di Cristina Bassi, Nicola Bruno, Luca Dello Iacovo
La selva oscura della Rete. È l’angolo buio dell’enorme prateria dove pascola l’ultima generazione, quella che è capace di dialogare col mondo davanti allo schermo di un computer. Panorama si è soffermato nell’angolo buio. E tra la giungla di siti, blog, video pubblicati online ha scoperto un mondo che va al di là dell’immaginazione.
Droga, razzismo, sesso estremo, violenza e molto altro. Raramente gli “adulti” si affacciano a vedere cosa succede daquelle parti. Accade quando è
la cronaca nera a forzare la mano. È accaduto per esempio dopo l’assassinio di Meredith, a Perugia, e dopo la strage dello studente finlandese. Due fatti di sangue preceduti da incursioni dei protagonisti nel mondo virtuale. È là che bisogna cercare per cogliere la degenerazione di una generazione. Che ormai vive oltre il senso della privacy, ossessionata dal bisogno di condividere e raccontarsi. Anche negli aspetti più sconcertanti.
Ci si ubriaca a una festa universitaria e si finisce col menarsi? Qualcuno riprende con il cellulare e il giorno dopo il filmato è su Youtube, naturalmente senza aver chiesto il permesso ai compagni di sbronze. Il fotoclip (immagini accompagnate da un sottofondo musicale) è un format a forte impatto emotivo, utilizzato per raccontare le esperienze più varie. Lo studente finlandese è ricorso allo stesso sistema per annunciare il suo proclama contro “l’umanità sopravvalutata” nel video intitolato Jokela High School Massacre e “postato” su Youtube. Si firmava Sturmgeist89. Ma nessuno pensava che potesse sparare davvero.
Violenza
Sul web già compaiono i video sulla guerriglia seguita alla morte del tifoso Gabriele Sandri (qui il profilo che Gabriele aveva su MySpace). E da Milano a Palermo, si rincorrono altri filmati di scontri tra ultras e polizia con molotov, fumogeni, mazze, pietre. Urla di sfida contro le forze dell’ordine e gli avversari, come nel coro cupo di alcuni tifosi napoletani: “Sangue. Violenza. Per chi non ci rispetta“. O come nel video in cui un giovane allo stadio Friuli di Udine grida contro i “terroni“.
Se i campi sportivi diventano trincee durante le giornate di campionato, dalle città arrivano reportage filmati con il cellulare dai testimoni di risse e scontri. Così, per esempio, si vede che in un incrocio di Napoli bastano un tamponamento e un insulto sottovoce per arrivare alle mani. Sempre un telefonino riprende Dario, un adolescente seduto su un marciapiede di periferia, mentre litiga con gli spacciatori: “Nui vennimm’ l’erba” grida uno dei presenti. In un altro filmato un ragazzo colpisce a pugni il volto di un coetaneo, lo costringe a sdraiarsi a terra, si siede sopra di lui e continua a picchiarlo con un pallone sgonfio: due amici si avvicinano, riprendono la scena con i cellulari e la guardano in diretta sullo schermo. Come se fosse un film.
All’ingresso di una nota discoteca romana scoppia una rissa: si vedono intervenire quattro uomini della sicurezza per dividere gli avversari. Pugni, urla, sangue. E nelle immagini dei concerti del gruppo Zeta zero alfa alcuni fan usano cinture borchiate per frustarsi in massa: saltano, si scontrano e colpiscono gli altri a tempo di musica. Un rito collettivo chiamato “cinghiamattanza“.
Nei blog spesso appare anche un altro genere di violenza, più sotterranea, quella contro se stessi: “Al benché minimo dolore io ho voglia di suicidarmi” scrive Mattia nella sua pagina online. E Roby, 15 anni: “Riuscirei a suicidarmi? È difficile dirlo. Me lo sono chiesta parecchie volte”. Zoe è una veterana del mezzo (blogga dal 2004) e si presenta con una lunga serie di icone: è una cattiva ragazza, “chimica” e “acida”. Si descrive in versi: “Ma c’era un male in lei che non si cura mai, né coi baci, né con la cocaina sai, senza lacrime, senza regole”.
Armi e droga
Con il web, poi, l’aggressività si può imparare facilmente. Non è difficile trovare video di corsi, realizzati all’estero, che insegnano come usare un kalashnikov, una p38, una glock. Gli istruttori sono precisi: spiegano il montaggio dell’arma, la manutenzione, il funzionamento, l’impiego in azione. In alcuni casi sono bambini che indossano un’uniforme a impugnare pistole e fucili per provarne l’efficacia.
Poi la droga, tanta. L’utente Delirious- People si riprende con gli amici subito dopo avere ingoiato una pasticca. E via così, molti altri, come il primo piano di “Bianco calato dopo una serata con i gnari del parco”: pallidissimo in volto, prova comunque ad articolare qualche suono mentre l’amico più sveglio lo incalza. L’autore del video condivide molte altre bravate notturne: le “pisciate nel cestino” in un viale di periferia o la “gara a chi si fa più male schiantandosi contro una siepe a bordo di un carrello”. A Lago Patria, in provincia di Napoli, un gruppo di ventenni passa il pomeriggio all’insegna di “un po’ di robba mista“. Uno di loro dice: “Oggi m’appicc’o cervello”. Cosa avranno assunto? Molto probabilmente cobrett, il composto di hashish ed eroina di scarto venduto per pochi euro in tutte le grandi città.
Razzismo
“Qual è la razza peggiore tra zingari, romeni, cinesi, negri, albanesi? Chi vorreste eliminare e perché?” si chiede il Dona su un forum frequentatissimo. “Le razze esistono, ce ne sono di superiori e di inferiori” gli fa eco il moderatore di “Socialmente inutile“. “No all’Islam” ha creato un blog dove spiega perché, secondo lui, gli italiani dovrebbero riprendersi il proprio Paese usurpato dai musulmani. Persian Mehdi gli risponde con altrettanta aggressività. Altro che integrazione: “Roma un giorno sarà capitale islamica, impara a rispettare gli islamici perké sono solo loro ke governeranno sui tuoi figli”.
Il razzismo trova modo di esprimersi anche attraverso i video. “Via gli zingari” è il titolo di un manifesto fatto di foto e slogan presi dall’estrema destra, mentre un altro spot girato da adolescenti (”Disinfestazione zingari“) spiega come cacciare i nomadi. Il proclama “Contro l’invasore extracomunitario” è pronunciato dalla finestra, a mo’ di Duce, da Andre che fa il saluto romano e indossa la camicia nera davanti al suo pubblico. Un altro ragazzo robusto col giubbotto in pelle mima con una bottiglia rotta in mano un romeno. Conciso ma convinto, un membro dei Casetta boys dichiara davanti alla web cam: “Sono contro i musulmani“.
Sesso & affini
Chi si sognerebbe di spogliarsi in una stanza piena di gente? Quello che nella vita reale è un caso isolato, in rete può diventare la norma. Gli interpreti di una fiction a sfondo erotico (che però è vera e si gioca a volto scoperto) sono adolescenti e ventenni, maschi e femmine allo stesso modo. A volte i visi non ci sono, si vedono solo dei pezzi di corpi. Ma non manca chi si mostra per intero e sorridente. I filmati di semplici strip tease sono ormai superati, c’è chi va oltre: la liceale che fa la lap dance nel bagno della scuola e rimane in topless, i due ventenni in mutande e al guinzaglio che si fanno frustare dal loro “padrone”, le due ragazzine in jeans e maglietta, con l’apparecchio ai denti, che si baciano a lungo davanti alla telecamera. La voce fuori campo di un ragazzo dà le istruzioni e insiste perché non smettano. Alla fine le protagoniste si spazientiscono: “Per continuare vogliamo essere pagate”.
