Beppe Tosco, 52 anni, autore di molti testi per Luciana Littizzetto, ha iniziato facendo tutt’altro. Negli anni Ottanta era un attore di teatro (ha lavorato tra gli altri con Ronconi). Poi ha cominciato a scrivere per caso: “Un amico che lavorava a RadioDue mi disse che gli avevano dato due ore di trasmissione in più. Le doveva riempire. E mi chiese di aiutarlo a scrivere dei testi. Erano i primi anni Novanta” racconta Tosco “in breve tempo diventai l’autore di riferimento di quella trasmissione. Poi mi chiesero di fare delle cose per la tv, fino a quando incontrai Luciana Littizzetto in un locale di Torino. Era più o meno il ‘94. Per alcuni anni continuai a scrivere per committenti diversi, lavorando contemporaneamente con Luciana. Poi il lavoro con lei per radio Dj e Che tempo che fa divenne quasi preponderante”.
Quanto c’è di Beppe Tosco e quanto di Luciana Littizzetto nelle battute che ascoltano gli spettatori?
Non saprei quantificare. Per Radio Dj io scrivo tutti gli sketch (che sono anche raccolti nel libro Fin che matrimonio non ci separi) mentre lei si occupa degli altri temi trattati nella trasmissione. Per i monologhi di Che tempo che fa, invece, c’è un lavoro combinato. Lei mi manda per mail degli spunti sui temi di cui vuole trattare. Io, che ho un modo di scrivere molto simile al suo modo di parlare, ci lavoro sopra. E poi rivediamo insieme il tutto.
Quanto guadagni?
Bè, con Luciana abbastanza bene. Lei è un personaggio di spicco, diciamo che è tra i primi dieci comici in Italia.
In cifre?
Sui 14mila euro al mese. Tra tv e radio diciamo 120mila, per otto mesi di lavoro.
Qual è la media di guadagni tra gli autori tv?
Dipende dal tipo di prodotto. Chi scrive i testi per un cabarettista di Zelig, magari non di primo piano, può guadagnare mille euro a puntata. Ma finita la produzione, se non ha un altro lavoro, non se la passa troppo bene. E poi c’è chi magari lavora su due o tre progetti contemporaneamente. Per dare un’idea generale, diciamo che un varietà di seconda serata può fruttare sui 5mila euro a puntata.
Quindi conviene muoversi su più fronti.
Capita molto spesso che gli autori tv lavorino su più progetti assieme. Io, in parallelo al lavoro con Luciana, ho scritto la sit com Colpi di sole, che è andata in onda questa estate. E ho in cantiere un altro progetto con un altro validissimo autore: Andrea Zalone. È una sit com che si chiama Kalashnikov. Parte dall’idea di Gomorra, di Saviano, ma ne traduce tutta quella materia in un contesto comico. In sostanza, immaginiamo una famiglia che vive a Napoli nelle condizioni descritte da Roberto Saviano nel libro. Lui dice che c’è gente che ammazza per 1500 euro. E a noi è venuto in mente che se quel tale ha moglie e figli, allora deve ammazzare almeno due persone al mese altrimenti non ce la fa…
Un’operazione coraggiosa…
Sì, io e Andrea pensavamo che difficilmente qualcuno avrebbe accettato le sceneggiature che abbiamo scritto. Ma Mediaset pare molto interessata. E stanno valutando…
Andrea Zalone è anche lui un autore per caso?
Assolutamente sì: lui faceva l’avvocato, subito dopo si è messo a fare il doppiatore di telefilm. Poi abbiamo cominciato a scrivere insieme. E lui si è innamorato di questo mestiere. Adesso è capo progetto di Crozza Italia, di Piloti e di Glob di Enrico Bertolino.
Cos’è un capoprogetto?
È la figura più importante in tv. È quella che deve avere più doti: drammaturgo, manager, organizzatore. Ed è il capoprogetto che sceglie la squadra di autori.
I guadagni?
Guadagna più di tutti, anche più dei registi. E in genere tratta la produzione a pacchetto, non è pagato a puntate.
Ci sono differenti figure autoriali?
Ogni genere televisivo ha specificità diverse. Io ho una passione per l’intrattenimento. Ma anche lì ci sono aree diversissime. C’è chi scrive quiz, chi ha il compito di preparare le scalette delle trasmissioni, di scegliere gli ospiti che interverranno individuando i più adatti ad animare lo show, e poi c’è chi scrive sit com e chi adegua i format stranieri al contesto italiano. Ognuna di queste figure ha un ruolo importantissimo.
Esistono scuole per diventare autori?
Non che io sappia. Forse ci sono corsi sparsi qua e là. Non saprei dal punto di vista universitario. Esistono scuole di scrittura, ma non è detto che sappiano formare alla scrittura televisiva.
E come si diventa autori tv?
Il modo più semplice per cominciare è scrivere testi per i comici. È più facile che qualcuno voglia sapere chi ha scritto quel testo ed entrare così in contatto con altri ambienti.
Raccomandazioni?
È difficile. Non perché non ci sia chi prova a inserirsi così, ma perché in tv se non funzioni sei fuori. Nessun gruppo di lavoro accetta volentieri di dover riscrivere i testi fatti male da qualcun altro.
Però contano molto le pubbliche relazioni…
Contano i rapporti personali: conta il carattere. Bisogna essere capaci di mediare, visto che si lavora sempre in gruppo. E poi conta molto la disponibilità: è un mestiere in cui non ci sono orari…
Tu sei un tipo mondano?
Io non soltanto non lo sono, ma ho anche un carattere poco incline alla mediazione, purtroppo.
Come si concilia con un contesto fatto molto di p.r.?
Io vivo vicino a Torino e vicino a Roma, in campagna, lontano da feste e salotti. E le mie case sono in posti dove il telefono ha poco campo. Mi difendo così.
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- Venerdì 9 Novembre 2007










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Il 9 Novembre 2007 alle 19:27 Autori tv: mentre gli americani scioperano, gli italiani sognano l’Ikea » Panorama.it - Cultura e società ha scritto:
[...] Come si diventa autori tv in Italia? [...]
Il 30 Dicembre 2007 alle 11:40 Blog Alternet » Blog Archive » Come si diventa autori tv in Italia? ha scritto:
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