L’ego-surfing, si sa, è una delle pratiche più diffuse tra chi frequenta regolarmente la rete. Secondo un’indagine dell’autorevole Pew Internet & American Life Project, almeno un navigatore su due digita il proprio nome sui motori di ricerca per controllare “cosa si dice”. Una pratica che diventa ancora più maniacale tra alcune frange “celopiulunghiste” della blogosfera o dei social-network. Molti blogger italiani, ad esempio, sono ossessionati dalla posizione nella classifica realizzata da Blogbabel. Come ha spiegato Luca Sofri in un recente articolo, “almeno duemila allodole ogni mattina vanno a vedere in che posizione della classifica - aggiornata alle sette tutti i giorni - sta il loro blog. E si eccitano, o si deprimono, a seconda di quel che vedono”. Ed è così anche per i social network: il numero di amici su Facebook o su Twitter per molti iscritti è indice di popolarità e successo.
Una forma di narcisismo digitale per il quale ora è stato elaborato anche un quoziente numerico. Si chiama QDOS ed è stato pensato apposta per misurare in maniera più attendibile il proprio status online. Basta registrarsi al sito, inserire i diversi profili di social network su cui si è attivi, e il sistema elabora automaticamente un punteggio. Ad essere preso in considerazione non è soltanto il numero di volte che il proprio nome compare online (come fanno i motori di ricerca), ma anche parametri come l’impatto e la frequenza delle attività. L’ideale, quindi, per gli ego-surfer più sfrenati.
Per i fondatori di QDOS il vero scopo del servizio è anche un altro: spingere gli utenti a prendere maggiore dimistichezza con il proprio status digitale per sapersi difendere dagli eventuali (e sempre più frequenti) abusi.
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- Mercoledì 30 Gennaio 2008






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Commenti
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Il 30 Gennaio 2008 alle 14:59 Cronachesorprese » Qdos, il narcisismo e il suo contrario ha scritto:
[Trackback] Misurare la propria presenza su internet con il Qdos…
Il 3 Marzo 2008 alle 11:19 sabri_01 ha scritto:
Concordo pienamente con la tua idea di narcisismo e reputazione online, particolarmente significativa per le organizzazioni. Ma il problema allora divente: come posso scoprire come si è visti nel Web? Dopo alcune ricerche in rete, e diverse delusioni per alcuni servizi offerti gratuitamente in internet, ho scoperto il Reputation Guardian. é un servizio che sto valutando… e la società sembra seria!Cosa ne dite?
Il 3 Marzo 2008 alle 21:22 nicolabruno ha scritto:
Non conosco Reputation Guardian. facci sapere come ti trovi, quando inizi a testarlo. E comunque, si, la reputazione sta diventando il prossimo fronte caldo della rete. non solo per le organizzazioni (che già corrono ai ripari con l’astroturfing), ma anche per politici e semplici cittadini. Più che di un protettore della reputazione, sono però convinto che ci sia bisogno di una nuova etica condivisa per la “rete trasparente”: la libertà di espressione spesso viene confusa con la diffamazione, l’offesa gratuita, la violazione della privacy.
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