A guardarli giù dal palco della Casa 139 di Milano dove ieri sera si sono esibiti in concerto, Tiny master of today, i due fratellini prodigio del garage rock mondiale, fanno davvero tenerezza. Ieri sera Ivan, il maggiore dei due compiva 14 anni; mentre la piccola Ada, che tra una canzone e l’altra tradiva un po’ di ansia mangiandosi le unghie e toccandosi i capelli, a soli 12 anni imbracciava un basso che pareva più grande di lei.
Eppure questi due esili ragazzini di Brooklyn si stanno rivelando degli campioni del rock: David Bowie li adora, Karen O degli Yeah Yeah Yeahs ha addirittura inciso con loro, e in alcune date del tour Russel Simins, il primo e ormai leggendario batterista di Jon Spencer Blues Explosion, ha voluto suonare al loro fianco.
Certo, non sono i Ramones o i Green Day, ma non dimentichiamo che sono poco più che bambini, e che anche se i testi sono elementari e i ritmi schematici, le loro canzoni spaccano. Se riescono a superare l’infanzia senza i traumi della sovraesposizione mediatica, con ogni probabilità diventeranno delle star.
Incontrali è come darsi appuntamento in una scuola: stanno lì su un angolo che giocano a biliardino, mangiano gelati, al fianco della immancabile mamma.
Allora ragazzi, parlaimo un po’ di voi. Cosa amate fare nel tempo libero quando non siete in studio, in tour o a scuola?
Tutto quello che fanno i ragazzi della nostra età”, dice Ivan giocando a biliardino. Ada aggiunge “io leggo Harry Potter e scrivo, mentre Ivan guarda i film e ama i Flinstones”.
Visto che siete così impegnati, quando li fate i compiti?
“A scuola non veniamo giustificati perchè siamo in tuor”, ammette Ivan a malincuore, “quindi il più delle volte dobbiamo farli in treno”.
E i vostri amichetti, vi sostengono?
“In realtà”, dice Ada, mostrando il volto di un’infanzia un po’ sacrificata, “noi non li frequentiamo più tanto. Però penso che comprino i nostri Cd e ci sostengano da lontano”.
Vi aspettavate di avere un ammiratore così leggendario cone Bowie?
Ivan: “No in realtà non ci aspettavamo nulla. È tutto arrivato così all’improvviso. Non nascondo che ci piacerebbe fare anche qualcosa con lui. Magari potessimo collaborare”.
E i vostri genitori?
Ada: “Ci accompagnano e ci sostengono ovunque. Stanno sempre nel pubblico a urlare e tifare per noi e sono stati loro a insegnarci a usare gli strumenti. Io a sette anni suonavo la pianola e due anni fa ho cominciato ad usare il basso”.
So che purtroppo non avete avuto tempo di vedere nulla in Italia perché siete arrivati da poche ore e domani (oggi, ndr) partirete per la seconda data Italiana a Torino nella Stanza 211. Ma quali posti vi sono piaciuti di più in Europa?
Ada: “Sicuramente a Francia. In realtà ci siamo stati solo un giorno e neanche a Parigi, ma per quello che abbiamo visto ci piace molto. In Spagna addirittura ho avuto la possibilità di capire quello che le persone dicevano, visto che studio un po’ di spagnolo a scuola. Ma in Italia ancora non abbiamo visto nulla. Spero che domani prendendo il treno per Torino, riusciremmo a vedere qualcosa dal finestrino…”
- Venerdì 22 Febbraio 2008











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