TGCOM News
Bufera in Vaticano, "Arrestato il corvo" E' il maggiordomo privato del Papa Blog - Svolta nel caso VaticanLeaks: Gabriele è accusato di aver diffuso i documenti segreti del Papa  - Il presunto corvo individuato dalla gendarmeria vaticana e' Paolo Gabriele, "aiutante di camera" della famiglia pontificia, in sostanza il cameriere del Papa. Questa mattina Gabriele è stato ascoltato in un interrogatorio dal promotore di giustizia vaticano, Nicola Picardi.

Panorama.it

Cultura e societa

Scopri il nuovo Panorama
  • Home
  • Edicola
  • Archivio
  • Login
  • Registrati
  • Epoca
Feed Rss
  • Italia
  • Mondo
  • Economia
  • Cult
  • Hitech e Scienza
  • Panoramauto
  • Libri
  • Opinioni
  • Foto
  • Sport
  • Video
  • Newsletter
  • Mobile&Apps
  • Ultimora
  • Poker

Archivio di Novembre, 2007

Musica: la carica delle etichette indipendenti

OkNotizie

Tweet

  • Tags: Ascanio-Celestini, dischi, etichette-indipendenti, Gianmaria-Testa, Musica, premio-Tenco, Subsonica
  • Lascia un commento

Crisi economica e mancanza di coraggio vanno a braccetto. Il mercato discografico è in grave difficoltà. Non è una nostra convinzione, ma sono i fatti (e soprattutto i dati) a dirlo. Nel mondo, e in Italia in modo particolare, si vendono sempre meno dischi, con un calo, dal 2004 ad oggi, del 30 per cento del mercato. Per ovviare alle perdite, le grandi case discografiche non trovano di meglio che rifugiarsi nelle solite e ripetitive raccolte (con l’aggiunta di qualche inedito così da indurre tutti a comprare). In questo periodo ne esce una al giorno. Ma se da un lato c’è questo continuo proliferare di doppi e tripli cd, dall’altro c’è un mondo, quello delle cosiddette etichette indipendenti, che mostra i denti e il coraggio che manca alle major, puntando su due fattori che spesso fanno la differenza: sperimentazione e qualità.

Primo esempio: Gianmaria Testa, cantautore cuneese molto apprezzato in Francia (come il suo conterraneo piemontese Paolo Conte), non notissimo in Italia, ma vincitore del miglior album del 2007 al Premio Tenco. Testa, “silenzioso capostazione” (è la qualifica che si dà lui stesso), ha battuto, sul palco del Tenco, la concorrenza di nomi importanti, come Morgan, Battiato, Cristicchi e Silvestri.

Altro esempio: Ascanio Celestini che ha recentemente vinto il Premio Ciampi, come miglior disco d’esordio. È un caso che entrambi pubblichino i loro album per la Fandango? La risposta, a questo punto, è assai semplice: no! Le piccole etichette sono quelle che meglio rispondono a un mercato che cambia in modo vorticoso e che, allo stesso tempo, hanno avuto la voglia e l’intelligenza di puntare su prodotti diversi, sperimentando nuove idee. Di sicuro nessuna major avrebbe mai pensato di mettere sul mercato un esperimento musicale ardito come quello di John De Leo, Vago Svanendo. La Carosello Records l’ha fatto. Ma la lista di esempi di piccole case discografiche che hanno sfornato talenti è lunga. Un nome per tutti è quello dei Subsonica che, nati e cresciuti con la Mescal, sono approdati nel 2004, cioè alla vigilia della pubblicazione di Terrestre, alla Emi (non senza beghe legali). Tutto questo per dire che nella musica italiana c’è chi sta fermo ad aspettare (non si sa ancora cosa) e chi si muove con scaltrezza, conciliando incassi e qualità.

