Fernanda Honorato ha 27 anni, si è laureata in giornalismo all’Università Cattolica di Rio De Janeiro, nuota, pratica la capoeira, suona il violino, fa ginnastica ritmica, fa volontariato e dopo essere diventata una diva delle telenovelas brasiliane grazie al suo ruolo nella celebre serie Páginas da vida della Tv Globo, da qualche mese è finalmente riuscita a coronare il suo sogno: diventare reporter. “È un sogno che mi porto dentro da quando bambina, intervistavo i miei famigliari e, scherzando, dicevo che volevo essere come Marília Gabriela, la più famosa giornalista, attrice, cantante e presentatrice brasiliana”, ha detto. Fernanda c’è l’ha fatta grazie alla sua forza di volontà e alla consapevolezza delle proprie possibilità. Da marzo è diventata la giornalista di punta di Programa Especial, trasmissione di reportage della televisione privata TVE Brasil, dedicata interamente a raccontare ai brasiliani le storie dei più deboli e degli emarginati. Due categorie che, nel paese del Samba, non sempre sono tenuti nella giusta considerazione.
Giovedì 15 novembre Fernanda ha coronato un altro sogno della sua vita. È riuscita a intervistare un altro mito della sua infanzia, la cantautrice Maria Bethania, regina della musica pop brasileira, sorella di un altro mito della canzone verde-oro, Caetano Veloso e da sempre impegnata a favore dei bambini disabili. Fernanda non è riuscita a trattenere le lacrime e già alla seconda domanda è andata diretta al sodo: “Maria, come ti senti ad essere intervistata da una Down?”. Già, dimenticavamo un particolare che, a ben guardare le cose fatte da miss Honorato, non aggiunge né toglie nulla: Fernanda è la prima reporter affetta da sindrome di Down del Brasile. Il pubblico la ama, e l’audience di Programa Especial continua a battere un record dietro l’altro…
Eccola:
- Lunedì 19 Novembre 2007









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Il 22 Febbraio 2008 alle 14:45 Il grillo di Palermo » Blog Archive » Ride bene chi ride insieme ha scritto:
[...] Forse vorrebbero ridere come Fernanda, la bellissima giornalista Down brasiliana, o come Chris, attore e scrittore Down americano, o come Riccardo, giovane atleta Down napoletano, ma forse in realtà l’unica cosa che vorrebbero è potere ridere, anche amaramente, ma non più da soli, come infondo piacerebbe ad ognuno di noi, se il riso è contagioso a chi lo contagi se accanto non hai nessuno? [...]
Il 3 Giugno 2008 alle 11:38 Ride bene chi ride insieme « A.F.P.D. ha scritto:
[...] A Sparta li gettavano, appena nati, dal monte Taigeto, ma parliamo di migliaia di anni fa; Oggi il massimo che può succedere è che ne prendano due come “kamikaze non volontari” per farli saltare in aria, insieme a quel terrificante ossimoro, in un attentato terroristico a Baghdad, ma mica in Europa; Qui il massimo che è successo risale a Hitler e al suo “T4″, il piano di sterminio dei disabili, bambini e adulti. Ma qui, oggi, il massimo che può capitare sono i soliti soprusi di cui sono vittime generalmente i più deboli, e se è Down il ragazzino picchiato dai compagni di scuola “fa più notizia”, così come per gli abusi sessuali, le segregazioni forzate, gli scandali di strutture mediche, e così via…. Noi ci scandalizziamo, per pochi istanti siamo invasi dall’orrore di scoprire quanto l’animo umano possa cadere in basso, poi tocca alla compassione, ci chiediamo perché esista tanta ingiustizia, alla fine un mix di ottimismo e speranza corre in nostro aiuto, le cose miglioreranno, poi cambiamo canale e a tavola, la cena è pronta. Ma ci siamo mai chiesti cosa succede tra una notizia cruenta e l’altra? La risposta è semplice: quello che succede è che ridono, sempre di quel loro riso amaro. Forse vorrebbero ridere come Fernanda, la bellissima giornalista Down brasiliana, o come Chris, attore e scrittore Down americano, o come Riccardo, giovane atleta Down napoletano, ma forse in realtà l’unica cosa che vorrebbero è potere ridere, anche amaramente, ma non più da soli, come infondo piacerebbe ad ognuno di noi, se il riso è contagioso a chi lo contagi se accanto non hai nessuno? Gli ostacoli da superare sono molti, una persona Down lo sa bene e sa pure che conquistare una vittoria da soli riempie di orgoglio, di fiducia in se stessi e di nuova energia; ma sa anche che, se non hai con chi condividerla, la gioia finisce presto insieme alle risate, e, se per caso fallisci, dovrai imparare a consolarti da solo perché non avrai nessuno con cui riderci su. A tal proposito alcuni professionisti locali della risata, da Gianni Nanfa a Toti e Totino, da Ernesto Maria Ponte a Franco Zappalà, ci offrono una possibilità: [...]
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