Non è ancora giunta a metà corsa, ma la Berlinale viene già fortemente messa in discussione dalla stampa tedesca. Ad essere presa soprattutto di mira è la scelta dei film in concorso, con la Frankfurter Allgemeine Zeitung che parla oggi di un’edizione “particolarmente zoppicante verso il basso”. Il giornale si mostra pessimista anche per quanto riguarda i film non ancora mostrati e spiega che “un’impennata verso l’alto è poco probabile”.
Dopo l’inizio in grande stile con il film candidato all’Oscar Il petroliere, del regista Paul Thomas Anderson, che a giudizio della ‘Faz’ “ha fissato l’asticella ad un livello che nessun altro film ha finora nemmeno lontanamente raggiunto”, il giornale di Francoforte scrive che “da allora tutti gli altri contributi sono stati per la maggior parte nulli”. “Anche quei film girati con molto impegno hanno fatto fallimento”, sostiene la ‘Faz’, compresi quelli tanto attesi come Julia, di Erick Zoncas. Infuriano invece le polemiche per le forti scene di violenza del film Tropa de Elite (squadra d’elite) del regista brasiliano Jose’ Padilha, che hanno turbato pubblico e critica. Il quotidiano ‘Tagesspiegel’ rimprovera al regista di prendere “troppo poco le distanze dal fascino esercitato dall’addestramento militare e lo spirito di corpo della squadra di polizia”. In un’intervista allo stesso giornale, Padilha difende la sua scelta artistica nel mostrare “in maniera molto diretta la violenza e la corruzione della polizia” di Rio de Janeiro. Il regista contesta l’equazione tra povertà e violenza, poiché “in molte città del mondo c’è più povertà che a Rio e a San Paolo, ma meno violenza. Lo scorso anno i poliziotti brasiliani hanno ammazzato più di mille persone, negli Stati Uniti i morti sono stati 200, ma con una popolazione di 300 milioni di persone”.
Atmosfera tesa anche in sala, ieri, dove fischi del pubblico e protesta di Catherine Deneuve hanno sottolineato l’arrivo alla Berlinale del secondogenito del colonnello Gheddafi, Seit al-Islam, invitato al gala di beneficenza della manifestazione “Cinema for Peace”. Al momento di fare il suo ingresso nella ‘Konzerthaus’, la grande sala da concerti sulla Gendarmenplatz, il figlio del Colonnello è stato fischiato dal pubblico assiepato per l’arrivo di molte star del cinema presenti a Berlino, come Ben Kingsley, Joseph Fiennes, Catherine Deneuve, Christopher Lee, il cantante Bob Geldof e la soprano russa Anna Netrebko. La Deneuve aveva definito “indecente” la presenza del figlio di Gheddafi, a causa del mancato rispetto dei diritti umani nel suo Paese e aveva aggiunto che “se lo mettono al mio tavolo non gli stringerò la mano”. Per evitare incidenti, gli organizzatori hanno sistemato l’attrice e Seit al-Islam al-Gheddafi a due tavoli di distanza l’uno dall’altra. Ma la misura di sicurezza non ha evitato le proteste dell’attrice.
- Martedì 12 Febbraio 2008










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