Cadaveri imbellettati, fiori profumati, bare per tutti i gusti… Venite, signori, venite. La morte è bella. E mette poi così paura? Se lo chiede Nel numero dei +, spettacolo teatrale di e con Gianfelice Facchetti, figlio dell’indimenticato Giacinto, in scena dal 9 al 28 ottobre al CRT Salone di Milano.
Si può amare la morte? Hanno spinto Gianfelice a domandarselo due fatti tra il comico e l’inquietante. A Vancouver, nella British Columbia, è in costruzione un cimitero a nove piani, ognuno dei quali “a tema”, con ambientazione diversa, per la celebrazione di funerali. E sul sito www.cofanifunebri.com sono in vendita calendari con foto di donne semivestite o seminude (nella foto in alto) in posa attorno a casse da morto. Il cimitero è diventato un parco a tema e la morte un oggetto sessuale?
“Dal mio spettacolo e da un’indagine fatta” dice Facchetti “credo la morte oggi assuma un aspetto ridicolo, che nasce da una sua negazione. I cadaveri vengono abbellitti in una maniera non pertinente, con interventi di estetica che mirano a togliere la parvenza di morte. E questo è assurdo, è un non voler riconoscere i veri segni, trasformandoli addirittura in attraenti, e di conseguenza ridicoli. E al di là dell’esperienza goliardica del calendario con le ragazze sui cofani delle bare” continua Facchetti “nella quotidianità c’è la volontà di liquidare le cose quando si presenta il loro aspetto più difficile. C’è un atto di rifiuto non troppo diverso da come funziona con gli oggetti. Senza voler fare morale, dietro c’è qualcosa di consumistico. La morte va messa quanto più lontana. Anche a Milano stanno sorgendo palazzine cimiteriali fuori dalla città , imboscate, come se la morte sia qualcosa di pornografico”.
Ma su Porta a Porta o su tanti programmi televisivi e giornali, la morte - quella altrui - sembra l’argomento più interessante da trattare (vedasi Garlasco o Cogne).
Se si vive la morte sulla propria pelle la si rimuove, la si tiene lontana. Ma quando si tratta di una morte distante allora ognuno si sente tenuto a partecipare, ha il piacere del guardare e del curiosare. Una delle cose più ridicole dei funerali? L’applauso al defunto, un esorcismo alquanto grottesco. Come si fa a battere le mani a uno che è morto?
E come definirebbe il suo spettacolo?
Una sorta di farsa, tragicomica. Dove si ride anche. È la rappresentazione della fine dell’uomo. Il protagonista, Camillo, decide di morire, di andare “nel numero dei +” (con il “+” del titolo espresso in segno grafico proprio per esprimere la liquefazione delle cose che passa anche dal linguaggio). Camillo parla sempre all’infinito, come se parlasse all’umanità . Vivenzio lo accompagna a morire, ma pur parlando sempre di morte non la nomina mai. In un finale che, nella ribellione di Camillo, va verso la poesia.
E insieme ai due, intepretati da lei e Pietro De Pascalis, c’è Fortunata Mastrangelo, attrice sessantacinquenne da poco passata al professionismo.
Sì, l’ho conosciuta in Matrimoni. Fino ad allora aveva fatto solo teatro amatoriale ma, non trovando altre attrici adatte alla parte, venne scelta per quello spettacolo. È brava e molto portata all’improvvisazione.
Lei dice anche che il contrario di morire non è vivere, ma amare.
Sì, vivere non basta. Su quello si deve costruire qualcosa. E amor letteralmente è il contrario di mors.
Contemporaneamente al debutto teatrale esce anche il testo de Il numero dei +, per la casa editrice milanese Sedizioni. “Sono proprio curioso di vedere la reazione del pubblico a uno spettacolo sulla morte” dice Gianfelice Facchetti. E anche noi moriamo dalla curiosità . Aspettando la risposta al teatro di via Ulisse Dini 7, a Milano.
- Lunedì 8 Ottobre 2007











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Commenti
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Il 10 Ottobre 2007 alle 9:53 www.funerali.org » Anziché andare all'altro mondo è meglio dire che si va nel numero dei + ha scritto:
[...] L’intero articolo (da non perdere, come lo spettacolo teatrale) è visibile cliccando qui Fonte: http://blog.panorama.it e http://www.cenalora.it [...]
Il 10 Ottobre 2007 alle 15:16 marietto ha scritto:
Santoni, non sottovaluti il blog dedicato al business funebre segnalato nel commento qui sopra. Un blog professionale ben fatto, da visitare in particolare la sezione dedicata alla Moto Funebre, per i defunti che vogliono fare l’ultimo viaggio in moto o in sidecar:
http://www.funerali.org/auto/i.....e=ricerca2
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