![[i]Regia[/i]: Francesco Patierno<br /> [i]Cast[/i]: Elio Germano, Laura Chiatti, Martina Stella, Gianmarco Tognazzi, Donato Placido, Carlo Monni, Corrado Fortuna, Dario Vergassola<br /> [i]Genere[/i]: Commedia<br /> [i]Nazione[/i]: Italia<br /> [i]Distribuzione[/i]: [url=http://www.medusa.it/]Medusa[/url]<br /> [color=red]Nelle sale dal 29 febbraio[/color]](http://gallery.panorama.it/albums/upload/febbraio08/film29feb/normal_mattino-oro-in-bocca2.jpg)
LA GALLERY DEI FILM DELLA SETTIMANA
Di solito i film biografici raccontano vite intense di personaggi passati. Non è il caso di Il mattino ha l’oro in bocca, che arriva nelle sale italiane il 29 febbraio e racconta le vicende di Marco Baldini, vivissimo e celebre voce (e volto) che con Fiorello conduce Viva Radio2. La sua esperienza di successo e “dannazione”, infatti, ha molto il sapore di romanzo. E il primo a scoprirlo è stato Baldini stesso, scrivendo il libro autobiografico Il giocatore, a cui si è liberamente ispirata la pellicola di Francesco Patierno. Scoperto in una discoteca come deejay, giovanissimo, Baldini è chiamato in una radio privata, per condurre un programma del mattino. Che funziona. Ma con la buona sorte arriva anche la passione per l’azzardo e le corse ippiche. Più aumentano i suoi stipendi, più aumentano le perdite. E arriva anche il vizio del poker. La chiamata a Radio Deejay sembra raddrizzare tutto. Arriva il successo tanto desiderato, ma contemporaneamente le batoste al gioco. La sala ippica diventa la sua seconda casa… In radio Cecchetto gli affianca Fiorello e con la trasmissione in coppia i due decollano. Purtroppo anche i debiti…
A interpretare Baldini nel lungometraggio, uno dei migliori attori della nuova generazione italiana, Elio Germano. Mentre Fiorello è Corrado Fortuna. Qui il trailer da Youtube:
“Personalmente il film mi fa pensare a un Pinocchio ambientato negli anni ‘80″ dice Germano, “è in sostanza un romanzo di formazione, con un personaggio tenero, bizzarro e immaturo che incontra un’altra serie di personaggi, c’è un Gatto e c’è una Volpe, un Lucignolo, un babbo che torna in scena e tante altre figure che ricordano il romanzo di Collodi, con l’aggiunta di un protagonista capace di mentire continuamente…”.
Il video servizio:
Il 29 febbraio segna l’arrivo al cinema anche di una pellicola francese molto attesa, Persepolis, premio della Giuria al Festival di Cannes. Film d’animazione autobiografico di Marjane Satrapi (tratto dalla sua graphic novel), realizzato insieme a Vincent Paronnaud, è il racconto della maturazione di una ragazzina, Marjane, in Iran, durante la rivoluzione islamica. Attraverso i suoi giovani occhi si vede il venir meno delle speranze di un popolo quando i fondamentalisti prendono il potere imponendo il velo alle donne e imprigionando migliaia di oppositori. Il trailer da Youtube:
Le immagini sono in bianco e nero (”ho sempre paura che il colore possa diventare volgare” spiega l’autrice), le ambientazione e gli sfondi astratti.”Il film è una combinazione di cose diverse:” racconta la Satrapi, “l’espressionismo tedesco e il neo-realismo italiano. Propone scene estremamente crude e realistiche, in un contesto estremamente stilizzato”.
![[i]Regia[/i]: Vincent Paronnaud, Marjane Satrapi<br /> [i]Cast[/i]: Catherine Deneuve, Danielle Darrieux, Simon Abkarian, Gena Rowlands, Chiara Mastroianni, Tilly Mandelbrot<br /> [i]Genere[/i]: Animazione<br /> [i]Nazione[/i]: Francia<br /> [i]Distribuzione[/i]: [url=http://www.bimfilm.com/]Bim[/url]<br /> [b][url=http://www.persepolis-ilfilm.it/]Il sito ufficiale[/url][/b]<br /> [color=red]Nelle sale dal 29 febbraio[/color]<br />](http://gallery.panorama.it/albums/upload/febbraio08/film29feb/normal_persepolis2.jpg)

La 58esima edizione del festival di Sanremo potrebbe anche essere l’ultima. La convenzione tra la Rai e il Comune ligure è infatti scaduta. Dovrà essere rinnovata nei prossimi mesi, ma i problemi sul tavolo sono tanti. E l’accordo potrebbe non ripetersi.