Molti filmati spesso sono goliardici, come la “pubblicità progresso” dal titolo “Dona il tuo pene“. Ma a volte sconfinano nell’inquietante: Giuseppe A. indossa solo slip bianchi e scarpe rosse coi tacchi a spillo e si scrive addosso col rossetto frasi enigmatiche, come “3° sex” od “orientamento sessuale”.
Non c’è solo esibizionismo, anche voyeurismo: Margherita, architetto milanese, mette online la “Cronaca di una lunga scopata dei miei vicini” e un giovane poco elegante, non riconoscibile, pubblica (su Metello.com) il filmato di un amplesso estivo con una ragazza di cui fa nome e cognome. I due ragazzi, sui 25 anni, sono completamente nudi a letto, le immagini non lasciano nulla all’immaginazione.
Il sesso è l’argomento di decine di blog tematici, forum, annunci. A partecipare sono soprattutto ragazzi intorno ai 30 anni. I più gettonati sono i diari erotici e le raccolte di racconti, anche pornografici, spesso amatoriali. Il Diario di una donna qualunque riporta testi e foto molto spinti, mentre il profilo del moderatore di Spermablog è significativo: “Non sto leggendo niente, non ho visto assolutamente niente, odio la solitudine, adoro venire. Vorrei che qualcuno diventasse mio amico, mi piacerebbe che qualcuno mi regalasse una vita migliore”.
I più inesperti fanno domande su come fare sesso e c’è chi approfitta del forum di Giovani.it per proporsi: “Non so se cerca ancora modelle per foto… io sarei interessata. Ho una voglia assurda di… ma ho 26 anni e tutti me ne danno 20 per quanto dicono che sembro un angioletto… Sono disponibile a posare per foto di ogni genere ma sotto compenso”.
L’anima
Condividere sul web ambizioni, idee, paure, dubbi è un po’ come guardare in uno specchio collettivo della società contemporanea: certo, si possono chiudere gli occhi davanti a queste storie. O magari aprirli per la prima volta. Tra la generazione che tutt’al più ha scoperto il cellulare e quella che ha fatto del mondo virtuale il proprio mondo, a volte esclusivo, rischia di aprirsi un abisso. Lo scenario potrà sembrare inquietante, ma vale la pena conoscerlo: ancora oggi i membri di alcune tribù sono convinti che una semplice fotografia, dopotutto, rubi l’anima.
- Venerdì 16 Novembre 2007








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Commenti
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Il 16 Novembre 2007 alle 17:18 La generazione degenerata che si mette in mostra sul Web ha scritto:
[...] Il settimanale Panorama questa settimana ha deciso di accodarsi all’onda mediatica “Internet uguale perversione & devianza” e dedica copertina e relativa storia alla “Generazione degenerata” che sta a smanettare sulla Rete, dove “l’inimmaginabile cosa normale” - recita il sommario dell’articolo di Cristina Bassi, Nicola Bruno e Luca Dello Iacovo, titolato “La peggio giovent“. Arricchito da box su: le notte brave di Perugia e Bologna, i siti pro-ana e lo sconvolgente blog Tettopoli. Ne ho detto anche su Quinta di Copertina di oggi. [...]
Il 17 Novembre 2007 alle 9:02 Second Journalism « Distratta di professione ha scritto:
[...] La riflessione che mi ha colpito maggiormente (forse perché era la più facile, oppure la più vicina alle mie quotidiane esperienze - che io mica sono un giornalista) è che anche nella rete, nei modi di fare rete, c’è cultura, c’è scrittura, creatività (ed altri termini che l’ora tarda non mi consentono di ricordare, scusate), e che però, purtroppo, mi ha fatto ragionare su quanto questo messaggio sia ancora molto difficile da far passare - ancora oggi prestigiose testate descrivono la rete come il covo di drogati e banditi, e per coloro che non sono “dentro” questo condiziona e frena lo stimolo a provare e trovare quanto di buono ci sia. [...]
Il 17 Novembre 2007 alle 17:10 CiroCipolla ha scritto:
In ognuno c’è il “senso” di apparire in TV.Notate quelle figure losche che si dispongono alle spalle di un qualsiasi intervistato in una diretta.Apparire e partecipare è il motto dei giovani vivaci alla ricerca del “facciamolo strano”.Poi,le nuove tecnologie,i modernissimi canali di comunicazione aiutano a farlo.
Il 18 Novembre 2007 alle 11:33 paolop ha scritto:
PRIMA L’UOVO O LA GALLINA?
Il problema principale di una persona è convivere con delle regole: giuste o sbagliate. Quelle di base che bene o male ci vengono date dai genitori,scuola,clero ecc. e quelle avanzate ovvero riadattate al nostro modo di vedere il mondo cercando sempre di non ledere i diritti del prossimo (giusta la canzone “GLI ALTRI SIAMO NOI”).Poi è sopravvenuta la tecnologia TV Radio Internet ecc. ma non sono questi i veri mali ma piuttosto chi li adopera in prima persona ovvero redazioni,direttori giornalisti che, guarda caso, rientrano nella fase delle regole di base che riceviamo in compagnia di genitori scuola clero eccc. di cui parlavo in premessa. Questa per me è stata la spinta scatenante al sensazionalismo, all’apparire a tutti costi a sbattere il mostro in prima pagina quando poi magari il mostro non era proprio quello;
C…o FERMATEVI!! Sono stufo di essere bacchettato da gente “famosa” che va in TV a dire che le colpe sono esclusivamente mie ovvero genitore. Si qualcosa di mio ci metterò pure, ma per favore basta a far apparire gente che non merita e diventa famoso solo perchè ha fatto cose non edificanti. Termino col dire che la troppa libertà ha oggi il significato di poter fare del male al prossimo: INTERNET, YOU TUBE ECC. DEVE ESSERE FILTRATO DA GENTE RESPONSABILE CHE STABILISCA COSA FAR VEDERE E COSA NO……ANCHE QUESTA COME VEDETE E’ UNA REGOLA
Il 18 Novembre 2007 alle 11:52 marcus_xx ha scritto:
// Non c’è solo esibizionismo, anche voyeurismo: Margherita, architetto milanese, mette online la “Cronaca di una lunga scopata dei miei vicini” //
Ma questo non è voyeourismo.. è una tortura!! Adesso capisco da dove nascono le classiche liti condominiali.
Il 18 Novembre 2007 alle 11:56 labassista ha scritto:
Non so se vi capita, spesso le persone che citate vengano qui a difendersi: mi avete citato tra persone che si picchiano, che bevono e si drogano e sapete perchè? perchè i miei vicini, due maleducati, amano svegliare l’intero condominio 3 volte a settimana, alle 4 di notte, con le loro urla. e persino di giorno ogni tanto, quando ho a pranzo mia madre che mi viene a trovare dalla sicilia.
Non credo di fare parte della gioventù bruciata, non credo che “i miei mi abbiano educato male” solo perchè ironizzo su una cosa che mi rompe le scatole 3 volte a settimana, e inoltre sono MAGGIORENNE. L’autore di questo articolo lo vorrei vedere alle prese con dei vicini maleducati….anzi se avrà un po’ di buon senso può chiarire il suo comportamento nel citarmi tramite mail. labassista@libero.it . basta solamente una scusa.
Il 18 Novembre 2007 alle 12:04 labassista ha scritto:
ho dimenticato di dire una cosa…. SONO (o chi lo sa…ero) una vostra lettrice
Il 18 Novembre 2007 alle 12:04 cini ha scritto:
SODOMO GOMORRAH ED ORA ITALIA!!!
