- Tags: Blog, diffamazione, forum, insulti-on-line, Internte, privacy, Rete, Riccardo-Franco-Levi, sentenze, troll, web
- 5 commenti
Tolleranza zero per insulti e offese online. Mentre in Italia Ricardo Franco Levi rassicura i blogger insorti nei giorni scorsi contro il disegno di legge sull’editoria (”No ai bavagli. Le nuove norme sulla registrazione riguardano solo gli operatori professionali” ha spiegato in un’intervista al Corriere.it), da Spagna e Gran Bretagna arrivano alcune sentenze destinate a far discutere, introducendo l’obbligo di risarcire chi viene offesso su blog, siti e forum. Anche per i messaggi sotto pseudonimo dei soliti troll.
El Pais parla di una serie di provvedimenti della giustizia spagnola che vanno in questa direzione. Tra cui, quello di un giudice di prima istanza di Madrid che ha condannato l’intestatario del dominio Alasbarricadas a versare 6.000 euro per alcuni commenti offensivi nei confronti del cantante dei Ramoncìn e pubblicati da autori non identificati.
L’Alta Corte britannica ha, invece, obbligato l’amministratore di un forum sportivo (www.owslstalk.co.uk) a rivelare l’identità di tre tifosi anonimi che avevano condotto una “ininterrotta campagna di diffamazione” contro i dirigenti del club Sheffield Wednesday. La tutela della reputazione personale, ha spiegato il giudice, precede il diritto all’anonimato e alla libertà di espressione. E così, nonostante la riservatezza dei dati garantita al momento dell’iscrizione, ora i tre utenti vedranno recapitarsi una consistente richiesta di risarcimento danni.
Secondo The Guardian, la sentenza della corte inglese costituisce un importante precedente giuridico: la rete si appresta a diventare un nuovo fronte infuocato per le cause di diffamazione, spiega il quotidiano sottolineando “il pericolo di continuare a credere che il paravento dell’anonimato dia carta bianca agli utenti”.
È la fine, quindi, dell’anonimato online, da sempre considerato un potente strumento di denuncia sociale (soprattutto nei paesi in cui sono negati i principali diritti civili)? No, secondo Bill Thompson, editorialista della Bbc: “Non si sta obbligando ogni sito a richiedere prove di identità, un campione del sangue e una lettera dai genitori prima di iscriversi. Semplicemente si chiede a chi scrive online di fare attenzione a non oltrepassare una certa linea”.
- Mercoledì 24 Ottobre 2007
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Commenti
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Il 24 Ottobre 2007 alle 14:48 sanvito ha scritto:
Vedo che i giudici rimbambiti non stanno solo in Italia ma anche all’estero: è consolante, mal comune mezzo gaudio.
Ma invece in America, patria di internet, come funziona? ;)
Il 24 Ottobre 2007 alle 18:59 redazione ha scritto:
EDITORIA: LEVI PROPONE COMMA CHA ESCLUDE BLOG DA DDL
(ANSA) - ROMA, 24 OTT - Il sottosegretario alla presidenza del consiglio Ricardo Franco Levi ha proposto alla Commissione Cultura della Camera un ”comma aggiuntivo” al ddl di riforma dell’editoria che esclude i blog dall’articolo 7, quello che vede l’obbligo dell’iscrizione al Registro degli operatori della comunicazione per i siti internet.
”Nel comma aggiuntivo all’articolo 7 che lascio all’attenzione della commissione non abbiamo scritto blog ma questo e’ il senso”.(segue).
STF 24-OTT-07 15:29 NNNN
EDITORIA: LEVI PROPONE COMMA CHE ESCLUDE BLOG DA DDL (2)
(ANSA) - ROMA, 24 OTT - ”Vi propongo di prendere in considerazione un comma aggiuntivo all’articolo 7. E’ un suggerimento per lavorare insieme, come del resto per tutto il resto del provvedimento”, ha detto Levi nell’audizione alla Commissione Cultura della Camera che apre l’iter parlamentare del provvedimento.
Il comma aggiuntivo - ha spiegato Levi - dice che sono esclusi dall’obbligo di iscrivere al Roc i soggetti che accedono o operano su internet per prodotti o siti ad uso personale e non ad uso collettivo. ”Vuol dire che sono esclusi i blog che non rientrano in questo comma teso a ridefinire le responsabilita’ di chi opera su internet”, ha spiegato il sottosegretario.
(ANSA).
STF 24-OTT-07 15:43 NNNN
Il 25 Ottobre 2007 alle 16:46 redazione ha scritto:
A proposito di Gran Bretagna e del Ddl di riforma dell’editoria, il londinese Times ha pubblicato un articolo dal titolo
“A geriatric assault on Italy’s bloggers”
Italy’s leaders barely understand word processors, let alone the web. Now they’ve turned against the country’s bloggers
http://technology.timesonline......732802.ece
Il 20 Novembre 2007 alle 12:11 labassista ha scritto:
sono una di quelle persone che nel sito mette foto, nome, cognome…e le persone che si espongono sono spesso vittima di bullismo.
ch è il bullo internettiano? è un cretino che nella vita ha paura e con l’anonimato ama bersagliare.
Uno di questi personaggi mi citava spesso sul suo sito perchè non apprezzava il mio aspetto fisico, o il mio modo di suonare, disegnare, o i miei spazi web, tirava in mezzo foto di mia madre, di mio fratello, tirava in mezzo mio padre morto…. alla fine ho scritto al provider e hanno tolto ogni riferimento a me nel suo blog.
Avevo comunque nel frattempo rintracciato con facilità nome, cognome, indirizzo e tutto: potevo arricchirmi, ma mi faceva pena.
Il 22 Novembre 2007 alle 13:19 Rinunciate alla vostra privacy, vi renderemo più sicuri » Panorama.it - Cultura e società ha scritto:
[...] // Tutto ciò perché, dice Kerr, la sicurezza nazionale e quella personale possono essere garantite solo da istituzioni in grado di controllare e ricostruire l’identità di ogni cittadino digitale: “Troppo spesso, la privacy viene fatta coincidere con l’anonimato. Ma nel nostro mondo interconnesso e senza fili, l’anonimato - o quello che si crede anonimato - sta diventando una cosa del passato. La privacy dovrebbe coincidere con la possibilità che governo e aziende salvaguardano in modo proprio le comunicazioni private e le informazioni finanziarie”. Anche nelle democrazie occidentali, sta per volgere quindi al termine l’era della rete libera da ingerenze degli Stati? E, poi: che conseguenze potrà avere tutto ciò in quei paesi in cui l’anonimato è l’unica condizione per esprimere liberamente le proprie opinioni? [...]
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