Di Gianni Poglio
Gorgheggi e vocalizzi potenti intervallati da tonfi sordi sul parquet. Sono questi i suoni che filtrano dalle persiane socchiuse di un’antica villa di Biella a tre piani trasformata nel quartier generale del cast di Hair. Qui, immersi nel verde di pini secolari e slanciatissimi, sono impegnati da settimane in una serie di prove estenuanti tutti i protagonisti dalla versione italiana dello storico musical della hippy generation.
Al debutto del 19 febbraio, nel teatro Colosseo di Torino, manca poco e l’adrenalina si fa sentire. Il giorno e la notte si confondono e le ore di sonno sono ormai ridotte al minimo essenziale. Il primo che incrociamo tra spartiti, bottiglie d’acqua minerale e frutta sparsa un po’ ovunque è il coregista e coreografo Luca Tommassini, l’italiano che ha dato lezioni di ballo a Madonna sul set di Evita. “Siamo molto amici. E, quando capita, riusciamo anche a concederci un pranzo insieme. Ai tempi del film su Evita era incinta di 4 mesi e aveva il terrore di perdere la sua prima figlia. Così le ho fatto provare i passi in sicurezza stringendola forte per evitare che cadesse. Altri tempi. Oggi, la sfida da vincere è Hair. Il cast è ottimo e il lavoro fatto da Elisa sulla colonna sonora è semplicemente straordinario”.
“Ho accettato d’istinto senza pormi troppe domande” racconta la voce più pura e cristallina d’Italia. “Per ragioni anagrafiche non ho vissuto il ‘68, ma la generazione “love and peace” me la sento tatuata dentro. Io una fricchettona in casa ce l’ho avuta davvero: mia madre” racconta Elisa. “Lei non è sessantottina nel look, è proprio “hippy inside”, una donna libera che se ne infischia delle convenzioni. Un po’ come i protagonisti di Hair, una tribù aperta, fondata sull’amicizia e la tolleranza, che si oppone alla guerra in Vietnam. E che smonta, uno dopo l’altro, tutti i tabù sessuali. Questo musical, andato in scena per la prima volta nell’ottobre 1967, è la fotografia di una generazione che ha provato a fermare il mondo. E che per un po’ c’è anche riuscita. Era un movimento che partiva dal basso, che non aveva connotazioni politiche, il frutto di una passione sincera”.
Quella passione che oggi la politica non muove più, insomma. “Io non voto da anni” spiega la cantante friulana “perché i politici non sono credibili, mentre gli ideali di armonia e partecipazione di cui è impregnato Hair hanno ancora la forza di sedurre molti giovani di oggi”. Compresi i ragazzi del cast, cantanti e ballerini reclutati in America, Sud Africa, Germania e, naturalmente, in Italia.
Sul palco i loro corpi morbidi e sinuosi si intrecciano e si plasmano come palline di pongo agli ordini del re dei coreografi, l’americano David Parsons, che li scruta seduto in platea mentre provano per la millesima volta una scena di gruppo: “In molti momenti dello show i protagonisti sono fisicamente vicini, incollati l’uno all’altro. Un’immagine che dà il senso della tribù, dello stare insieme” spiega Parsons. “L’effetto ottico che voglio ottenere è una moltitudine di corpi che si trasforma in uno solo. E sa perché? Questa è la forza della generazione di Woodstock: una moltitudine senza leader mossa dagli stessi ideali. Quando ne parlo, i ragazzi dello spettacolo mi ascoltano a bocca aperta, quasi rapiti da uno squarcio di storia moderna che avrebbero voluto vivere in prima persona. Il mio lavoro è convincerli ad abbandonare gli schematismi della danza. Per essere credibili come protagonisti di Hair, devono dimenticarsi di essere atleti. In uno spettacolo così non conta la tecnica, ma il cuore”.
A interrompere il filo del ragionamento del coreografo d’Oltreoceano pensa la musica che arriva dagli amplificatori del palco. Le melodie sono quelle, celeberrime, di Aquarius e Let the sunshine in, i due brani culto del musical che Elisa ha riarrangiato e trasformato secondo il suo gusto inconfondibile. “Sono stata molto coraggiosa, ma anche rispettosa. In fondo, ho solo voluto aggiungere un tocco di modernità. Ho preso le canzoni originali e le ho contaminate con un pizzico di Green Day, Red Hot Chili Peppers e Beyoncé. Non c’era bisogno di stravolgere tutto. In ogni caso, mi sono divertita: fare musica senza essere vincolata dall’incidere un disco a mio nome è meraviglioso. E poi a casa mia sono cresciuta con il sound anni Sessanta”.
Elisa però non potrà assistere alla prima torinese. “Mi hanno invitato per uno show a New York. Tutta colpa, si fa per dire, di una coreografa americana che ha deciso di usare una mia canzone per le sue lezioni. Il pezzo ha funzionato e vogliono che mi esibisca là”.
La schiva cantante di Gli ostacoli del cuore non dice che i momenti più esaltanti di questa esperienza sono state le lezioni di canto che ha tenuto ai ragazzi del cast. “Uno spettacolo nello spettacolo” assicura il regista Giampiero Solari. “Per fare questo lavoro ci vogliono energia e passione. La fatica di riprovare cento volte lo stesso brano la superi solo se ci credi davvero. Ecco, Elisa è una ragazza di grandissimo talento mossa dall’arte e dalla bellezza”.
Vederla nei panni della maestra di musica ha dato a tutti una forza incredibile, racconta Solari. “I protagonisti, per diventare tali, hanno dovuto lottare duro. La selezione è stata micidiale. Fino all’ultimo secondo siamo stati incerti nella scelta dei ragazzi”.
Un casting estenuante è stato fatto anche a New York. “In quell’occasione abbiamo avuto la fortuna di incontrare James Rado, uno degli autori originari dello show. James credeva così tanto in Hair che lo fece debuttare nel 1967 in un teatro ancora in costruzione. Recitavano tra macerie e calcinacci. Rado è un uomo incredibile, rimasto con la testa e le abitudini al tempo dei figli dei fiori, capace di battute e freddure che ti lasciano paralizzato. Lui non ha dubbi ed è convinto, esattamente come quarant’anni fa, dell’attualità del messaggio del musical a cui ha dedicato l’intera vita. Quando gli ho detto che la vera sfida che avevamo davanti era riuscire a riempire i teatri di diciottenni, lui mi ha risposto: ‘Verranno, verranno… Anche se non sanno più sognare come i ragazzi della mia generazione. Oggi le droghe sono molto meno pure’”.
- Lunedì 18 Febbraio 2008










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Il 18 Febbraio 2008 alle 15:16 Hair: torna il musical della Love Generation, noi l’abbiamo visto in anteprima » Panorama.it - Cultura e società ha scritto:
[...] Nel backstage con Elisa durante le prove di Hair Panorama Canali Cultura e società Hair: torna il musical della Love Generation, noi l’abbiamo visto in anteprima [...]
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