Il 18 Novembre 2007 alle 13:13 labassista ha scritto:
per la cronaca: in questo momento i miei vicini lo stanno facendo: ho un lvoro di gruppo a casa di architettura….non so se potete percepire il disagio
Il 18 Novembre 2007 alle 13:31 virginstringer ha scritto:
Voyeurismo? Vorrei vedere voi, svegliati prima dell’alba da due sospetti esibizionisti… Margherita architetto milanese, visti i chiari di luna, va ringraziata perché almeno lei non prende il coltellino per andare a sgozzare la ragazza (Perugia-style, anche se con motivazioni molto diverse). Ricordatevi: meglio l’erba del vicino, che il vicino di Erba.
Il 18 Novembre 2007 alle 13:34 labassista ha scritto:
scommetto che chi ha scritto questo articolo non ha neanche visto il video. saprebbe che sono solo i rumori (poco) divertenti che sono costretta a sentire dalla mia stanza: per come lo presenta lui sembra quasi che sia un filmato porno.
Ci conto. se è serio (lavora per una rivista seria) mi contatterà per scusarsi.
Il 18 Novembre 2007 alle 14:29 labassista ha scritto:
mi fanno proprio ridere questi nostagici dei loro tempi andati? ma li avete visti i video? vedete quello che hanno citato prodotto a nome mio: semplici rumori molesti di vicini ineducati.
voi che siete di origini contadine non avevate simili problemi? voi dei virtuosi anni 60 non avevate questi problemi?
Il 18 Novembre 2007 alle 14:58 labassista ha scritto:
non c’è neanche la firma….allora chi è l’autore? è pronto a rispondere delle sue azioni? o è un poco-serio?
Il 18 Novembre 2007 alle 19:15 labassista ha scritto:
Ciao.
Mi chiamo Margherita, 23 anni, architetto, vivo sola a 1500 km da casa da quando ne avevo 18. Mi sono laureata in regola, nonostante il dovermi ambientare, lutti familiari, un incidente in moto. Eppure qualcuno, la redazione di panorama, dice che io sono “la peggio gioventù”: mi elenca insieme a quegli adolescenti sbandati che si diplomeranno a 24 anni a calci nel sedere, quelli che bevono (sono astemia) fumano (detesto anche l’odore), ballano (mai stata in discoteca e ho quasi 24 anni) e vestono con puri riferimenti sessuali (mi chiamano la donna-tuta per il mio modo austero ma semplice di vestire). Quindi perchè farei parte della generazione degenerata? Ecco perchè: perchè una simpatica coppia di maleducati “scopa” (da qui il nome “cronaca di una scopata dei miei vicini”) giorno e notte, alle 4 i mattina o alle dodici, facendosi sentire chiaramente dalla mia stanza e quasi apposta, a maggior ragione se ho ospiti di studio, di famiglia o di lavoro. Ho approfittato del nuovo cellulare per riprenderli (si sente solo l’audio e dei buffi commenti miei) e ridere di loro, e del grosso fastidio che mi arrecano. Avevo provato di tutto, bussare, fargli il verso con frasi che manifestavano disturbo. Avevo pensato di fargli trovare davanti alla porta una salsiccia tagliata in due come “avvertimento” per indurli a smettere.
Non credo che questo scherzo mi renda simile ai figli di puttana che uccidono Meredith, o che fanno stragi, o che fanno violenza o razzismo. Spero che la redazione di questa rivista ci pensi, visto che la seguivo e acquistavo. Mi hanno danneggiata usando le parole “margherita architetto di milano” e inserendo un link che porta a foto e video con la mia faccia…un mio amico ha detto “strano che manchi cognome e indirizzo”. Comunque se sono persone intelligenti si renderanno conto di come il mio gesto è anni luce dagli altri video citati. Poi facciano loro, ognuno è libero di usare il buon senso (o il cattivo gusto, in questo caso).
http://www.youtube.com/labassi.....sta
http://www.archimarghe.altervi.....sta.org
p.s. mi scuso per aver visto solo ora i nomi degli “autori”. e anche degli errori fatti prima nei vecchi messaggi. sono una che agisce di getto.
Il 18 Novembre 2007 alle 20:19 il.gatto ha scritto:
Solidarieta’ a Margherita…
io penso ke sia Lei la vittima, quindi effettivamente in questo articolo centra poco mi sa…
Si puo’ definire la vittima di un’inquinamento acustico ke da quello ke si legge continua ancora…
Gatto…
Il 18 Novembre 2007 alle 20:37 ipnorospo ha scritto:
Salve,
Il fatto che internet sia spesso un mezzo di comunicazione non (adeguatamente) controllato é una notizia risaputa, quindi un utente abituale come me non trova niente di strano nel leggere quanto avete elencato nel Vostro articolo.
Ricordo che youtube comunque dispone di un sistema di segnalazione di video “inappropriati”, quindi é sufficiente farne uso quando se ne vede uno. Se non sono stati rimossi significa che, per quanto i contenuti possano essere spinti o a carattere razzista, non sono illegali, per lo meno nei Paesi dove risiedono le macchine che ospitano il sito. Malgrado in internet circolino questi contenuti resto comunque a favore di una limitata censura dei suoi contenuti, poiché per molti utenti resta un ultimo e intaccato baluardo della libertà di espressione.
Desidero comunque prendere le parti di Margherita, che in questo articolo c’entra poco o niente, avendo semplicemente cercato di sdrammatizzare una situazione che avrebbe potuto sfociare in una situazione simile http://www.youtube.com/watch?v.....F5F…).
Sembra che gli Autori dell’articolo non abbiano nemmeno guardato il video che hanno scelto di linkare, dato che lo accostano a uno non referenziato a detta loro molto spinto; nel video in esame in realtà si vede soltanto l’ora, e io fossi stato in lei nella stessa situazione avrei reagito in maniera molto più violenta, anche solo verbalmente.
Ritengo più che giustificate le sue richieste di scuse da parte degli autori, per non parlare del danno di immagine che Le avete arrecato, come se non bastasse quanto già fanno i suoi vicini.
Il 18 Novembre 2007 alle 21:49 the_miracle ha scritto:
Sono solidale al 100% con Margherita…tirata in ballo in un articolo che più retorico di così si muore…
Siamo in italia ragazzi…la patria della retorica, ricordatelo!
Il 18 Novembre 2007 alle 21:54 labassista ha scritto:
mi fa ridere il moralismo di questo articolo, che giudica immorale un video in cui due ineducati “scopano” disturbando i vicini….poi la stessa rivista fa la rivista liberale, mostra donnine seminude…. IO SONO LIBERALE e non comprero’ piu una sola copia di questa rivista. Odio l’ipocrisia. Se il sesso (fosse sesso! sono solo rumori dalla MIA stanza) viene ancora demonizzato come cose orribili quali droga, razzismo, violenza… I tre autori di questo articolo mi hanno rovinato la giornata ma scommetto che sono tranquille a rilassarsi con la famiglia visto che è domenica… io non mi fermero’, continuerò a scrivere alla redazione, a loro, qui nel blog, continuerò a protestare finché non sarà fatta giustizia…credo che delle riviste panorama che ho a casa farò un bel falo’…. almeno degli articoli di questi tre individui che dopo un giorno intero che cerco di dialogare rispettosamente non danno segni di vita, non vengono neanche a leggere i commenti sugli articoli che scrivono. V E R G O G N A.