La federazione che raggruppa le case discografiche (FIMI) ha dichiarato di non avere intenzione di sostenere ancora il festival. La Rai cerca invece un rilancio che dovrebbe però rivedere la formula della manifestazione: per bocca di Piero Chiambretti, Pippo Baudo e addirittura del direttore di RaiUno Frabrizio Del Noce, si auspica almeno di ridurre il numero delle serate (a un massimo di tre). Alle polemiche si aggiungono poi le sentenze trancianti di molti critici musicali e televisivi. Quasi con voce sola, gli esperti hanno commentato in questi giorni che ormai il festival ha una formula vecchia, e in sostanza “non parla più al Paese”. Dunque i prossimi scenari sono almeno due: un mini Sanremo a partire dalla prossima edizione oppure un’Italia senza senza festival della canzone. Un’ipotesi, quest’ultima, che fa già inorridire il Comune ligure, ormai abituato da 58 anni a fare il pieno in cassa col tutto esautrito tra hotel e ristoranti. E a rimettere i conti a posto grazie all’enorme pubblicità.
Voi che ne pensate? Abolire il festival o ripensarlo del tutto? Dite la vostra nel forum.

Se è vero che l’e-government in Italia è praticato più a parole che nei fatti, altrettanto si può dire della comunicazione politica online. Nessun partito, finanche il tanto 2.0 sito del Partito Democratico, ha puntato più di tanto su nuove strategie di coinvolgimento e partecipazione per i cittadini-elettori. A parte la mania dei blog che sembra contagiare un po’ tutti al momento della campagna elettorale (l’ultimo arrivato è Piero Fassino) per poi dimenticarsene il giorno dopo i risultati, in Italia si continua a fare comunicazione solo per la tv e i giornali. E al web si ricorre come a una semplice vetrina su cui duplicare contenuti spesso pensati per altri media.
Per trovare qualcosa di più innovativo in Italia bisogna guardare verso il sottobosco della rete, dove stanno prendendo piede diverse iniziative di politica partecipata. Due servizi sbarcati di recente online meritano un’attenzione particolare. Il primo è WikiDemocracy e si presenta come “un progetto collaborativo e democratico per la stesura e revisione di programmi politici”. Per ogni partito è previsto uno spazio apposito in cui, secondo l’approccio sperimentato con successo su Wikipedia, ciascun membro può discutere e apportare modifiche ai programmi elettorali. Ideato dall’imprenditore delle telecomunicazioni Stefano Quintarelli, il servizio ha ricevuto apprezzamenti, anche se in molti lamentano l’impostazione troppo allineata sul modello dei partiti. “L’idea è accattivante. Peccato, però, che non si possano inventare anche nuovi partiti, e occorra invece ispirarsi a quelli già esistenti” scrive il blog Politicaduepuntozero “Il gioco sarebbe stato più allettante, soprattutto nel Paese in cui esistono 158 partiti, 57 milioni di commissari tecnici della nazionale di calcio e almeno altrettanti aspiranti Premier e Ministri…” .
Dagli autori di “Voisietequi” (ricordate il test presentato alla vigilia delle politiche del 2006 per scoprire a quale partito si era più vicini?) è invece arrivata una proposta ancora più interessante e che guarda ben oltre l’attuale campagna in corso. Si chiama OpenPolis e sulla falsariga di progetti di watch-dogging già esistenti all’estero (si veda OpenCongress o Congresspedia) intende dar vita a un “sistema di documentazione collettiva per rendere la politica più trasparente”. Basta inserire il proprio Cap per scoprire chi sono i rappresentanti eletti nelle varie sedi istituzionali (dal Comune al Parlamento Europeo). Una sezione denominata “indice di attività” permette di monitorare il numero di atti firmati da ogni parlamentare. E così scoprire chi sono i più stakanovisti e chi i più fannulloni. Il tutto in maniera documentata e indipendente, lontano anni luce dalla retorica televisiva.

