- Tags: Amedeo-Minghi, Anna-Tatangelo, Festival di Sanremo, Francesco-Tricarico, Frankie-Hi-Nrg, Gianluca-Grignani, Gianna-Nannini, Giò di Tonno, L’Aura, Lola Ponce, Loredana-Bertè, Manuela-Villa, Mario-Venuti, Matia-Bazar, Max-Gazzé, Mietta, Pippo Baudo, Sanremo 2008, Sergio-Cammariere, Teddy-Reno, Toto-Cutugno
- 6 commenti
“Perché Sanremo è Sanremo”, dice l’allegro motivo che da anni accompagna le serate del Festival della canzone italiana. Infatti, per quanto si annuncino nuovi conduttori e cantanti, a ogni nuova edizione ci tocca sorbirci lo stesso polpettone. Neanche quella del 2008 farà eccezione. Pippo Baudo (conduttore e tutto fare) ha dato ancora la sua indelebile impronta, raggruppando cantanti di tutti i tipi e adatti a tutti i palati musicali, tanto per non scontentare nessuno e per tenersi tutti buoni. Ci saranno, dunque, personaggi che si sposano bene con il revival (Little Toni in testa, poi Amedeo Minghi, Loredana Bertè, Toto Cutugno) le giovani leve delle musica per “ragazzi” (Finley e Fabrizio Moro), passando attraverso nomi che mai avremmo pensato potessero calcare il palcoscenico del teatro Ariston. Sopra tutti: Eugenio Bennato e Frankie Hi-Nrg. Per altri, come Sergio Cammariere, L’Aura, Francesco Tricarico, Gianluca Grignani, Max Gazzè e Mario Venuti, Sanremo non è mai sembrato un pensiero così lontano, anzi per loro non si tratta della prima apparizione.
Quello che però stupisce, ancora una volta, è l’assenza di idee. Se è prevedibile che molti, a partire da Bennato, Frankie Hi-Nrg, Cammariere, Tricarico e Gazzè, si contenderanno i consensi della critica, altri rimarranno ancorati alla canzone sanremese standard. E ciò che più colpisce è come non sono solo i “vecchietti” a proporre lo stesso stile ormai da anni, ma ormai lo fanno anche i cosiddetti “giovani”. Così, canzoni e musiche nascono già vecchie.
Qualche esempio: Anna Tatangelo, che pure ha cercato di svecchiare il suo modo tradizionale di cantare proponendo un brano che parla di omosessualità. Mietta alla quale ci sentiamo di consigliare una botta di vita musicale lasciando cadere, per una volta almeno, i soliti e stantii argomenti amorosi. Poi Giò di Tonno e Lola Ponce che presentano un brano scritto da Gianna Nannini e che puntano tutto sul ritornello di sicuro impatto. Nell’attesa della pratenza della kermesse cìè una sola consolazione. Meno male che in finale, tra i big, non sono arrivati Manuela Villa, Teddy Reno e Matia Bazar. Avremmo pensato davvero di essere al Festival degli anni ’50.
- Lunedì 28 Gennaio 2008










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Commenti
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Il 28 Gennaio 2008 alle 19:15 norahjones ha scritto:
…veramente i Matia Bazar negli anni 50 andavano all’asilo, visto che anche il più anziano di loro è nato nel ‘48…
:-)
Il 28 Gennaio 2008 alle 20:33 daniele1950 ha scritto:
Sono d’accordo con norahjones sui Matia Bazar; ottima band anni ‘70/’80, il fatto è che ora abbiamo centinaia o migliaia di radio, TV, siti internet che trasmettono musica e non più solo Sanremo come negli anni scorsi, Sanremo è fuori tempo massimo, come i Matia e come quasi tutti i cantanti presentati e il vincitore sarà uno che è simpatico al potere attualmente in carica. Daniele
Il 29 Gennaio 2008 alle 15:15 Sanremo: cinque serate tra stop and go e super ospiti » Panorama.it - Cultura e società ha scritto:
[...] LEGGI ANCHE: Quanti giovani dinosauri al Festival [...]
Il 29 Gennaio 2008 alle 18:51 nickneim ha scritto:
daniele1950, sanremo è soltanto un evento televisivo: la musica non c’entra niente.
:D
Il 27 Febbraio 2008 alle 15:36 rondini19 ha scritto:
Non è vero, io ho sentito belle canzoni, basta con i soliti pregiudizi, le canzoni si ascoltano con attenzione due, tre volte prima di lapidarle.
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