Il 18 Novembre 2007 alle 21:54 corsaro_nero ha scritto:
sono solidale con Margherita…come si può accusarla di voyeurismo? prima di saltare a conclusioni affrettate potevate informarvi…ma qui siamo in Italia…la patria dei bigotti e dei perbenisti per forza…chiedetele scusa pubblicamente…farete una figura migliore…
Il 18 Novembre 2007 alle 21:57 corsaro_nero ha scritto:
leggevo nei commenti l’accenno a filtrare i contenuti di youtube e affini…volete censurare anche quello? non vi basta il danno che ha fatto il MOIGE? Censura ad occhi chiusi cartoni animati e affini e non si preoccupa se durante la fascia protetta vengono mandati in onda programmi come Uomini e Donne o il Grande Fratello…che tristezza…
Il 18 Novembre 2007 alle 21:58 the_miracle ha scritto:
VOYEURISMO:
Con il termine voyeurismo si definisce l’atteggiamento e la pratica sessuale di chi, per ottenere l’eccitazione e il piacere sessuale, desidera e ama guardare persone seminude, nude o intente a spogliarsi, o altresì persone impegnate in un rapporto sessuale.
E non mi sembra il caso di Margherita!
Invito gli autori dell’articolo ad informarsi
Il 18 Novembre 2007 alle 21:59 labassista ha scritto:
se vedono quanta gente ha visto il mio video si rendono conto di quanti amici ho su internet. se dico in giro che hanno maltrattato una cliente affezionata in questo modo, scrivendo dati personali (mi hanno riconosciuta almeno 80 persone, in questi 3 gg il telefono non ha mai smesso di squillare, persino professori, colleghi di lavoro…) penso che le persone capiranno che in redazione ci sono persone approssimative.
a me dispiace essere sgarbata con le persone, ma questi tre hanno praticamente preso la mia immagine e messa in lavatrice con la centrifuga.
peccato che i loro lettori, probabilmente piu’ furbi di loro, mi hanno addirittura contattato esaltando la mia idea geniale di scherzare sulla storia dei miei vicini, quindi la pubblicità negativa che mi hanno fatto si è capovolta.
io ci credo ancora che si possano ricredere e possano farmi le loro scuse.
forse pero’ sono troppo fiduciosa su una rivista che compro fin dal liceo e che consultavo persino nei saggi brevi di attualità al liceo.
speriamo bene, infondo meglio tardi che mai, no?
Il 18 Novembre 2007 alle 22:02 gianni ha scritto:
Beh lo sfogo di Labassista mi sembra più che giusto! Più che gioventù bruciata il suo mi sembra il gesto di una ragazza stufata degli spettacolini notturni di vicini irrispettosi!!!!! Sono loro i “bruciati” non lei che ha racchiuso nella pubblicazione di un filmato uno sfogo di non so quante notti….. ed è assurdo che le si dia della bruciata dopo tutti i fatti di cronaca successi tra vicini……
Il 18 Novembre 2007 alle 22:17 labassista ha scritto:
ridere delle proprie sventure (rumori molesti ad esempio) con amici internettiani credo che sia molto piu sano che farsi le canne, alcool o altro.
magari fossero tutti “bruciati” come me…ci sarebbero molti più laureati in tempo, molte piu’ persone che a 18 anni si sono rimboccate le mani e se ne sono andate a vivere da sole…e molti meno ignoranti in giro…che poi magari finiscono per scrivere articoli come questo, in cui non hanno la lucidità di dividere i bulli dalle persone spiritose e innokue
Il 18 Novembre 2007 alle 22:34 elair ha scritto:
// Non c’è solo esibizionismo, anche voyeurismo: Margherita, architetto milanese, mette online la “Cronaca di una lunga scopata dei miei vicini” //
Appoggio pienamente Margherita, non mi sembra che abbia fatto un’ azione paragonabile ad altre citate nell’ articolo (droga, razzismo, voyeurismo..), cioè ma questo non è voyeurismo, ne’ un fatto da segnalare in un articolo del genere!!! probabilmente aveva le palle piene di sentire sti due scopare e chissà che adesso insonorizzeranno la stanza! Siamo nel 2007 e ci si stupisce se una persona mette un video del genere su internet! ma cazzo lo farei anch’ io! Se la sono cercata! chissà che a sti due esibizionisti non gli sia anche piaciuta la cosa… altro che sentirsi violati, si saranno eccitati ancora di più, e chi ha scritto l’ articolo per piacere cambi mestiere!!! o almeno cerchi di trovare una connessione logica tra i fatti riportati e il titolo dell’ articolo! come on!
Il 19 Novembre 2007 alle 0:36 nicoleridgway ha scritto:
Mi chiamo Paolo, ho 27 anni di cui 12 passati anche su internet, dove uso il nick Nicole Ridgway.
Nonostante il mio alter ego sia riconducibile ad una donna, non sono nè omosessuale, nè transessuale, nè tantomeno dedito a qualcosa che possa creare scandalo, o turbare le coscienze, almeno non in ambito pubblico. Faccio parte, secondo le attuali classificazioni imposte da giornalisti e psicologi, di quella che nel vostro articolo chiamate “La peggio gioventù”, termine riduttivo ma che riconduce a quella fascia di età nella quale non si è nè piccoli nè adulti, quella fascia di età che da sempre è stata turbolenta, più o meno visibilmente, e che sempre è stata oggetto di critica (positiva o negativa), per la voglia di conoscenza e di saggezza che solo con il vivere si può ottenere.
Durante i miei anni di passeggiate in quella che viene definita “la selva oscura di internet” ho assistito ai cambiamenti radicali che l’innovazione comporta parallelamente alla diffusione del mezzo, incluse le peggiori azioni che mente umana possa immaginare, ma ho anche approfondito la mia cultura e le mie amicizie, alcune delle quali, lo confesso, concluse a letto.
Non ho mai condiviso pienamente un uso spregiudicato e poco corretto di determinati servizi offerti dalla Rete: prima le BBS, con le prime informazioni sull’hacking e sul sesso, poi i Videotel, adesso YouTube, il file sharing e i blog. Non lo condivido tanto quanto non condivido determinati articoli che dovrebbero limitarsi a raccontare quanto succede al di fuori degli occhi degli adulti, ma che in realtà mettono in cattiva luce i giovani, senza risolvere il problema, ma limitandosi ad ingingantirlo, facendo leva sull’ignoranza (intesa come mancanza di istruzione all’utilizzo) degli adulti.
Tantomeno se si porta all’attenzione di tutti questo o quell’altro utente.
Certe cose si sono sempre fatte: qualche anno fa in America vennero indagati medici, avvocati, e professionisti (gente adulta, direi) che pagavano migliaia di quattrini per avere degli snuff-movies, ovvero dei film girati da balordi che stupravano e malmenavano i passanti per strada, o creavano risse, o peggio ancora uccidevano. Si, uccidevano. Con tanto di sangue e coltelli. E questi filmati amatoriali costavano meno di quanto si possa immaginare, se c’è un prezzo per la morte o lo stupro: 5000 dollari, attuali 3400 euro. Meno di mantenere un’auto.
Così come giravano i filmati porno amatoriali. Senza andare a scomodare l’inizio del secolo, prima di “Gola Profonda”, primo porno commerciale destinato alle sale cinematografiche, il porno era un’esclusiva per un circuito minimo e pur sempre amatoriale: ma già all’epoca (era il 1972), si parlava di sesso, si faceva sesso, anche spinto, anche con l’ausilio di oggetti, o in gruppo, ma comunque si faceva.
Internet soddisfa principalmente due bisogni: quello di fare notizia, e quello di acquisire informazioni.
Ripeto: il comportamento di determinati utenti è da condannare, tanto quanto le vostre parole. Portare in pasto alla massa gli errori di ciascuno di noi diventa una condanna, e non un semplice reportage. Che alimenta da un lato il distacco degli adulti dal nostro mondo, e quindi aumentano i blog dei depressi e dei tendenti al suicidio, da un altro la loro condanna e la maledizione di un mezzo potente come internet.
Voyeur? Si, perchè no. Curiosi.
