Un enorme “totem della comunicazione” che mette insieme stelle e microchip, polvere di fosforo ed etichette intelligenti, maestria artigianale e tecnologie senza fili. L’arte in tutta la sua imponenza spettacolare, ma anche una riflessione sulla sua portata interattiva nell’era digitale. Questo e altro ancora è Il Grande Muro di Stelle, opera “comunicante” di Piero Fantastichini ospitata fino al prossimo 20 dicembre nel cortile dell’Accademia di Belle Arti di Roma. L’installazione è frutto dell’incontro “fatale” tra il poliedrico artista romano e Derrick De Kerckhove, direttore del McLuhan Program in Culture & Technology di Toronto.
Il monolite si presenta come un parallelepipedo (largo 6 metri e alto 8 metri) su cui sono installate 36 tele che raffigurano 12mila chip e 500mila stelle. Una superfice resa luminosa dai materiali utilizzati: resine, oro a foglia, argento, polvere di fosforo. E questo è il lato più artigianale dell’opera, accanto al quale, però, si muove una dimensione del tutto innovativa. Lungo la superfice, l’artista ha nascosto una serie di etichette RFID in grado di trasmettere dati e immagini su ulteriori dettagli nascosti nell’opera. Gli spettatori dotati di palmare o portatili predisposti alla connessione senza fili potranno così “navigare” ed esplorare l’opera anche dai propri monitor, seguendo le tracce segnalate da Fantastichini. “Ecco allora che il muro diventa penetrabile. E simbolicamente non delimita più lo spazio ma lo apre all’interpretazione”, spiega Chiara Sottocorona, esperta di nuove tecnologie.
“Il grande muro di stelle si pone come il firmamento elettronico del nostro ambiente cognitivo” sottolinea De Kerckhove “È un mondo che contiene un’infinità di livelli cognitivi e strati emozionali”. Al centro di questo mondo si trovano i tag, ovvero le etichette utilizzate per organizzare l’informazione online, ma anche i chip invisibili utilizzati per trasmettere dati: “Piero Fantastichini ci riporta alla logica del tag e al principio dell’ipertinenza (la capacità di un ipertesto di moltiplicare i significati pertinenti, ndr). È all’interno di questi due nuovi orizzonti che possiamo oggi spiegare le dinamiche di costruzione dell’arte che segue i movimenti del sapere ipertestuale, i rapporti tra le persone e fra le persone e l’opera d’arte nella società”.
- Lunedì 26 Novembre 2007










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