Ddl editoria e rivolta dei blog: le precisazioni di Ricardo Franco Levi

L’INTENZIONE E’ DI RIFORMARE IL SETTORE (ANSA) - ROMA, 19 OTT - ”Caro Grillo, ho letto il suo commento al disegno di legge di riforma dell’editoria appena approvato dal governo e vorrei tranquillizzare lei, i lettori del suo blog e, piu’ in generale, il ‘popolo di internet”’.
Cosi’ il sottosegretario alla presidenza del Consiglio per l’editoria Ricardo Franco Levi, autore del ddl editoria, risponde alle critiche di Beppe Grillo e altri blogger, preoccupati dall’art. 7 del disegno di legge riguardo alla registrazione dei siti internet.
”Con il provvedimento che tra pochi giorni iniziera’ il suo cammino in Parlamento - aggiunge Levi - non intendiamo in alcun modo n‚ ‘tappare la bocca a internet’ n‚ provocare ‘la fine della Rete’. Non ne abbiamo il potere e, soprattutto, non ne abbiamo l’intenzione. Cio’ che ci proponiamo e’ semplicemente di promuovere la riforma di un settore, quello, per l’appunto dell’editoria, a sostegno del quale lo Stato spende somme importanti, che e’ regolato da norme che si sono succedute in modo disordinato nel corso degli anni e che corrispondono ormai con grande fatica ad una realta’ profondamente cambiata sotto la spinta delle innovazioni della tecnologia”.(segue).
STF 19-OTT-07 17:37 NNNN

ANSA) - ROMA, 19 OTT - ”Non abbiamo lavorato nel chiuso delle nostre stanze”, sostiene ancora Levi. ”Abbiamo pubblicato uno schema di legge e un questionario sul nostro sito internet, abbiamo ascoltato e incontrato tutti gli operatori del settore (gli editori grandi e piccoli, i giornalisti, gli specialisti della pubblicita’, i distributori, gli edicolanti, i librai), ci siamo fatti aiutare da esperti dell economia e del diritto”, aggiunge nella sua lettera a Beppe Grillo.
”Il risultato del nostro lavoro, il disegno di legge approvato dal governo, e’ leggibile sul nostro sito (http://www.governo.it/Presidenza/DIE/index.html) dove pure si possono trovare in totale trasparenza tutti gli elementi e i dettagli dell’intervento pubblico a favore dell’editoria.
Ci siamo mossi - continua il sottosegretario - avendo un punto di riferimento preciso e impegnativo: la tutela e la promozione del pluralismo dell’informazione. Un principio affermato con chiarezza dalla Costituzione e che nell’articolo numero 1 del nostro disegno di legge abbiamo definito come ‘liberta’ di informare e diritto ad essere informati’. Niente, dunque, e’ stato ed e’ piu’ lontano dalle nostre intenzione della volonta’ di censurare il libero dibattito dei e tra i cittadini”.
Spiega ancora il sottosegretario:”Ci occupiamo di editoria persuasi che, nel tempo in cui viviamo, un prodotto editoriale si definisca a partire dal suo contenuto (l’informazione), e non piu’ dal mezzo (la carta) attraverso il quale esso viene diffuso. Vogliamo creare le condizioni di un mercato libero, aperto ed organizzato in modo efficiente. Per questo, intendiamo, tra le altre cose, abolire la registrazione presso i Tribunali sino ad oggi obbligatoria per qualsiasi pubblicazione e sostituirla con l’unica e piu’ semplice registrazione preso il Registro degli Operatori della Comunicazione (Roc) tenuto dall’Autorita’ Garante per le Comunicazioni (AgCom).
Anche su questo punto, da lei particolarmente criticato e temuto, lo spirito della nostra legge e’ chiaro. Quando prevediamo l’obbligo della registrazione non pensiamo alla ragazzo o al ragazzo che realizzano un proprio sito o un proprio blog. Pensiamo, invece, a chi, con la carta stampata ma, certo, anche con internet, pubblica un vero e proprio prodotto editoriale e diventa, cosi’ un autentico operatore del mercato dell’editoria. Siamo consapevoli che, soprattutto quando si tratta di internet, di siti, di blog, la distinzione tra l’operatore professionale e il privato puo’ essere sottile e non facile da definire. Ed e’ proprio per questo che nella legge affidiamo all’Autorita’ Garante per le Comunicazioni il compito di vigilare sul mercato e di stabilire i criteri per individuare i soggetti e le imprese tenuti ad iscriversi al Registro degli Operatori”.
”L’informazione - spiega ancora l’autore del ddl - e’ un elemento prezioso e decisivo per la democrazia e deve essere trattata con estrema attenzione e rispetto. Per questo, ripeto e non per sfuggire alle nostre responsabilita’ , pensiamo che sia bene, affidarsi ad autorita’ che abbiano la competenza per regolare una materia cosi’ specifica e che siano indipendenti rispetto ai governi e al potere politico. Quanto alle responsabilita’, la sostanza di cio’ che abbiamo scritto nel nostro disegno di legge e mi sembra una disposizione di buon senso e’ che per chi pubblica un giornale debbano valere le medesime regole sia che si tratti di un giornale stampato sia che si tratti di un giornale on-line. Piu’ in generale e al di la’ di quanto previsto dalla nostra legge, credo, pero’, che il tema della responsabilita’ per cio’ che viene pubblicato sulla rete sia un tema importante e che a nessuno dovrebbe stare piu’ a cuore che a chi usa, apprezza e ama la rete”.(ANSA).
STF 19-OTT-07 17:42 NNNN