Nata a Parigi, ma di origine israeliana, Yael Naim è uno dei piatti forti di questa sera sul palco dell’Ariston. La sua esibizione è prevista per le 22.30: la cantante presenterà New Soul, un mix straordinario di pop folk e jazz che la giovane vocalist eseguirà con il suo fedele partner musicale David Donatien. “Ho 20 anni ma ho già vissuto abbastanza”, racconta con un sorriso contagioso. “Nel mio curriculum ci sono anche due anni di militare. In Israele è obbligatorio pure per le ragazze. Ho imparato a sparare, ma non ho un buon rapporto con le armi”, dice.
Prima in classifica in Francia e con una buona serie di passaggi radiofonici in Italia, Yael è un passo dal cambiare vita: “Certo, tutti vogliono diventare famosi, però io ho sempre sperato di rimanere una musicista apprezzata ma di nicchia: E invece le cose stanno andando benissimo”. Un sogno da musicista? “Cantare o suonare qualcosa con Bjork. La adoro perché tutto quello che fa è unico, inimitabile. È una donna di grande talento e personalità”.

In Italia la chiesa di Scientology si prepara a chiedere il riconoscimento come religione. Anche per questo motivo sta acquistando immobili di rappresentanza in alcuni capoluoghi italiani. L’ultima acquisizione è un edificio romano di 6.000 metri che apparteneva alla Chiesa cristiana d’Irlanda. Operazione finalizzata a estendere la sua influenza sulla città, si legge in alcuni documenti riservati. È quanto emerge da un’inchiesta di Panorama, nel numero in edicola da domani, su come Scientology sta aumentando la sua influenza in Italia, a partire dal mondo economico.
I metodi diffusi da Ron Hubbard, fondatore dell’organizzazione, sono stati venduti ad aziende come la Kellogg’s, l’Ina Assitalia, la Biofin, la Hayes Lemmerz e l’Assopiastrelle. Aziende che, seppur indirettemente e senza averne consapevolezza, avrebbero finito per finanziare il movimento.
Secondo l’inchiesta di Panorama, in Italia sono 235 le aziende che aderiscono al Wise, braccio economico del movimento. Tra queste c’è di tutto: dal carrozziere alle grande società di consulenza. Notevole pure il numero dei fedeli che, negli ultimi, vent’anni ha fatto ingenti donazioni al movimento: 960 persone hanno versato più di 30 milioni di euro. Il più generoso è stato un costruttore italiano, che ha donato un milione di dollari.
LEGGI ANCHE: Il capo del gabinetto di Sarkozy apre a Scientology - La rivolta degli Anonymous - Scientology: alla sbarra in Belgio, ma assolta in Spagna

A partire dal numero in edicola venerdì 29 febbraio, Panorama cambia volto e si presenta ai lettori con una veste rinnovata. Una prima, importante novità riguarda il formato, più compatto e internazionale, simile a quello di grandi newsmagazine stranieri. Anche l’aspetto grafico muta sensibilmente, conferendo al settimanale maggior leggibilità ed eleganza. E un radicale cambiamento investe l’aspetto iconografico di Panorama: le immagini, di altissima qualità e di notevole impatto, daranno alla testata un’immagine ancora più autorevole, anche grazie alla pubblicazione di fotoreportage inediti.
Inoltre verrà offerta ai lettori l’opportunità di approfondire in rete su Panorama.it, con contenuti multimediali, le tematiche trattate, attraverso appositi richiami all’interno dei servizi.

Un ammutinamento dei cantanti in gara nella terza serata del Festival di Sanremo? È la provocazione lanciata come ipotesi dal presidente della Fimi Enzo Mazza, secondo il quale “se tutti i cantanti faranno qualcosa per essere squalificati dalla gara, si esibiranno ugualmente sul palco, come e’ stato deciso per la Bertè”.