LEGGI ANCHE: Così le strenne ammazzano i dischi - Dal Mei alla nuova legge sulla musica - L’Hotel Lamemoria di Tibe: suoni e visioni noir

  • saverio.grimaldi
  • Mercoledì 28 Novembre 2007

Dal Mei alla nuova legge sulla musica

OkNotizie

Tweet

  • Tags: Afterhours, Csi, Giordano-Sangiorgi, leggi, Meeting-delle-etichette-indipendenti, Mei, Musica, Subsonica
  • Un commento

Non c’è modo di migliore per parlare di piccole realtà musicali che quello di intervistare Giordano Sangiorgi, l’ideatore del Mei, il Meeting delle etichette indipendenti che si è tenuto lo scorso fine settimana a Faenza.
Signor Sangiorgi, cos’è il Mei?
È da dieci anni il raduno di tutta la discografia indipendente italiana, nato nella metà degli anni ’90, quando cioè la discografia indipendente ebbe il suo culmine con gruppi come Csi e 99 Posse che arrivarono ai primi posti delle classifiche. È stato un momento espositivo d’incontro di queste etichette indipendenti ed è poi proseguito attraversando l’era del fax e del telefono, passando per internet e ora arriva alla sua undicesima edizione nell’epoca dell’innovazione digitale con tante produzioni indipendenti anche online.
In sintesi?
È la casa comune di chi vuole mantenere viva la tradizione della musica italiana, rinnovata con gli stili che arrivano da tutto il mondo. Ed è l’unico modo di contrastare lo strapotere della major che ci vorrebbero consumatori di un’unica canzonetta pop che viene venduta in tutto il mondo.
Quale giudizio esprime sulla musica italiana attuale?
Secondo me ha vissuto e vive dei grandi momenti di creatività, in contemporanea con dei grandi momenti di voglia, da parte dei movimenti giovanili, di cambiare le cose. La creatività attinge proprio dalla voglia di cambiamento della società. Ora c’è una stasi creativa generale: il vero fermento arriva dal jazz e dall’hip-hop.
Chi, a suo avviso, è stato il vero motore della nostra musica?
Ritornando indietro ovviamente i Csi (oggi Pgr, ndr), Afterhours e Subsonica. Sono formazioni che hanno rinnovato il panorama nostrano. Meriterebbero maggior visibilità da parte dei media che, invece, un paio di volte all’anno, ripescano per i grandi festival personaggi improbabili.
Perché band come quelle che ha citato non hanno poi visibilità in televisione?
Perché la comunicazione mediatica è ancora in mano a gente come Baudo e Bongiorno che non danno spazio alla vera scena musicale italiana.
La musica non interessa più al mondo della tv?
La musica non è mai stata concepita come un elemento culturale strategico nel nostro Paese. Chi ci ha governato per cinquant’anni anni, la DC, ha sempre trattato la musica come semplice intrattenimento, e coloro che hanno gestito la musica in quegli anni - Baudo c’era già - hanno maneggiato tutto secondo i comandamenti di chi li governava. Poi gli stessi manager musicali l’hanno vista sempre come una saponetta usa e getta, quindi in modo commerciale.
A che punto è la legge sulla musica che avevate proposto al Mei 2006?
Sono stato chiamato come coordinatore del tavolo della musica. E posso dire che la legge comincia soltanto ora il suo iter parlamentare.
In che cosa consiste quella proposta di legge e perché è così urgente?
Darebbe sgravi e incentivi a questo settore che produce e investe in cultura. Ed è così urgente perché, da un recente sondaggio che abbiamo fatto, è venuto fuori che gli stipendi dei musicisti sono bassissimi.

  • saverio.grimaldi
  • Mercoledì 28 Novembre 2007

Così le strenne ammazzano i dischi

OkNotizie

Tweet

  • Tags: etichette-indipendenti, Gianmaria-Testa, internet, Leo-Ferré, Musica, Paolo-Fresu, premio-Tenco, Radio-Fandango, Stefano-Senardi
  • 2 commenti