Il web ha aumentato la possibilità del dialogo, del chiedere informazioni strettamente personali, dell’outing; ha permesso a fare sentire meno soli gay e lesbiche, ha permesso a tutte le persone che hanno avuto dubbi di potersi confrontare. E cosa fanno i giornalisti? Ovviamente cercano il pelo nell’uovo: e sparano a zero su questo e quell’altro. E’ giustissimo portare alla luce i video violenti, denunciare le percosse ai portatori di handicap, per carità; ma non bisogna generalizzare, nè tantomeno incolpare il primo che capita.
Mi unisco allo sfogo di “Margherita ingegnere milanese”, augurandomi che le scopate dei suoi vicini siano più silenziose e che non disturbino il suo studio ed il suo lavoro. E mi auguro che determinati giornalisti seguano l’esempio andando a farsi una bella scopata.
Per quanto riguarda i video violenti, razzisti, e drogati: il problema è nelle strade, non su internet. Perchè non scrivete un interessante articolo su chi dovrebbe controllare le strade informatiche e non? Perchè è troppo comodo generalizzare e addossare le colpe alla “peggio gioventù”.
Grazie, di cuore.
Il 19 Novembre 2007 alle 9:47 cristina.bassi ha scritto:
cara margherita,
la nostra era un’inchiesta molto vasta (descritta da un titolo che non è mai fatto da chi scrive l’articolo…).
dentro ci sono contenuti trovati su internet molto diversi tra loro: abbiamo visto tutti i filmati linkati, dall’inizio alla fine. E il giudizio su ciò che contengono (e a maggior ragione sulle persone che ci sono dietro) non spetta a noi ma al lettore.
come hai detto anche tu, chi leggerà l’articolo e andrà a vedere i filmati si renderà conto del tenore del tuo, ironico e diverso da quelli più estremi. un lettore intelligente non si ferma al titolo, fa distinzioni e trae le proprie conclusioni.
non era certo nostra intenzione renderti riconoscibile più di quanto hai fatto tu, pubblicando sul blog il tuo nome, la tua professione e la tua foto.
cristina bassi, nicola bruno, luca dello iacovo
Il 19 Novembre 2007 alle 12:07 labassista ha scritto:
Cari giornalisti della redazione….tutti mi dicevano che mi avreste ignorato ma io sapevo che prima o poi avreste risposto.
D’altronde anni di acquisto del vostro giornale hanno creato in me delle ingenue aspettative.
Io ho bene inteso gli argomenti di cui parlate: io stessa sui miei blog parlo del modo di percepire internet di noi giovanissimi rispetto anche ai “chattaioli” di mezza età. In proposito dopo 10 anni netti di chat (ho iniziato a 13 anni) ho notato che spesso gli adulti che chattano hanno usano internet come un mezzo e non come un fine. Un mezzo che porta poi a conoscenza, o a mezzi più attinenti ai cinque sensi, come la cam o il microfono. Noi invece spesso chattiamo e parliamo parliamo parliamo di attualità, di religione, ci confrontiamo, condividiamo anche le cose che ci fanno ridere. Spesso diversamente dagli adulti non ci scambiamo neanche il vero nome, o la città se non serve per i discorsi che stiamo affrontando….i nostri dati li lasciamo nei nostri siti, senza paura di nasconderli a tutti i costi, visto che non temiamo di esporci, o forse non abbiamo nulla da nascondere.
Dico questo perchè tutti i miei amici internettiani e anche quelli della vita vera sapevano che io Margherita o io LaBassista avevo fatto quel video, esasperata dai miei tragicomici vicini. Mi avevano aiutato a farne più che un danno una beffa.
A me non dà fastidio che quel video sia connesso a me, ma che vi sia connesso con un articolo che denigra me, la mia generazione, e quello che faccio.
Sono la prima a dire che nel web ci sono persone marce. Dai chattatori di mezza età che mirano solo a un’illusione porno da un matrimonio fallito, che nascondono il viso, a anche dei giovani marci, che si vantano di vivere una vita trasgressiva, piena di violenza, alcool, droga, e sesso estremo.
Che questa gente sia marcia è appurato e non mi interessa difenderli.
Mi interessa pero’ sottolineare, ed è un mio diritto, di non farne parte.
Sono Nerd, mi autodichiaro nerd. La vita internettiana fa parte della mia vita. Ma non la considero una vita bruciata, perchè il web sostituisce semmai il divertimento sfrenato, non i doveri.
Avete ragione, il lettore intelligente si fa un’idea, ma come voi ho studiato sociologia e materie pubblicitarie, e so bene che un utente “distratto” può essere instradato da una chiave di lettura sbagliata.
Ciò non toglie che molte persone intelligenti mi abbiano difeso e anche contattato tramite la rivista per fare amicizia, colpite dal mio senso dell’humor e dalla mia trasparenza (non nascondo la mia identità, non ne ho motivo). Posso solo dispiacermi per i lettori “meno lucidi” che si troveranno il mio spazio web in un articolo chiamato (chissà da chi, che venga lui a rispondere) “la peggio gioventù”.
Credete che io che gestisco da 10 anni spazi web non sappia che un nome “esagerato” porta più attenzioni? Finchè non ne sei la vittima la cosa ti sta anche bene…
Spero che il video vi abbia divertito,(non me lo avete ancora detto) come ha divertito infondo molti vostri lettori che avranno pensato “mah, sto titolo non c’entra una sega”.
L’unica cosa che mi lascia perplessa è come mai mi abbiate insierito in quel contesto “Oscuro” visto che siete primi a dire che me ne distinguo.
Ora vi saluto e vi auguro (ironicamente) un buon sesso, magari come quello di cui solo i miei vicini sanno essere capaci.
Il 19 Novembre 2007 alle 13:55 nordeuropa ha scritto:
cara Margherita, bravissima a non mollare fino a che non ti hanno risposto ! Ovviamente non ci si poteva aspettare altor che rigirassero un po’ la frittata, ma come hanno detto i lettori intelligenti capiscono … quelli stupidi ringrazieranno dopo !
Su quello che dici riguardo al “chattare” ti do ampiamente ragione e come si dice in gergo ti quoto alla grande.
Mi piacerebbe che i firmatari dell’articolo di sopra prendessero un po’ di tempo per capire quanto di buono e valido c’e’ su internet e magari facessero un bel articolo positivo su quanto riusciranno a torvare .. ma forse “vende” di meno .. o no ?
Il 19 Novembre 2007 alle 15:26 malastrana78 ha scritto:
Margherita carissima hai tutto il mio appoggio, purtroppo sono sempre di più i “giornalisti” (o presunti tali) che per necessità di “scoop” finiscono per dire “castronerie”.
Il 19 Novembre 2007 alle 15:35 malastrana78 ha scritto:
Aggiungo che rendere riconoscibili le persone è da CRIMINALI senza un briciolo di coscienza.
Consolati così, scrivono poi su Panorama.it non sul Corriere della Sera….
Il 19 Novembre 2007 alle 16:32 Dalla parte sbagliata del web. Imparare a fare le scuse « I media-mondo ha scritto:
[...] Esce oggi questo approfondimento su Panorama.it dal titolo “La peggio gioventù si mette in mostra online“. Il titolo “giornalettistico” già costruisce un frame cognitivo che inquadra la lettura. [...]
Il 19 Novembre 2007 alle 17:34 labassista ha scritto:
ma dai…ormai che hanno il mio contatto magari mi ricicleranno per qualche nuovo articolo…o magari si va da Matrix a fare gli opinionisti sulla GGGioventù di oggi…no, forse sto mirando troppo in alto…
Il 19 Novembre 2007 alle 18:39 Dario Salvelli’s Blog » Blog Archive » L’Isola dei Formosi ha scritto:
[...] Non parlo di Lost nè della Internet della peggio gioventù come scrive Vespa in un articolo su Panorama (del quale non voglio neanche commentare): sono un po stanco di fumosi dibattiti che alla fine purtroppo non portano al confronto ed alla crescita ma solo all’esibizionista danza della prima donna. [...]
