- Tags: Alfred-Hrdlicka, arte
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Una mostra allestita nel Museo del Duomo a Vienna ha scatenato un mare di polemiche per il contenuto blasfemo di alcune opere, compresa una, nel frattempo rimossa, che trasforma l’ultima cena di Gesù e gli apostoli in orgia omosessuale.
“Religione, carne e potere”: è questo il titolo della controversa retrospettiva dell’artista austriaco Alfred Hrdlicka (nella foto in alto), allestita questi giorni dal Museo dell’Arcidiocesi proprio in occasione del suo 80/mo compleanno.
Vi sono esposte una cinquantina di opere fra tele, grafiche e sculture dell’artista. Alcune molto controverse. E una in particolare che sembra avere superato il limite di tollerabilità degli spettatori cattolici. Si tratta di un remake del famoso affresco leonardesco dell’ultima cena intitolato L’ultima cena di Leonardo restaurata da Pasolini.

Un particolare dell’opera incriminata
A differenza dell’originale leonardesco, il quadro di Hrdlicka raffigura il Cristo anonimamente, senza volto, ma con un fallo ben visibile. Attorno a Gesù saltellano i 12 Apostoli in atteggiamenti omoerotici, masturbandosi l’un l’altro in una sorta di copula collettiva gay.
I fedeli hanno protestato in massa, con lettere e telefonate. Proteste di bloggers scandalizzati da Austria, Germania e persino Usa sono piovute sull’Arcidiocesi gridando alla “blasfemia” e “dissacrazione” di uno dei motivi più sacri della religione cattolica. Anche l’Arcivescovo di Vienna, cardinale Cristoph Schoenborn, è stato attaccato per avere permesso l’allestimento di una mostra del genere.
Lo scorso 19 marzo, pochi giorni prima della Pasqua, il dipinto incriminato veniva rimosso dalla esposizione, che sarà aperta peraltro fino al 10 maggio. In compenso, un altro quadro, meno controverso, ma non meno allusivo, è rimasto al suo posto: mostra la scena della Crocifissione con un soldato che con una mano percuote Gesù e con l’altra si tocca i genitali.
“Hrdlicka è un artista molto importante” ha dichiarato oggi all’Agenzia Ansa il portavoce dell’Arcidiocesi, Erich Leitenberger, “Se il Museo del Duomo decide di dedicargli una mostra per il suo 80/mo compleanno” ha precisato “non significa automaticamente che appoggia tutto ciò che espone”. Quanto all’artista stesso, che si dice orgoglioso di essere un ateo, proletario marxista, ha spiegato di avere rappresentato Cristo e gli Apostoli in quel modo perché nel dipinto di Da Vinci cui si è ispirato non ci sono donne attorno e lo stesso Leonardo “era convinto che la cerchia degli Apostoli fosse legata da homo-eros”. “Mi sono sempre ubriacato della Bibbia”, ha detto riferito ai suoi primi lavori ispirati alla religione della fine degli anni ‘40. “È emozionante come un romanzo poliziesco e letterariamente insuperabile”, ha commentato Hrdlicka.
- Martedì 8 Aprile 2008









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Commenti
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Il 8 Aprile 2008 alle 18:33 nhico ha scritto:
Questo portavoce andrebbe preso a vergate. Siamo stufi di vedere infangata la nostra religione. In quanto a questo genere di artisti, è meglio perderli che trovarli. Forse l’indignazione dei cattolici non basta più, forse è necessario pensare a nuove forme di difesa.
Il 9 Aprile 2008 alle 11:30 daniele1950 ha scritto:
Questi accattoni che si autodefiniscono artisti non sono altro che putridi vigliacchi, se la prendono con i cattolici perchè sanno che non reagiscono, provino a farlo con gli islamici, provino a fare un dipinto gay con maometto e gli ulema, la ex cantante madonna provi a ballare, anzichè sulla croce, su un cubo a forma di pietra nera, provino i socialisti a paragonarsi ad allah, potremmo anche sentirne e vederne delle belle. Ma d’altronde come ha scritto qualcuno “Il coraggio, se uno non ce l’ha, non se lo può dare”. Riguardo agli “artisti” poi, bambini impiccati, merde d’autore, cessi, immondizia e quant’altro, “tutto fa brodo” e soldi alla faccia degli idioti che vanno a vedere e comprano queste schifezze cosiddette d’autore.
Daniele
Il 9 Aprile 2008 alle 19:06 dido1 ha scritto:
Qui non si tratta di essere offesi perchè cristiani, ebrei, mussulmani, e chi ne ha più ne metta, ma la normale decenza indurrebbe a pensare che “l’artista” è una persona malata e quindi da curare.
Più malato di lui è quel “signore” che ha autorizzato la mostra, e a voler ben indagare qualche cosa di strano ci deve essere.
Altro che fare un esame psichiatrico ai magistrati, si dovrebbe negare agli autori di questa schifezza il diritto di cittadinanza europea, e per questo accompagnarli in Iran gratis per un mese.
Il 10 Aprile 2008 alle 9:05 gius ha scritto:
si fanno mostre di cose assurde e se provi a dire che fa schifo ti dicono che tu non capisci nulla di arte. basta con la mostra di schifezze. l’arte è arte il resto è robaccia che qualcuno cerca di buttare sul mercato per fare soldi. apriamo gli occhi e disertiamo certe mostre che fannno solo del male all’arte VERA
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