Stefano Senardi è il direttore artistico di Radio Fandango. Con lui abbiamo affrontato l’argomento delle etichette indipendenti e del mercato discografico italiano.
Senardi, il panorama musicale italiano soffre di una crisi molto forte. Le grandi case discografiche cercano di farvi fronte investendo nelle solite raccolte. Le piccole produzioni, invece, hanno diversificato, con gli anni, la loro proposta. Avete avuto anche una bella dose di coraggio a far questo o sbaglio?
Il coraggio non ci è mancato. Le etichette indipendenti investono le loro risorse, producono e lasciano i loro risultati economici in Italia: per qualche motivo sono votate a essere dalla parte della musica. Noi facciamo solo quello in cui davvero crediamo, con un lavoro a monte molto importante. Difficilmente, però, un’etichetta indipendente si può permettere il lusso di fare dei tentativi. La vera ricerca parte, infatti, da situazioni più piccole e più vicine alla realtà della musica: parlo dei club, per esempio. Quando poi si cerca una visibilità maggiore, l’indipendente viene assorbito o l’artista lascia la piccola etichetta.
Qual è il lavoro dell’indipendente a questo punto?
Il nostro è soprattutto un lavoro di ricerca. Siamo più attenti al prodotto rispetto al marketing, anche perché, avendo pochi mezzi, col marketing si può fare poco.
È vero, però, che ultimamente un vostro “nome”, Gianmaria Testa, ha vinto uno dei premi più ambiti del Tenco, quello come miglior disco del 2007. Questo è un segnale?
Lo è sicuramente. Ma bisogna anche considerare il fatto che Gianmaria è uno che ha fatto 100-150 concerti nell’ultimo anno ed è molto noto anche fuori dai nostri confini nazionali. Ma in casa Fandango c’è un continuo produrre. Ora stiamo facendo, con Gianmaria e il gruppo di Paolo Fresu, un disco di jazz dedicato a Leo Ferré.
Cosa pensa del proliferare di tutti questi cofanetti natalizi?
Rischiano di rovinare per sempre il mercato. Il cataloghi storici sono spariti. Questa - sia ben chiaro - è una tendenza italiana suicida. Io adesso mi chiedo chi, dopo il cofanetto dello scorso anno di De Gregori, si andrà a comprare più Rimmel?
Lei parlava di Italia. All’estero cosa succede?
Fanno una politica diversa. Ripubblicano, per esempio, gli album originali con l’aggiunta di qualche brano particolare.
Possiamo dire che la stagione del disco sia finita?
Sicuramente è così. Ora il cd serve come biglietto da visita, come volano. Si fa il disco non per venderlo ma per fare le tournèe.
Dove va la musica soprattutto ora che c’è Internet?
Se l’industria discografica avesse capito cosa sarebbe diventato Internet, adesso saremmo da un’altra parte. C’è ormai un gioco strano per cui non si capisce più chi è il produttore, chi l’editore e chi il fruitore. Internet rimane, però, un veicolo straordinario di comunicazione più che di commercializzazione, anche se non rimpiazzerà mai quello che abbiamo perso sul mercato “fisico”.

  • saverio.grimaldi
  • Mercoledì 28 Novembre 2007

L’Hotel Lamemoria di Tibe: suoni e visioni abbaglianti e noir

OkNotizie

Tweet

  • Tags: dischi, Hotel-Lamemoria, libri, Tibe
  • Un commento

Mettere insieme un disco e un libro che descrivono gli stessi luoghi, gli stessi personaggi e le stesse atmosfere. È stato questo l’obiettivo di Tibe, uno dei protagonisti più apprezzati della cultura italiana indipendente che ha deciso di regalare al pubblico non solo le sue visioni sonore, decisamente sperimentali e psichedeliche, ma anche un romanzo dalle tinte forti: un noir vero e proprio.

Per la realizzazione del disco, Tibe (ascoltalo su MySpace) si è avvalso della collaborazione di nomi della scena alternativa nostrana. Come Andy dei Bluvertigo, Emidio Clementi (ex voce dei Massimo Volume e ora apprezzato scrittore). E poi Pietro Pirelli e Livio Magnini, anche lui Bluvertigo. Hotel Lamemoria, questo il titolo dell’intero progetto di Tibe, è stato da poco pubblicato dalla Piccola Biblioteca degli Oscar Mondadori. Ma oltre all’album e al libro, ancora più suggestivo è il live di Hotel Lamemoria, nel quale, come dice lo stesso autore “la storia abbandona il romanzo e prende forma attraverso le canzoni presenti nel disco e suggestivi momenti di reading tratti dal romanzo e sapientemente sonorizzati”.

Ad accompagnare il trentenne artista varesino al pianoforte, che dal 2002 si occupa anche si installazioni visive e musicali, c’è il maestro Zeno Gabaglio al violoncello (anche elettrificato). Tutto per un’ora di musica sognante.