Il 20 Novembre 2007 alle 21:37 Mostri in mostra: critica della sragione « Clinicamente Testato ha scritto:
[...] Dopo aver letto una riflessione qui su quanto riportato qui, scrivo qualcosa qui. [...]
Il 21 Novembre 2007 alle 20:46 zoecorre ha scritto:
Salve,
Sono stata citata nel vostro articolo nella sezione “Violenza”.Sorrido, perchè chiunque ha a che fare con me concorderebbe sul fatto che sono la persona meno violenta sulla faccia della terra. Ad ogni modo, avete giustamente parlato di violenza contro se stessi. E se da un certo punto di vista posso darvi ragione, dall’altro m’infastidisce l’interpretazione di semplici icone ricondotte ad un ipotetica descrizione che io farei di me.Non ho MAI, e ci tengo a sollotinearlo, affermato di essere ne di sentirmi una cattiva ragazza nei termini in cui voi l’avete scritto nell’articolo.Posso averlo scritto(e comunque ne dubito fortemente)nel bel mezzo di una riflessione critica su me stessa.Riflettendo sul fatto che alcuni miei comportamenti hanno causato la sofferenza mia e dei miei cari.Ma dalle vostre parole sembra che io goda del fatto di fare cose “cattive”, che mi piaccia mostrarmi agli altri come “cattiva ragazza”.Questo non è assolutamente vero.Mi pare riduttivo, superficiale e semplicistico ridurre la complessità di una persona con una frase che puzza di luogo comune.In ogni caso, ribadisco, io non mi definisco una cattiva ragazza, non cerco di attirare l’attenzione pubblicizzando la mia sofferenza, ne tantomeno mi definisco “acida” o “chimica”.Per quel che vi riguarda quei due stickers possono rappresentare qualunque cosa. Mi preme spiegare che in questo caso oltre ad assolvere una funzione prettamente estetica, i due aggettivi si riferiscono alla mia percezione della realtà esterna.
Per concludere, i versi con i quali voi dite “si è descritta”, sono i versi di una canzone. Riflettono sicuramente un mio stato d’animo, ma per vostra informazione il template non è stato fatto da me, e ripeto, le parole sono i versi di una canzone di un gruppo italiano piuttosto noto.
Mi rammarico solo per l’interpretazione superficiale che spesso voi giornalisti date di un fenomeno che superificiale non è.
(sarebbe cortese anche solo un avviso via mail, prima di citarci)
zoe
Il 22 Novembre 2007 alle 13:04 Andali Giovani » Blog Archive » NOI ????? ha scritto:
[...] da Panorama [...]
Il 22 Novembre 2007 alle 17:18 pabloz ha scritto:
Sono pabloz70, quello che questo articolo chiama il moderatore del blog “Socialmente inutile”.
Nell’articolo, viene citata una frase comparsa in un post del blog http://socialmenteinutile.blog.....s.it
Testualmente, è scritto:
Razzismo
“Qual è la razza peggiore tra zingari, romeni, cinesi, negri, albanesi? Chi vorreste eliminare e perché?” si chiede il Dona su un forum frequentatissimo. “Le razze esistono, ce ne sono di superiori e di inferiori” gli fa eco il moderatore di “Socialmente inutile“.
Io credo che questo articolo - il vostro - andrebbe meglio titolato come “Il peggio giornalismo si mette in mostra on line”.
Chi ha scritto questo articolo avrebbe potuto dare un’occhiata al blog, giusto per capire come inquadrare il post in oggetto… oppure avrebbe potuto anche limitarsi a leggere il post, anziché fermarsi al titolo…. Perchè il post che voi citate afferma esattamente il contrario di quello che qui si fa credere!!!
Il post riportava per intero il “celebre” documento dei cosiddetti scienziati razzisti, del 25 luglio 1938, che giustificava, su basi pseudoscientifiche, le leggi razziali proclamate pochi mesi prima dal regime fascista. Si tratta di un documento che un giornalista di media cultura dovrebbe conoscere e che che dimostra in modo inequivocabile la natura razzista del fascismo, la sua adesione convinta alla fede del razzismo nazista, e un’accusa inoppugnabile alla follia del fascismo…
Questo è il giornalismo, in Italia. Come posso credere anche solo alla metà delle cose che scrivete, se l’unica cosa che posso verificare è clamorosamente falsa?
Il 22 Novembre 2007 alle 21:44 roy_batty ha scritto:
Ritengo che sparare a zero su categorie generali sia solo un metodo (molto discutibile) per non fare lo sforzo di cercare la vera radice dei problemi.
Come si può definire un video che spiega come montare e smontare un’arma “uno strumento per insegnare l’aggressività”? Allora il sito di Armi & Tiro (rivista) va considerato un’università della violenza? Tra l’altro, sul suddetto sito è presente un articolo riguardo alla disinformazione operata da un quotidiano, che vi inviterei a leggere.
Per istigare alla violenza sono molto più efficaci i servizi di telegiornali e riviste su fatti di reale violenza.
Si è definito “voyeurismo” un video postato da una persona che è stufa di essere svegliata in piena notte dalle urla dei vicini che fanno sesso. Un’azione compiuta per sottolineare la maleducazione di una coppia viene stravolta e girata in accusa di voyeurismo a quella che è la vittima di questa maleducazione.
Inoltre, personalmente ritengo che le violenze negli stadi seguite alla morte di Gabriele Sandri, siano in parte colpa dei giornalisti che hanno rimarcato più e più volte il fatto che il sig. Sandri fosse un tifoso in trasferta. Se fosse stato uno sciatore che andava in montagna, la cosa sarebbe stata meno grave? Io credo di no. Però si sentiva dire più spesso “il tifoso” piuttosto che “Gabriele Sandri”.
Non bisogna dimenticare che le cattive notizie fanno più ascolto di quelle buone. Perciò, prima di accusare YouTube e la rete in generale, bisognerebbe scoprire quanta parte della colpa è della rete, quanta della televisione e quanta delle riviste.
Il 24 Novembre 2007 alle 2:45 labassista ha scritto:
Trasformano una cosa in quello che vogliono, la travisano e poi dicono “se il lettore è intelligente capisce il senso delle cose”…non c’è speranza, non sono abbastanza seri per fare una rettifica, e sempre più gente mi consiglia di procedere legalmente.
Il 26 Novembre 2007 alle 18:56 gumpei ha scritto:
e così, dopo il caso rule of rose, un’altra caduta di stile.
articoli come questo non mi creano rabbia, ma soltanto pena per quei poveri giornalisti costretti a omettere la realtà soltanto per vendere qualche copia in + ad un pubblico di lettori (prevalentemente anziani) approssimativi e ingenui, ancora convinti che l’informazione cartacea sia obiettiva.
Il perchè di questo accanimento contro internet è evidente:
i media tradizionali, tv generalista, quotidiani ecc, soffrono un complesso di inferiorità nei confronti della rete, perchè quest’ultima sta rubando il pubblico + giovane che dovrebbe garantire loro la continuità in futuro.
ed ecco che tutto d’un tratto, il mezzo creato per essere un vero media pluralista e oltre, diventa l’origine dei problemi di una generazione.
Ritengo che titoli come “Seppellire viva la bambina” o “la Peggio gioventù” siano il sintomo di un giornalismo in crisi costretto a puntare sul sensazionalismo per sopravvivere.