Sarebbe un gesto di protesta contro la decisione della Rai di consentire comunque a Loredana Bertè di proporre fuori gara il brano Musica e Parole, escluso ieri dalla competizione. “Se i cantanti faranno qualcosa per farsi squalificare e uno non la fa, quell’uno vince il festival”, ha replicato il capo ufficio stampa Rai Bepi Nava.
Sul caso Bertè poco fa le associazioni dei discografici Fimi, Afi e Pmi, hanno diffuso un comunicato in cui si afferma: “Le associazioni dei discografici firmatarie della convenzione con Rai sul Festival di Sanremo hanno chiesto a Rai il rispetto del regolamento con riferimento all’episodio riguardante un’artista in gara e il brano in concorso”.
“Abbiamo rispettato il regolamento” ha replicato il capostruttura di Raiuno Giampiero Raveggi “Il direttore artistico ha facoltà di proporre un artista come ospite della serata. Mi sorprende che rappresentanti di questa categoria non percepiscano la sensibilità del gesto di umanità e sensibilità artistica fatto da Baudo nei confronti di una persona che ha subíto un tradimento di fiducia”.
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Con le elezioni in vista, un po’ tutti i partiti li stanno corteggiando, da una parte all’altra dello schieramento. Sono oltre 60mila e rappresentano uno spaccato interessante del paese: età media 30-45 anni, iper-informati, molto attivi e battaglieri sul territorio. Oltre che sul web, naturalmente.
Sono gli “Amici di Beppe Grillo”. Spesso vengono assimilitati in toto al loro ispiratore, ma loro non ci stanno. Scrive Leonardo Roli, 21 anni, modenese: “Grillo non è il nostro leader. Ha la sola funzione di dare voce a noi. Quello che scrive sul suo blog, se non sono commenti a notizie nazionali, viene da quello che noi gli riportiamo”. Ovvero quanto emerge dalle conversazioni e dalle discussioni che ogni giorno animano i Meetup degli “Amici di Beppe Grillo”.
Una realtà ancora poco conosciuta, in cui si è calato Enrico Maria Milič dell’istituto di ricerca Swg, conducendo una ricerca etnografica (qui la versione integrale in pdf) da novembre 2007 a gennaio 2008 tra “i grillini e le cicale” di quattro città italiane (Napoli, Prato, Treviso e Trieste). Lo scopo? Offrire una chiave di lettura quanto più neutrale ed esaustiva possibile, considerato che il fenomeno Grillo spesso alimenta facili esaltazioni e altrettanto facili pregiudizi.
Piuttosto che un “popolo bue” fanatico del leader maximo, Milič li descrive come un ‘movimento-accanto’: “Non esiste un’organizzazione formale che riconosca Grillo leader (…) Tutti gli attivisti rivendicano la propria autonomia di pensiero e di azione da lui”.
I risultati della ricerca sono stati sintetizzati in dieci punti, da cui emerge il ritratto di migliaia di cittadini che “partecipando, danno una risposta alla loro frustrazione emozionale per le condizioni sociali dell’Italia”. Le tematiche al centro del dibattito “rispondono a un’agenda fortemente influenzata dai processi della globalizzazione e dai consumi come fattore identitario (…): difesa dell’ambiente e sviluppo di energie eco-sostenibili, traffico e mobilità non inquinante per tutti, sviluppo di strumenti di e-democracy”. Molti tendono ad allinearsi sulle strategie suggerite di Grillo, ma a livello territoriale rivendicano una totale libertà d’azione. I risultati, però, spesso non sono eccezionali: “Escludendo alcuni casi importanti, il movimento sul territorio ha dimostrato scarsa capacità di incidere sulla politica locale”.
E comunque, non si facciano troppe illusioni i partiti che in questi giorni sventolano atteggiamenti anti-politici e ammiccano alle posizioni di Grillo. I suoi “amici” hanno una struttura “postmoderna” ed estremamente eterogenea: “Ogni gruppo agisce secondo dinamiche diverse (dalla non-organizzazione all’associazione) e si pone obiettivi diversi, che siano solo quello di fare da media di informazione e sensibilizzazione, o addirittura di partecipare tramite liste civiche alle elezioni amminstrative”.