Commenti

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Il 19 Ottobre 2007 alle 18:39 La rivolta dei blog contro il nuovo Ddl sull’editoria » Panorama.it - Cultura e società ha scritto:

[...] Ddl editoria e rivolta dei blog: le precisazioni di Ricardo Franco Levi [...]

Il 19 Ottobre 2007 alle 21:36 Il blog di Maurizio Silvestri » CENSURA: il bavaglio ai blog è ancora in agguato! ha scritto:

[...] di gara Wimax A FAVORE DI TIM, WIND, TRE E VODAFONE!!!! Gente, come sono inc…to!!! • Permalink •Trackback [...]

Il 20 Ottobre 2007 alle 10:52 Cubelogic Improv » Colui che giudicherà ha scritto:

[...] Il concetto di un’Autorità chiamata a giudicare e a stabilire chi è tenuto ad iscriversi al ROC è una cosa ancora più assurda se vediamo chi, effettivamente, sarà chiamato a giudicare. Corrado Calabrò, 72 anni. Rendiamocene conto. 20071020 0051 Saturday ## reported by ep ## Filed under: [...]

Il 20 Ottobre 2007 alle 13:50 iomitengoadestra ha scritto:

Da questo governo non potevamo aspettarci altro. Fra un po ci metteranno i carri armati in piazza con la scusa di evitare gli scippi alle vecchiette… Ma dico io, un bel tumore maligno ed irreversibile a tutti quanti, da Prodi a scendere?

Il 20 Ottobre 2007 alle 23:47 anam ha scritto:

Su proposta del Presidente del Consiglio, Romano Prodi il Consiglio dei Ministri n. 69 del 12 ottobre 2007 ha approvato un disegno di legge per la nuova disciplina dell’editoria quotidiana, periodica e libraria, che conferisce al Governo una delega per l’emanazione di un testo unico…eccetera, eccetera (questo testo è stato tratto da Internet dal sito ufficiale del governo)

All’articolo 2, comma 1 della nuova disciplina viene sancita la fine della libertà di “informazione, formazione e divulgazione” attraverso Internet da parte dei cittadini: questa è la mia interpretazione, sembra peraltro condivisa da migliaia di persone.

Ritengo di capire ciò che viene scritto nella lingua italiana e di poter dire che Romano Prodi e Riccardo Franco Levi stanno cercando di completare il lavoro iniziato da Silvio Berlusconi, chiudere la bocca a chiunque ostacoli gli oligopoli, le cupole affaristiche, il potere politico.

Sono certo che i cittadini impediranno questo vergognoso, infame, tentativo che mi genera un sentimento simile a quello che possono aver provato molto italiani quando sono state approvate le leggi razziali fasciste.

Il potere non lo lasceranno, glielo dobbiamo togliere ed in fretta. Siamo in emergenza democratica.
Renzo

Il 3 Dicembre 2008 alle 22:40 Berlusconi: “Una proposta per regolamentare internet”. E i blogger si mobilitano » Panorama.it - Cultura e societa ha scritto:

[...] Il dibattito sulla carta dei diritti della rete è aperto da tempo. Due guru del web, Tim O’ Reilly e Jimmy Wales (fondatore dell’enciclopedia online Wikipedia) hanno proposto una bozza di regolamentazione un anno e mezzo fa: un’iniziativa che ha animato un dibattito per alcune settimane, ma è terminato in un nulla di fatto. Nella precedente legislatura la proposta del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Ricardo Franco Levi ha sollevato, invece, la reazione dei blogger italiani: una risposta che lo ha spinto a ritornare sui suoi passi. Ora in Commissione cultura alla Camera è all’esame una nuova proposta di Levi “per la disciplina del settore dell’editoria” che ha già sollevato perplessità nel popolo di internet. [...]

Il 17 Gennaio 2009 alle 20:10 Storianostra ha scritto:

[...] ^ Levi [...]

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