui tra le palle, che i vostri commenti nemmeno li leggo, non ho né il tempo né la voglia. Moltiplichiamoci, apritevi un blog anche voi, diffondete il verbo, colonizzate le vostre reti sociali”. Ma niente di tutto ciò. Piuttosto, la costruzione di un brand eccezionale, dove la pur giusta indignazione e denuncia sociale convive con le logiche dello star-system e del marketing più aggressivo: libri e dvd da comprare online, il magazine personale, spot, inni e finanche un logo per le liste civiche.

Una macchina comunicativa potente, in grado di intercettare gruppi di utenti eterogenei e sostanzialmente diffidenti verso i grandi media. Ma anche un pubblico che, come suggerisce questo recente sondaggio, magari non frequenta poi così tanto il suo blog e la rete. Non è un caso se dietro a tutto ciò ci sia la Casaleggio Associati, agenzia che, è spiegato sul sito, tra gli altri obiettivi persegue anche quello della “creazione di gruppi di pensiero e di orientamento”. È la Casaleggio, ad esempio, a far da redazione per i testi del blog, a trovare le notizie forti e passarle poi a Grillo: niente di male, per carità, ma perché non dare un volto e un nome alle persone impegnate in questa opera collettiva (come fanno Daily Kos e HuffPo, in linea con una regola implicita della blogosfera)? Toglierebbero forse visibilità e carisma alla stella Grillo?

LEGGI ANCHE: Da Luttazzi a Vaccitu.com, tutti gli atolli anti Grillo nel mare del web

Commenti

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Il 26 Settembre 2007 alle 16:40 Corrado Buccieri ha scritto:

Grillo a mio avviso è un personaggio
che non sapendo esprimere un concetto
in modo semplice,perchè timido, lo
porta sul comico,però ci azzecca.
Il marketing poi prende piede da come
i media ci danno peso.

Il 26 Settembre 2007 alle 16:58 marietto ha scritto:

Bravo Buccieri, coinciso ma efficace. Mi sfugge solo un particolare: che significa che il marketing prende piede da come i media ci (?) danno peso?
:)

Il 26 Settembre 2007 alle 20:59 bozz ha scritto:

Come tutti noi Grillo fa prima di tutto i suoi interessi, ma lo fa facendoci ridere e facendoci ridere ci fa pensare e subito dopo riesce a farci indignare su cose che magari già sapevamo: lo fa con un linguaggio semplice, che non contempla neologismi tipo “disintermediazione”!!!

Il 27 Settembre 2007 alle 1:15 antonio60 ha scritto:

Al viceministro dell’Economia, Vincenzo Visco si chiede: «Dove sono finiti i soldi che mancano derivanti dagli appalti sulle concessioni dei macchinari per i giochi d’azzardo. Pari a 4 Finanziarie????»…..e poi chiedete i soldi a gente che non arriva a fine mese?????? Chi ruba qui il vecchietto al supermercato o qualcun altro???

Casini la menava con la storia di Biagi e dopo aver scoperto che era una balla i giornali non hanno sconfessato Casini, è scomparso proprio lui che fa parte di svendopoli. Santoro lo ha fatto notare (sarà l’unico?)

Stiamo pagando o pagheremo le multe di Rete 4 all’Europa con le tasse grazie ai nostri politici che non ascoltano le sentenze dove dice che EUROPA7 ha ragione!!!

Governo Prodi che compra gli F35 caccia bombardieri nel momento che ci tassano per il debito pubblico, dovete saperle queste cose e i giornalisti dove sono???

A SERVIRE I PADRONI!!!!!

Il 27 Settembre 2007 alle 14:45 Dominio Pubblico - » La politica del Web ha scritto:

[...] Quello che non muta è però il metro cognitivo attraverso il quale giudichiamo il web e operiamo attraverso il web. Parlando proprio a proposito del blog di Beppe Grillo, Nicola Bruno sul Blog di Panorama ritraduce efficacemente questa sorta di ri-mediazione in atto: “…il fenomeno Grillo fa storia a sé. E non perché si tratti di qualcosa di innovativo e rivoluzionario, come lo stesso Grillo vuol fare intendere. Semmai è vero proprio il contrario: dietro la facciata scintillante di Internet, troviamo una miscela esplosiva di modalità interattive vecchie e nuove, al tempo stesso aperte e chiuse. Non è comunicazione di massa, ma neanche questo gran salto verso il futuro. […] Piuttosto, la costruzione di un brand eccezionale, dove la pur giusta indignazione e denuncia sociale convive con le logiche dello star-system e del marketing più aggressivo: libri e dvd da comprare online, il magazine personale, spot, inni e finanche un logo per le liste civiche” [...]

Il 27 Settembre 2007 alle 18:07 ...fiorella... ha scritto:

Salve a tutti, sn 1 nuova iscritta! :-D! Cmq…volevo complimentarmi cn Grillo x tutto ciò ke sta dicendo e facendo: BRAVISSIMO BEPPE! Hai il coraggio di esprimere le tue idee, talvolta anke in modo + ke esplicito, e ti ammiro x qst…Continua così, noi ti sosterremo sempre! Finalmente un’oratore giusto! ciaoooooo

Il 28 Settembre 2007 alle 15:20 Napolitano o Genovese? « Per il verso giusto ha scritto:

[...] Napolitano o Genovese? Non passa giorno che il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, non richiami i politici a dare il buon esempio. Ora, se nei suoi discorsi ci infilasse, qua e là, qualche Vaffanculo (quando ci vuole, ci vuole) e poi facesse del sito del Quirinale un blog (magari affidandosi alla Casaleggio Associati, società che cura quello di Grillo)… staremmo ancora qui a parlare del genovese? Explore posts in the same categories: Internet, Politica [...]

