
Un’altra statuetta per Dante Ferretti e sua moglie, Francesca Lo Schiavo, maestri della scenografia mondiale; e primo Oscar per il compositore Dario Marianelli. Così l’Italia conquista la sua fetta di torta nella notte degli Oscar che ha visto l’affermazione del cinema europeo accanto al rinnovato successo dei fratelli geniali del cinema statunitense, Joel ed Ethan Coen.
Miglior film, migliore regia e sceneggiatura non originale sono andati infatti al loro Non è un paese per vecchi, assieme alla statuetta conquistata dallo spagnolo Javier Bardem come miglior attore non protagonista nello stesso film.
Miglior attore, l’inglese Daniel Day Lewis ne Il petroliere, miglior attrice la francese Marion Cotillard splendida interprete di Edith Piaf ne La vie en rose.

La notte degli Oscar ha premiato la maestria sapiente di Dante Ferretti, uno dei maggiori scenografi mondiali, da anni trapiantato con la moglie ad Hollywood. Ferretti, alla sua nona nomination, ha conquistato il suo secondo Oscar (il primo era stato per The Aviator). Assieme alla moglie Francesca Lo Schiavo ha disegnato l’ambientazione ai misfatti ottocenteschi di Sweeney Todd, il diabolico barbiere di Fleet Street: una Londra di fine ‘800 lugubre e drammatica, quasi sempre in bianco e nero, che fa da sfondo al musical-horror, ultima fatica di Tim Burton. Il marchigiano Ferretti è salito sul palco accompagnato dalla moglie e ha trattenuto a stento l’emozione: “Grazie all’Academy, a Tim Burton, a tutti”.
“Grazie a Tim Burton, un grande artista e a Johnny Depp, per questo film fantastico”, gli ha fatto eco la moglie, ricordando l’attore ormai alter-ego delle geniali quanto folli fantasie del regista.

Primo Oscar invece per il pisano Dario Marianelli, che ha conquistato la statuetta per la memorabile colonna sonora di Espiazione, il film di Joe Wright, tratto dall’omonimo romanzo best-seller di Ian McEwan. Marianelli, che da anni vive a Londra con la moglie e i figli, aveva ottenuto la nomination anche per il tema musicale di Orgoglio e pregiudizio, opera prima dello stesso regista. Ce l’ha fatta stavolta con uno splendido e originalissimo lavoro, che ha per tema caratteristico il picchiettare continuo dei tasti sulla macchina da scrivere: un tema in qualche modo evocativo della scrittura mcewaniana, ma anche della protagonista, una scrittrice di successo che deve affrontare un doloroso cammino di espiazione e pentimento.
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Il VIDEO servizio:
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- Lunedì 25 Febbraio 2008









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Il 26 Febbraio 2008 alle 12:21 La prima volta di Ethan Coen » Panorama.it – Panorama First ha scritto:
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