Il Grammy per il miglior album dell’anno va ad un veterano di un genere musicale senza tempo: il jazz. Herbie Hancock ha vinto per il suo tributo a Joni Mitchell, River: The Joni Letters. Non è stato l’unico momento di gloria per il jazzista, Hancock ha infatti ricevuto insieme al pianista asiatico Lang Lang una standing ovation per aver suonato in duetto, durante la serata, il celebre classico di Gershwin, Rhapsody in Blue. Hancock non è riuscito a rovinare la festa a distanza, alla quale Amy Winehouse era ormai preparata. La cantante inglese, in collegamento da Londra per non aver ricevuto in tempo il visto di entrata negli Stati Uniti, ha potuto emozionarsi e abbracciare i genitori (con lei in uno studio della capitale inglese), per le cinque statuette ricevute: migliore nuova artista, miglior record dell’anno, miglior album vocale per Back to Black e miglior canzone e miglior performance pop per la canzone Rehab, il cui titolo suona profetico dopo le ultime vicissitudini della cantante, ora in cura in un centro di disintossicazione dalla droga.
Quattro statuette sono andate all’altro favorito della serata Kanye West, che aveva al suo attivo il maggior numero di nominations, otto. Kanye, ha vinto fra l’altro i grammofonini per il miglior album rap per Graduation e per la migliore rap solo performance con Stronger. Il cantante, in lutto per la morte della madre avvenuta lo scorso novembre a causa delle complicazioni di un intervento chirurgico, si è esibito in un’emozionante versione della sua canzone Hey Mama. La sua capigliatura mostrava la parola Mama scritta con un gioco di rasatura dei capelli. Accettando il premio ha dedicato parole d’affetto alla donna: “Continueró a renderti orgogliosa di me”. Un altro momento toccante della serata è stato l’omaggio a Luciano Pavarotti reso da Andrea Bocelli che prima di cantare, insieme al collega Josh Groban, la canzone The Prayer, ha ricordato il grande tenore italiano: “Ha dato al mondo emozioni e momenti indimenticabili. La sua voce e la sua generosità rimarranno per sempre”.
Poi la serata è proseguita con le premiazioni. Tre Grammy sono andati alla leggenda del rock Bruce Springteen premiato con la Best Rock Instrumental Performance per Once Upon A Time In The West e, per Radio Nowhere, con i premi per la migliore canzone rock e la migliore Solo Rock Vocal Performance. Justin Timberlake ha ottenuto i Grammy per la migliore performance maschile e per la miglior dance recording, I Foo Fighters hanno vinto il premio per il miglior album rock, con Echoes, Silence, Patience & Grace e, con la canzone The Pretenders, il premio Best Hard Rock Performance. Rihanna ha vinto il grammofonino per la migliore collaborazione rap/sung con il suo popolarissimo Umbrella. Alicia Keys, che ha aperto la serata cantando in duetto con una registrazione di Frank Sinatra, e poi è stata premiata per la categoria Best R&B Song per il suo No One. Grande sconfitta della serata Beyoncè che non ha portato a casa nemmeno un grammofonino, ma si è consolata cantando un trascinante medley di successi con Tina Turner. Emozionanti anche le esibizioni di Aretha Franklin e Jerry Lee Lewis. I Beatles, rappresentati alla serata da Ringo Starr e Yoko Ono, sono stati omaggiati con uno spettacolo acrobatico dei ballerini del Cirque du Soleil, sulle canzoni dello storico gruppo di Liverpool.
- Lunedì 11 Febbraio 2008










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Il 12 Marzo 2008 alle 12:31 Amy Winehouse tra Paul McCartney e il vizietto della gas chamber » Panorama.it - Cultura e società ha scritto:
[...] Gas Chamber. Questo il nome del nuovo gioco di Amy Winehouse, che stavolta inciampa in un bicchiere di vodka. La cantante britannica, vincitrice di 5 Grammy, è stata sorpresa durante un party selvaggio al Bungalow 8, uno dei locali più trendy di Londra, in compagnia dei suoi inseparabili amici di bevuta, Kelly Osbourne and Mark Ronson. Stanchi del solito sballo, i tre hanno pensato bene di gareggiare in una performance davvero singolare: sniffare vodka anzichè berla. È bastato prendere una cannuccia e un bicchiere pieno del superalcolico. E poi tappare una narice e aspirare forte con l’altra. Un gioco molto pericoloso, come conferma un medico londinese: “Nella vodka ci sono additivi che danneggiano i polmoni e le mucose di naso e trachea. Non passando attraverso il fegato, si corre il rischio di infiammare il cervello e comprometterlo in maniera permanente. È da irresponsabili e può uccidere”. [...]
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