Il 2 Ottobre 2007 alle 9:19 SA Blog » Grillo Vs Giornali = Libertà Vs Malinformazione | Search Engine Marketing e Motori di Ricerca ha scritto:

[...] Non ultimo l’articolo di Nicola Bruno su Panorama. Ennesima testimonianza del fatto che i giornalisti in Italia o ci fanno o ci sono. [...]

Il 2 Ottobre 2007 alle 10:32 cristinaricci ha scritto:

E’ ovvio che Grillo non si scrive i testi da solo. Non scrive da solo quelli del blog, nè quelli dei suoi spettacoli.
Ma lè la regola, è normale, accade per tutti. Lo stesso vale per i “vip” dello spettacolo o della politica che firmano libri che non sono scritti da loro, e gli editori come Mondandori lo sanno bene.
Gli stessi blog dei politici e dei personaggi noti molto spesso sono scritti da una redazione.

E francamente non vedo come ci si possa meravigliare che una web agency si occupi di un sito web…

Il 2 Ottobre 2007 alle 14:32 nicolabruno ha scritto:

infatti, cristina, nessuna meraviglia o moralismo. basta dirle queste cose ed essere trasparenti. come fanno alcuni blog strapopolari negli usa.
quello che piuttosto mi sembra interessante è la potente (e un po oscura) macchina di marketing e “organizzazione del consenso” che sta dietro al fenomeno Grillo. sono utilizzati gli strumenti più vari: dalla disintermediazione del blog agli spin doctor (che sono il massimo della mediazione). Tutto ciò per dire che Grillo=potenza della blogosfera/rete mi sembra un’equazione un po’ riduttiva e superficiale

Il 8 Ottobre 2007 alle 16:02 Impigliati nella rete: il web è in cattive acque? » Panorama.it - Cultura e società ha scritto:

[...] L’analisi di Landi risulta interessante almeno per i passaggi in cui si denunciano aspetti come la mutazione della politica in rete e il rischio di nuove “forme subdole di persuasione” (il riferimento è a Hillary Clinton e Beppe Grillo ); l’eccesso di informazioni da filtrare (”quando a tutti è concesso di parlare non si riesce a sentire più nessuno”); il predominio del marketing e dell’infotainment sull’apertura e la discussione attenta. [...]

Il 28 Febbraio 2008 alle 10:13 Fenomenologia degli amici di Beppe Grillo » Panorama.it - Cultura e società ha scritto:

[...] Con le elezioni in vista, un po’ tutti i partiti li stanno corteggiando, da una parte all’altra dello schieramento. Sono oltre 60mila e rappresentano uno spaccato interessante del paese: età media 30-45 anni, iper-informati, molto attivi e battaglieri sul territorio. Oltre che sul web, naturalmente. Sono gli “Amici di Beppe Grillo”. Spesso vengono assimilitati in toto al loro ispiratore, ma loro non ci stanno. [...]

Il 9 Aprile 2008 alle 11:54 I profeti del web con il vizio dell’ottimismo » Panorama.it - Cultura e società ha scritto:

[...] Ormai è un tratto distintivo della pur breve storia del web: a ritmo costante sbuca il guru di turno a raccontarci perché grazie all’ultima tecnologia potrà nascere una società più giusta, aperta e democratica, in cui nuovi poteri spazzeranno via la vecchia nomenklatura dei media, del business e della politica. Spesso pubblicano best-seller milionari e portano in giro per il mondo conferenze che annunciano la rivoluzione prossima ventura. Non ultimo Beppe Grillo. E tra le profezie più recenti c’è anche quella di Chris Anderson, direttore del magazine Wired, che si appresta a dare alle stampe il volume con la sua inedita teoria del “Free”. Secondo lui, il business del futuro si reggerà sull’offerta gratuita di prodotti e servizi. Ma la lista di teorie originali (e fin troppo ottimistiche) è davvero lunga. Di seguito qualche esempio. [...]

Il 30 Aprile 2008 alle 10:27 La classifica dei blog secondo (i lettori di) Panorama.it » Panorama.it - Cultura e società ha scritto:

[...] Beppegrillo - Non ha certo bisogno di presentazioni: è uno dei blog più letti al mondo e, nel bene come nel male, una delle esperienze di partecipazione politica online più riuscite. In grado di attirare interesse anche fuori dei confini italici [...]

Il 1 Maggio 2008 alle 14:11 Mac Blog » Archive » I migliori blog italiani, secondo Panorama.it ha scritto:

[...] Beppegrillo.it - Non ha certo bisogno di presentazioni: è uno dei blog più letti al mondo e, nel bene come nel male, una delle esperienze di partecipazione politica online più riuscite. In grado di attirare interesse anche fuori dei confini italici [...]

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