  • saverio.grimaldi
  • Martedì 27 Novembre 2007

La situazione di Celentano è stabile: provocazioni, musica e pubblico diviso

OkNotizie

Tweet

  • Tags: Adriano-Celentano, canzoni, monologhi, rai, romano-prodi, silvio-berlusconi, tv, ultrà
  • Un commento


Minimalista. Senza pubblico. Con spalle d’eccezione (Fabio Fazio e Laura Chiatti). Una sola puntata. E 9,2 milioni di telespettatori (pari al 32,9% di share, contro il 46% del precedente Rockpolitik) catturati da La situazione di mia sorella non è buona, il nuovo show di Celentano. Che forse non soddisfa le aspettative della Rai, ma come al solito fa discutere.
Poco più di un’ora e mezza di canzoni e provocazioni, un appello agli ultrà perché depongano le armi e divengano motore della “rivoluzione” e l’invito a Berlusconi a “voltare pagina, a fare una rivoluzione dentro di te, a dare un segnale che non sei più quello di ieri”. Fino a fermare gli architetti kamikaze e i progetti della Moratti e tutto ciò che è contro la natura. “Se non lo farai non sarai un ‘ultra’ e il tuo partito” conclude Celentano “invecchierà quando meno te lo aspetti”.
Il ritorno in video del Molleggiato è insomma un clichè che piace: il quarto piano della Rai come una sala d’incisione, lui al centro, il crocefisso al collo, un camicione a righe, gli stivaletti storici e tutt’intorno, come discepoli, i suoi musicisti. Nessun terremoto, ma Adriano Celentano cambia ancora registro: uno scenario anni ‘60, con Bella e Mogol e tante chiacchiere. Tra un silenzio e l’altro, a far saltare la noia, lui butta lì le sue bombe: sulla guerra, sul nucleare, sui piani del comune di Milano, sugli architetti kamikaze, sugli ultrà.
Il mistero è svelato (e anche un po’ scontato). La sorella Maria non c’entra niente. È la situazione del pianeta, della politica, dell’economia a non essere buona. Si salva solo Prodi, che forse: “è sulla strada giusta, fa promesse che si possono attuare ma il popolo non gradisce”.

Va un po’ meglio alla musica. Almeno qui: fanno la loro comparsa, a fianco del “predicantante”, Carmen Consoli, Francesco Tricarico, Ludovico Einaudi, Stefano Di Battista, tutto come era stato annunciato, ma tutto un po’ diverso: un trionfo dell’arte italiana.
Già, la musica. Come suonava Baccini: Adriano, è meglio che canti. O sono meglio le sue prediche? Il dilemma rimane. Insomma, Il re degli ignoranti in video fa sempre un certo effetto…

Il FORUM

  • matteo.durante
  • Martedì 27 Novembre 2007

Black Rebel Motorcycle Club: a Milano i selvaggi del rock

OkNotizie

Tweet

  • Tags: Black-Rebel-Motorcycle-Club, Brmc, concerti, Musica, rock
  • Lascia un commento

[i](Credits: Chiara Meattelli)[/i]

LA GALLERY

I Black Rebel Motorcycle Club, in concerto venerdì 30 novembre al Rolling Stone di Milano, promettono di far scatenare sulla pista da ballo sia liceali rockettari, sia adulti fissati con Johnny Cash e il country blues americano. Il trio di San Francisco approda in Italia per presentare Baby 81, il loro quarto album che secondo la critica riesce a sintetizzare il rock di cui erano imbevuti i primi due lavori da studio B.R.M.C. e Take Them On, On Your Own (2003), con il folk e country blues che invece è caratterizza i suoni del successivo Howl (2005).
Gli spettatori si troveranno davanti una band compatta come il suono che produce, con un cantante e chitarrista, Peter Hayes (qui una sua intervista esclusiva), che all’occasione suona pure il basso, l’armonica e il trombone, un bassista, Robert Levon Been, che in caso di bisogno prende in mano la chitarra e canta, e un batterista, Nick Jago (unico non americano, originario del Davon) che si dedica alle percussioni e che piace molto al pubblico femminile.
Nessuno prevarica nessuno, sono tutti protagonisti e si dividono più o meno equamente la scena e i pezzi. E questo dopo che il gruppo nel 2004 aveva rischiato di sfasciarsi sotto i colpi dello stress da tournée, la rottura del contratto con la Virgin e le dipendenze dai narcotici di Jago. A guardarli sul palco con i loro giacconi in pelle nera sembrano dei motociclisti. E non è un caso visto che per il nome hanno preso spunto proprio dalla banda di Marlon Brando nel film del 1954 Il Selvaggio.