Ormai siete una razza in via d’estinzione pronta a scomparire o al massimo a ridimensionarsi dentro un universo immenso come internet, dove dovrete convivere con giornalisti talentuosi e “liberi” che fanno il vostro stesso lavoro anche gratuitamente.
infine un ultimo pensiero:
molti giovani usano youtube anche per sfogare le proprie manie di protagonismo, questo è vero, ma siamo proprio sicuri che questa voglia di protagonismo e certi modelli di comportamento siano nati proprio sulla rete?
il grande fratello è nato forse sulla rete? no!
saranno famosi? no!
le pellicole americane violente dagli anni 70 in poi? no!
gli ultras? no!
MEDITIAMO
Il 29 Novembre 2007 alle 9:38 Informatica per le scienze umane - Prof. Dino Buzzetti » Internet : Il Sesto Potere ha scritto:
[...] Da un lato Internet e i servizi on-line hanno permesso di automatizzare il processo di “reperimento-distribuzione” dell’informazione : basti pensare non soltanto al fenomeno dell’ informazione “on-demand” o alla digitalizzazione dei testi ( meno repentina è la diffusione degli e-book e degli e-book reader tra cui Kindle di Amazon ) ma anche alla catalogazione di questi entro veri e propri cataloghi elettronici che possono essere consultati da qualsiasi utente connesso in rete, senza bisogno di recarsi fisicamente alle biblioteche. Dall’altro lato Internet sembra sempre più velocemente fagocitare i diversi media che hanno cominciano così a riconfluire e a rimodellarsi all’interno di questo unico grande mezzo d’informazione. Prendiamo il caso del media ‘principe’ degli ultimi venti anni, la televisione, la quale si è trovata di fronte ad un temibile competitore capace di far convergere dentro di sé, non soltanto la multimedialità dei supporti ottici ma anche le radio, i giornali cartacei e numerosissimi canali televisivi. Ancora oggi siamo abituati ad accendere il nostro televisore e a scorrere i canali utilizzando il telecomando ( facendo molto probabilmente zapping qua e là ) , quasi nessuno però si accorge del fiorire delle nuove frontiere che riguardano la Tv via Internet. Il primo da citare è il caso dell’italianissima Streamit : collegandosi al sito ‘ http://www.streamit.it ‘ è possibile visionare fino a otto canali in streaming a schermo intero dove la gestione del palinsesto e delle funzioni è affidata soltanto ad un click, senza tempo di caricamento e senza scaricare alcun programma; la grande novità consta però nel fatto che chiunque (in linea teorica) può creare un canale personale, senza limiti. Ma i casi più eclatanti sono senza dubbio quello di YouTube e di Current.tv (fondata dal neo premio Nobel per la pace Al Gore) dove chiunque può uploadare i propri video grazie alla strategia del broadcasting. YouTube in particolare è un sito che permette la condivisione dei file video realizzati dai propri utenti : nato nel 2005 è diventato il sito Internet che presenta il maggior tasso di crescita, tant’è che nel 2006 è stato acquistato da Google per 1,65 miliardi di dollari. Se il successo iniziale del sito è dovuto ad un “passaparola” online, oggi il fenomeno YouTube sembra dilagare in maniera irrefrenabile : alcuni paesi islamici, tra cui l’Iran, hanno persino dovuto bloccare l’accesso al sito nel tentativo di impedire la diffusione di musica e di film moralmente viziati. Non di rado è possibile anche vedere come i telegiornali hanno cominciato a far uso ( e abuso ) di questi filmati amatoriali ( girati magari con il telefono cellulare) , per testimoniare i crescenti malesseri di quella che ormai viene chiamata “la peggio gioventù”. [...]
Il 29 Novembre 2007 alle 22:58 Sul myspace per adulti™ « I media-mondo ha scritto:
[...] Quelli del terreno su cui si confrontano media mainstream e social media. Tra contenuti generati dagli utenti e contenuti generati per la pubblicità. Quelli degli indigeni e dei civilizzatori. Quelli dei Wu Ming e dei “baricco” (mettetici voi i link). Quelli dell’economia come mezzo e dell’economia come fine. Quelli di Margherita e di certi settimanali. Quelli di intruders e del Porta a Porta. [...]
Il 10 Dicembre 2007 alle 12:25 Il peggio giornalismo deve imparare a fare le scuse : semantico ha scritto:
[...] Succede che su Panorama esce un articolo su “la peggio gioventù” di internet dove vengono citati e commentati soprattutto video di youtube dai contenuti più o meno forti. Giovanni Boccia Artieri, sociologo dell’università di Urbino, critica l’articolo perchè decontestualizza molti dei video: “..il risultato, come potrete leggere, esalta lo “strano ma vero” della Rete, gli usi beceri, quelli “malati”. Non che non esistano, ma raccontati così tendono a tipizzare una realtà che ha sfumature ben differenti. Il caso diventa rappresentativo di un comportamento generazionale, lascia ad intendere di essere quantitativamente rilevante, svuota dal contesto alcuni esempi.” e inoltre non c’era traccia della chiacchierata che il giornalista gli aveva chiesto poco tempo prima proprio per meglio impostare l’inchiesta sul rapporto giovani-Rete. Subito dopo Giovanni fà un passo indietro perchè, dopo un’attenta lettura, ha trovato gli approfondimenti del reportage in alcuni articoli correlati e ha chiesto scusa per il frettoloso giudizio sulla struttura dell’inchiesta, conservando comunque tutti i suoi dubbi sul contenuto della stessa. [...]
Il 11 Dicembre 2007 alle 9:36 farewell.94 ha scritto:
Non si tratta solo di scuse, che almeno farebbero onore ad una categoria ancora troppo protetta dalla “casta”:
1) Prima di ogni altra cosa devono occuparsi di notizie, rimanere concentrati sulla loro missione principale, accrescere la loro credibilità, nella consapevolezza che ciò che fa un “giornalista” sono la sua capacità di verificare ciò che pubblica e la trasparenza (”Detto in una parola: devono far vedere come lavorano”).
2) Mantenere il necessario equilibrio tra la necessità della “immediatezza” dell’informazione e la verifica, l’approfondimento.
3) I giornalisti devono “imparare a conoscere meglio la conversazione che è in atto su Internet”. In particolare devono tener presente quello che succede nel mondo dei blog, molti dei quali hanno raggiunto un alto “grado di credibilità e di influenza”. Di fronte a questo “continuo scambio di opinioni e di informazioni”, a questo “fermento culturale” i giornalisti devono “rapidamente riposizionarsi”.
4) I giornalisti “devono sforzarsi di più per entrare in questa comunità online”. Una delle ipotesi per il giornale potrebbe essere di diventare “un coalizzatore di comunità”.
5)C’è la necessità di aumentare gli standard etici del giornalismo. Rimango stupito ed amareggiato dal fatto che poche persone abbiano protestato con le redazioni per le cose che scrivevano i “giovani” cronisti scoperti a copiare e inventare storie. Vuol dire che la gente pensa che il giornalismo si faccia così.
6) C’è anche la necessità che questi “forti valori etici” siano comuni a tutti i media, dunque in particolare anche online, dove molti blogger seguono standard giornalisti, ma molti altri “non hanno la più pallida idea di che siano”.
7) Ultima necessità: “attirare una nuova generazione di lettori e di spettatori”, comprendendo le loro necessità e attrezzandosi di conseguenza.
Il 27 Gennaio 2010 alle 17:11 charlemagne ha scritto:
PADRONI E SERVI (BALLA SERVO, BALLA)
Piccola Allegoria della nuova tirannide
Movida
Tra le famiglie padrone dell’Italietta fintodemocratica vi sono le famiglie padrone della criminalità organizzata, le quali hanno bisogno di mode e di locali notturni che favoriscano lo spaccio e la prostituzione. Poi reinvestono gli ingenti profitti dello spaccio oltre che nella cementificazione di bassa qualità e nell’ecomafia, nel corrompere politici, amministratori locali, funzionari pubblici e tutti coloro che dovrebbero garantire l’ordine pubblico e la qualità della vita. Quindi la movida dello spaccio diviene così intoccabile. La colpa di tutto ciò è di un popolo imbelle mangiamaccheroni che lo permette senza reagire e senza sapersi organizzare. Continua a sperare che qualcun altro gli risolva il problema… aspetta e spera, che la criminalità si avvicina. Ce l’hai già sotto casa. Lo stato non siamo noi, lo stato è contro di noi.
