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Due blogger morti per infarto negli ultimi quattro mesi. Un terzo è sopravvissuto a un attacco cardiaco. E Mike Arrington, fondatore di TechCrunch (una sorta di Dagospia nel mondo dei blog), confessa al New York Times il suo malessere: è ingrassato di quindici chili negli ultimi tre anni, ha sviluppato un grave disordine del sonno e ha trasformato la casa in un ufficio per sé e per i suoi quattro dipendenti. Insomma per chi vuole tentare la strada del blogging come professione autonoma si prospetta tanta fatica, poco sonno, rischi per la salute e scarsi guadagni. Una questione che ha acceso discussioni in rete tra scettici e critici.
“Scrivere un blog non deve essere una gara” ha commentato Doc Searls, guru del web 2.0, la tendenza alla crescente interattività della rete. “Non credo che lo stile di vita ritratto nell’articolo rappresenti la massa dei blogger che stanno vivendo o tentando di vivere con questo tipo di attività professionale” aggiunge Matt Craven, altro nome noto della rete. E un lettore, Gregory Yankelovich, commenta: “Divertente, ho iniziato a scrivere un blog per motivi terapeutici”.
Eppure, più di altri Paesi, Stati Uniti e Gran Bretagna stanno sperimentando gli effetti della diffusione di massa dell’informazione online: l’inglese è la lingua franca di internet, parlata da un pubblico globale. E i lettori dal mondo chiedono notizie 24 ore su 24 perché accedono al web da fusi orari differenti: proprio la forma del blog consente aggiornamenti rapidi, e la discussione attraverso i commenti. Negli Usa, poi, la maggior parte dei blogger professionisti che vivono con questa attività si occupa di tecnologia e deve tenere il passo con laboratori effervescenti nel mondo hitech come quelli della Silicon Valley e della Costa occidentale, dove la velocità dell’informazione e la partecipazione dei lettori è elevata. Tendenze che si traducono in un costante stress. E, per ora, la pubblicità online riesce a garantire guadagni consistenti soltanto per pochi. Ma il mercato sta sperimentando modelli di business alternativi alle inserzioni su internet. In un mondo in evoluzione accelerata sono tentativi in grado di aprire prospettive più sostenibili per i “forzati del blogging”. Una frontiera che riguarda gli equilibri dell’informazione online: tra professionisti e “amatori”, tra editori e pubblico.
- Lunedì 7 Aprile 2008









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