LA GALLERY

I VIDEO

  • daria.bianchi
  • Martedì 27 Novembre 2007

Emma ti amo: chi c’è dietro al messaggio che tappezza Parigi?

OkNotizie

Tweet

  • Tags: campagna-mediatica, emmajetaime, jean-paul-gaultier, la-chose, Parigi, paul, pubblicità
  • Lascia un commento

“Emma je t’aime. Reviens!” Paul. Il bel viso incorniciato dai capelli neri accanto al cuore su cui è impresso questo accorato appello appartiene ad Emma, la ragazza che il povero Paul ha perduto e che cerca disperatamente di riavere indietro attraverso una campagna mediatica senza precedenti. O meglio, con moltissimi precedenti nel mondo della pubblicità, ma nessun eguale tra i messaggi d’amore di un uomo qualunque.

Così mentre Parigi si copre di manifesti, e il messaggio rimbalza sotto forma di paginate di pubblicità su moltissimi giornali e di spot alla tv alla radio, sono rimasti in pochi a credere che si tratti davvero soltanto di un amante respinto che rivuole indietro la sua bella. La dimostrazione più lampante della presunta montatura starebbe nel fatto che dal blog emmajetaime il mesto Paul non risponda mai ai messaggi di solidarietà o alle domande dei visitatori. Ma perché investire una smodata quantità di soldi per ritrovare Emma se poi non si ha nemmeno voglia di parlare di lei su un blog aperto appositamente per celebrare il proprio amore?
Nella capitale francese il volto di Emma è diventato popolare quanto quello di Sarkozy e la riconquista di Emma è cominciata appena il 13 novembre. I giornali hanno cominciato a chiedersi chi fosse la misteriosa ragazza per riavere la quale un uomo era disposto a rovinarsi a furia di pubblicità. Ma anche a rischiare il collo per creare opere d’arte postmoderne la cui realizzazione è stata filmata e messa online da Paul nel suo blog. Eccolo che si arrampica sui tetti di Parigi per dipingere l’effige di Emma in dimensioni maxi. Peccato che il suo volto resti nell’ombra, nascosto dalla semioscurità e da una bombetta.

Sui blog impazzano le ipotesti. E qualcuno ha riconosciuto nel personaggio e in tutta la realizzazione della campagna una firma della haute couture che starebbe preparando il lancio di un nuovo prodotto. I segni della premeditazione ci sarebbero tutti, a partire dal fatto che il dominio del sito emmajetaime sarebbe stato registrato in agosto. Il nome che si fa è quello di Jean Paul Gaultier, “incriminato” in un video che lo mostra alla fine di una sfilata abbigliato esattamente come il misterioso Paul.

In un altro blog si ipotizza che dietro l’operazione ci sia l’agenzia La chose, non nuova a campagne basate sul mistero, ma maldestra nel modo di affrontare ciò che riguarda la parte internet: anche in questo caso il blog in cui non si interagisce con il pubblico è considerata una gaffe notevole.
Quello che pare chiaro è che la campagna è destinata ad avere una fine. Il calendario che compare in testa al blog parla chiaro: l’ultima data segnata è il 29 novembre. Dunque, perché il mistero sia svelato, basta aspettare.

  • marta.buonadonna
  • Lunedì 26 Novembre 2007

Il grande muro di stelle: l’opera d’arte nell’epoca del tag

OkNotizie

Tweet

  • Tags: arte, Chiara-Sottocorna, Derrick-de-Kerckhove, digitale, installazioni, Piero-Fantastichini, tag
  • Lascia un commento