La soluzione: ronde di cittadini e comitati di quartieri autogestiti. Contro lo stato dei padroni che protegge delinquenti, balordi e spacciatori, ed è nemico delle persone oneste che la mattina si devono alzare per andare a lavorare e mantenere i parassiti.
Democrazia elettiva
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e con i mezzi stabiliti dalle famiglie dei padroni.
Il padrone dice al servo: “ma ti faccio votare, non ti senti sovrano?”
I padroni di bassa qualità, per restare al potere, usano sgherri e lacchè per tartassare i servi, e utilizzano parte dei soldi estorti ai servi per pagare sgherri e lacchè, ovvero per comprarsi voti. Il resto lo intascano loro.
Questo permette loro di socializzare i costi del consenso, cioè di far pagare alla maggioranza di oppositori o di disinteressati il costo sia delle rendite distribuite ai clientes sia dei copiosi sussidi che le famiglie al potere ritagliano per se stesse, camuffandoli sotto le più varie forme e con le più varie modalità. Ovviamente, a tal fine, più disinteressati e distratti ci sono fra il popolo, meglio è.
(“… se metà dei servi si rivoltano, abbiamo abbastanza denaro per assoldare l’altra metà dei servi, e mandarla a sparare addosso ai rivoltosi…”
oggi non è più necessario sparare ai servi, c’è il lavaggio del cervello, basta mandarli in discoteca o far loro vedere i reality, non si rivolteranno più…)
Uguaglianza
Il padrone vuole tutti i servi uguali davanti a lui.
Non vuole capaci ed efficienti competitor, vuole servi balordi, cannati, da discoteca, da stadio, o, nella migliore delle ipotesi, da offerte dei centri commerciali.
Accoglienza
Il padrone sostituisce i servi italiani pretenziosi, organizzati, sindacalizzati, relativamente acculturati, con nuovi servi africani, asiatici, sudamericani, disperati disposti a tutto, a lavorare 18 ore al giorno in uno scantinato, a vivere in venti in una bicocca.
La nuova forza lavoro per la grande industria assistita succhiasoldipubblici, la nuova manovalanza per la criminalità organizzata, nuovi corpi a disposizione per chi va a p.ttane o a viados.
Solidarietà
Sussidi di stato per chi gestisce l’immigrazione dei nuovi servi. Soldi pubblici per chi ci mangia sopra. Elemosine gestite clientelarmente. Soldi di noi contribuenti coi quali i padroni comprano voti e consenso.
Garantismo
Il dominante di infima qualità, quello che si impone con la violenza, con la menzogna, col crimine, col furto, con l’inganno, mantiene i governati nelle peggiori condizioni possibili, perché sa che peggiore è la qualità di vita dei governati, tanto meglio è per lui. La sua greppia e il suo scranno sono più sicuri.
Colpisce i dominati onesti e lavoratori, e favorisce i delinquenti, i puzzoni, gli insolventi, i truffatori. Le organizzazioni criminali, braccio armato dei padroni nei traffici illeciti, non devono essere disturbate.
Favor rei e favor debitoris.
E’ garantista chi sulla delinquenza ci mangia sopra.
Mezzi di distrazione di massa , mezzi di asservimento di massa (balla servo, balla)
Il padrone guarda il buon servo, tatuato e con piercing, ballare nella discoteca che ha fatto costruire per lui e per gli altri suoi servi , e pensa:
“BALLA SERVO, BALLA.
Da quello scemo che sei.
Picchiati con qualche altro servo, da quel cafone bullo che sei, ma ovviamente a me non mi tocchi neanche con un dito, neppure sai chi sono.
Vieni nella mia discoteca a cercare sesso o affetto, l’anima gemella o una delle mie puttane pagandola.
E impasticcati, riempiti della droga e dell’alcool che ti vendo, sfasciati nell’automobilina elettronica che ho fabbricato per te.
Cos’altro ti meriti, fesso come sei.
E vivi e lavora per me , pagami tasse e contributi , lascia che ti inflaziono i tuoi risparmi , usa questa moneta di carta straccia da me imposta , pagami il 20% d’IVA su ogni cosa che compri , vieni a leccarmi il sedere se vuoi un posto di lavoro…
Ma… a tutto questo non devi pensare, né ora né mai, devi rimuoverlo dalla mente, da quella tua mente tanto stupida e indifesa che io controllo così bene. Non pensare, testa vuota, BALLA.
Ti do panem et circensem.
Droga, discoteca, calcio, musica, TV spazzatura, notti bianche, concerti in piazza, rave: ho creato tutto questo per te,
proprio per TE,
SERVO.
Figlio di fessi e fesso tu stesso, fesso e servo ti faccio rimanere.
A te e alla tua famiglia di servi fessi.
Servi per l’eternità”
Emancipazione
Il buon servo deve ballare, ascoltare musica, innamorarsi, fare sesso.
I padroni fanno i soldi, i servi fanno i figli.
La moglie, la figlia, la sorella del servo devono essere a disposizione del padrone.
La famiglia del servo deve essere disunita, disorganizzata, lacerata da liti interne e divorzi, marito contro moglie, figli contro genitori, fratelli l’uno contro l’altro.
La famiglia del servo deve essere divisa, debole, non competitiva, non pericolosa, disarmata, imbelle.
Dividi et impera.
Trasgressione
Il servo che trasgredisce obbedisce al padrone. E’ funzionale al regime. E’ per lui lecito fare del male a se stesso e agli altri servi. Nessun giudice nominato dai padroni lo punirà.
Il padrone vuole che il servo balordo trasgredisca le regole del vivere civile tra servi e faccia così vivere male se stesso e gli altri servi. Così i servi vivono soffocati nella m.rda, e non pensano a rivoltarsi, a eliminare le famiglie dei padroni.
Pub, discoteche, piercing, tatuaggi, ultras, droga, alcool: facciamo scannare i servi tra di loro, noi padroni vivremo più tranquilli.
Dividi et impera, semper.
Filippo Matteucci - DEMOCRAZIA TURNARIA
Libertarian Writer & Blogger
P.S. – spunto di riflessione per qualsiasi buon servo : sai quali famiglie padrone controllano il tuo comune, la tua provincia, la tua regione, la tua vuota esistenza, la tua vuota testa …?
Nessuna associazione politica, nessun movimento, nessun partito, nessuna cooperativa, nessun sindacato, è veramente democratico se non prevede la possibilità per qualsiasi associato di ricoprire cariche a semplice sua richiesta, a turno, magari tramite un cursus honorum (cioè partendo da incarichi minori e poi salendo a quelli di maggior potere), se non prevede che chi ha già ricoperto cariche non può ricoprirle nuovamente (magari per 10 o 20 anni), ma deve dare la possibilità anche agli altri di svolgere quelle funzioni.
Le elezioni sono solo una truffa ai danni di chi non ha potere, servono a far eleggere chi vuole il potente, il dominante, il padrone.
Le elezioni non sono mai libere, sono l’esatto contrario della libertà e della democrazia.
L’unica differenza fra destra o sinistra è che sono strumenti di differenti cosche di famiglie padrone.
Se il popolo vuole la democrazia se la deve fare da solo: auto-organizzazione, democrazia diretta turnaria, propaganda, boicottaggio, perseveranza.
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