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	<title>Cultura e societa &#187; Un post che vale oro. Se il blogger scopre il marketing</title>
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	<description>Canale Cult di Panorama.it</description>
	<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 15:54:22 +0000</pubDate>
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		<title>Un post che vale oro. Se il blogger scopre il marketing</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Dec 2007 09:42:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicolabruno</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Nella guerra per la visibilità online, l'importante è che si parli dei prodotti e si inneschi il circolo virtuoso del passaparola. Ecco perché alcuni servizi commissionano recensioni sui blog. E si attirano così le critiche di molti utenti ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://gallery.panorama.it/displayimage.php?pos=-16588"><img src="http://gallery.panorama.it/albums/userpics/10053/normal_paypost.jpg" border="0" /></a></p>
<p>&#8220;I mercati sono conversazioni&#8221;. Così si apriva il <a href="http://www.mestierediscrivere.com/testi/Tesi.htm" title="Cluetrain Manifesto" target="_blank" id="wcx7">Cluetrain Manifesto</a>, saggio del 1999 in cui quattro guru del web spiegavano come fare business nel nuovo scenario della rete. All&#8217;epoca gli autori non potevano immaginare, però, che nel giro di pochi anni le conversazioni tra blogger sarebbero diventate anche una nuova forma di marketing, &#8220;manipolata&#8221; e &#8220;retribuita&#8221; dalle stesse aziende. E, soprattutto, che una parte di utenti avrebbe guadagnato discrete somme di denaro facendo recensioni su commissione. O <a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/tecnologia/grubrica.asp?ID_blog=30&amp;ID_articolo=702&amp;ID_sezione=&amp;sezione=" title="marchetta" target="_blank" id="nrls">marchette</a> che dir si voglia.<br />
Nella guerra per la visibilità online, tutti i pubblicitari sono alla ricerca disperata di &#8220;buzz&#8221; (il chiacchiericcio): basta che si parli dei prodotti e si inneschi il circolo virtuoso del passaparola. Servizi come <a href="http://payperpost.com/" title="PayPerPost" target="_blank" id="vsvm">PayPerPost</a> sono pensati proprio per questo: offrono agli inserzionisti la possibilità di &#8220;rafforzare il brand attraverso la più vasta community di pubblicità generata dai consumatori&#8221;; dall&#8217;altra, permettono ai blogger di &#8220;guadagnare denaro fornendo feedback accurati ai pubblicitari&#8221;. Con la particolarità, però, che le recensioni positive solitamente vengono retribuite meglio delle stroncature.<br />
Questa nuova forma di marketing non è vista di buon occhio dagli osservatori più attenti del web. &#8220;PayPerPost mette in vendita la tua anima&#8221; <a href="http://www.techcrunch.com/2006/06/30/payperpostcom-offers-to-buy-your-soul/" title="titolava" target="_blank" id="tksn">titolava</a> TechCrunch al momento del lancio; mentre Business Week <a href="http://www.businessweek.com/magazine/content/06_28/b3992034.htm" title="parlava" target="_blank" id="ibj7">parlava</a> addirittura di &#8220;inquinamento della blogosfera&#8221;.<br />
Anche in Italia ci sono state <a href="http://mastroblog.wordpress.com/2006/10/30/payperpost-virus-e-zolfo/">molte</a> <a href="http://www.fogliata.net/2006/10/09/payperpost-il-male-assoluto/">critiche</a>, ma di fatto il servizio non si è mai diffuso, perché ci sono <a href="http://blog.tagliaerbe.com/2006/12/payperpost-pagato-per-postare-ma-solo.html" target="_blank">restrizioni</a> linguistiche (sono accettati solo blog in inglese). Nel frattempo è nato anche il &#8220;fratello buono&#8221; di PayPerPost. Si chiama <a href="http://www.giovy.it/?s=reviewme" target="_blank">Review Me</a> e lascia ampia libertà di comportamento agli utenti. <a href="http://www.giovy.it/?s=reviewme" target="_blank">Diversi</a> <a href="http://www.samuelesilva.net/dblog/cerca.asp?cosa=reviewme&amp;cerca=+%3C+" target="_blank">blogger</a> italiani l&#8217;hanno testato, e i primi commenti sono stati positivi: 30 euro accreditati subito dopo la registrazione e la prima recensione.<br />
Nonostante i mugugni e le polemiche, PayPerPost e i suoi <a href="http://www.reviewme.com/" title="tanti" target="_blank" id="aqvh">tanti</a> <a href="http://payu2blog.com/home.htm" title="cloni" target="_blank" id="vaj3">cloni</a>, stanno crescendo. <a href="http://www.blogs4biz.info/index.php/2007/07/13/perche_payperpost_piace_agli_investitori" title="Piacciono" target="_blank" id="urfo">Piacciono</a> agli investitori e ai blogger disposti a &#8220;vendersi l&#8217;anima&#8221;. Tra quest&#8217;ultimi c&#8217;è anche chi riesce a guadagnarsi un discreto stipendio. In questi giorni <a href="http://www.news.com/8301-10784_3-9814183-7.html?part=rss&amp;tag=feed&amp;subj=NewsBlog" title="Cnet" target="_blank" id="fb7s">Cnet</a> ha parlato di <a href="http://www.angschickencoop.com/?page_id=2" title="Angie Mecklenburg" target="_blank" id="y.3r">Angie Mecklenburg</a>: madre di quattro figli, da più di un anno gestisce diversi <a href="http://www.angschickencoop.com/" title="blog" target="_blank" id="i6rb">blog</a> e grazie alle pubblicità contestuali di Google e a servizi alla &#8220;pay per post&#8221;, riesce a raccimolare in media 1200 dollari al mese. E non è l&#8217;unico caso: il network <a href="http://www.izea.com/" title="Izea" target="_blank" id="ibil">Izea</a> ormai conta su 11.000 inserzionisti e 85.000 blogger iscritti. Per un post di media lunghezza (200 parole) vengono offerti 18 dollari. E in un anno si può arrivare anche a 18.000 dollari complessivi. Così come ha fatto <a href="http://www.simplekindoflife.com/" title="Simple Kind of Life" target="_blank" id="l-by">Simple Kind of Life</a>, blog gestito da ragazza trentunenne della Florida.</p>
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