LA GALLERY

Un enorme “totem della comunicazione” che mette insieme stelle e microchip, polvere di fosforo ed etichette intelligenti, maestria artigianale e tecnologie senza fili. L’arte in tutta la sua imponenza spettacolare, ma anche una riflessione sulla sua portata interattiva nell’era digitale. Questo e altro ancora è Il Grande Muro di Stelle, opera “comunicante” di Piero Fantastichini ospitata fino al prossimo 20 dicembre nel cortile dell’Accademia di Belle Arti di Roma. L’installazione è frutto dell’incontro “fatale” tra il poliedrico artista romano e Derrick De Kerckhove, direttore del McLuhan Program in Culture & Technology di Toronto.
Il monolite si presenta come un parallelepipedo (largo 6 metri e alto 8 metri) su cui sono installate 36 tele che raffigurano 12mila chip e 500mila stelle. Una superfice resa luminosa dai materiali utilizzati: resine, oro a foglia, argento, polvere di fosforo. E questo è il lato più artigianale dell’opera, accanto al quale, però, si muove una dimensione del tutto innovativa. Lungo la superfice, l’artista ha nascosto una serie di etichette RFID in grado di trasmettere dati e immagini su ulteriori dettagli nascosti nell’opera. Gli spettatori dotati di palmare o portatili predisposti alla connessione senza fili potranno così “navigare” ed esplorare l’opera anche dai propri monitor, seguendo le tracce segnalate da Fantastichini. “Ecco allora che il muro diventa penetrabile. E simbolicamente non delimita più lo spazio ma lo apre all’interpretazione”, spiega Chiara Sottocorona, esperta di nuove tecnologie.
“Il grande muro di stelle si pone come il firmamento elettronico del nostro ambiente cognitivo” sottolinea De Kerckhove “È un mondo che contiene un’infinità di livelli cognitivi e strati emozionali”. Al centro di questo mondo si trovano i tag, ovvero le etichette utilizzate per organizzare l’informazione online, ma anche i chip invisibili utilizzati per trasmettere dati: “Piero Fantastichini ci riporta alla logica del tag e al principio dell’ipertinenza (la capacità di un ipertesto di moltiplicare i significati pertinenti, ndr). È all’interno di questi due nuovi orizzonti che possiamo oggi spiegare le dinamiche di costruzione dell’arte che segue i movimenti del sapere ipertestuale, i rapporti tra le persone e fra le persone e l’opera d’arte nella società”.

LA GALLERY

  • nicolabruno
  • Lunedì 26 Novembre 2007
Articoli più recenti »
« Articoli precedenti
Televisione
Tutto sulla musica: concerti, spettacoli, classifiche, artisti
Cinema, di Simona Santoni

Tv, il blog di Angelo Ferrari




Abbonati a Panorama

I calendari 2012 I calendari 2012

Tutto su Belen Rodriguez Tutto su Belen Rodriguez

Tutto su Lady Gaga Tutto su Lady Gaga

 
assicurazione
 
mutui
 
prestiti
 
assicurazione.it Risparmia fino a 500€
mutui.it Risparmia fino a 15.000€
prestiti.it Risparmia fino a 2.000€
 
FacebookTwitter
NewsletterFeed rss
Mobile & AppsServizi SMS

Tag Cloud

al cinema Angelina Jolie arte Belen Rodriguez Cinema classifiche concerti dottor rock dvd Elisabetta Canalis Festival di Sanremo film film del weekend foto fotografia George Clooney gossip Grande Fratello in edicola con Panorama intervista interviste Isola dei Famosi italiani e sesso Lady GaGa libri Milano moda mostre Musica Panorama in edicola personaggi reality show sexy Simona Ventura sport Stasera in tv Street Art Factory talent show teatro Televisione trailer tv twitter video X-Factor

Talent show: le 10 star internazionali più amate su Facebook Talent show: le 10 star internazionali più amate su Facebook

Musica, le gallery più cliccate: Jennifer Lopez e Noemi in testa, e ci sono sorprese Musica, le gallery più cliccate: Jennifer Lopez e Noemi in testa, e ci sono sorprese



Gli ultimi articoli pubblicati

  • Kylie Minogue, ecco il nuovo videoclip ‘Timebomb’
  • Cannes 2012, Nicole Kidman: “Nella vita e nel cinema cerco forti emozioni”
  • Vasco choc: “Sono guarito da tre malattie mortali” - VIDEO
  • Rio Fashion week, al via tra le polemiche
  • Bob Dylan compie 70 anni, buon compleanno menestrello!




Le ragazze di Periscopio Le ragazze di Periscopio

Le foto più belle, settimana dopo settimana Le foto più belle, settimana dopo settimana

  • Home
  • Fotogallery
  • EPOCA
  • Edicola
  • Archivio
  • Info
torna su
  • Condizioni di partecipazione
  • Credits
  • Scrivi a Panorama
  • Feed Rss
  • Privacy
  • Gruppo Mondadori
  • Pubblicità
  • Abbonamenti
  • Scopri i siti mondadori
  • R101
Arnoldo Mondadori Editore
© 2007 Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. - Partita IVA 08386600152