- Tags: aborto, Aliza-Schvarts, arte, mostre
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Shock a Yale: una studentessa di arte dell’ultimo anno ha messo in scena un’installazione che mostra come per nove mesi si sia auto-fecondata in casa grazie a prodighi donatori, assumendo nel frattempo farmaci che hanno provocato gli aborti spontanei dei feti. Il tutto rigorosamente filmato nella vasca da bagno e confezionato in un video per il pubblico.
Il progetto di Aliza Schvarts, parte della sua tesi di laurea, sarà esposto tra le proteste la prossima settimana alla galleria Green Hall dell’Università di Yale, a New Heaven, nel Connecticut. “Credo fermamente che l’arte debba essere uno strumento a sostegno della politica e dell’ideologia, non solo un bene di consumo” ha detto la studentessa. “E penso che la mia creazione alzi il livello di ciò che pensiamo che l’arte sia chiamata a fare”.
Ma la sua ‘creazione’, che secondo la Schvarts non aveva alcun intento scioccante ma voleva solo indagare i rapporti tra l’arte e il corpo umano, è parsa subito a molti, più che altro, una violazione di ogni codice morale ed etico e trivializzazione dell’aborto: questo il grido d’allarme lanciato sui forum studenteschi dai colleghi artisti. Martedì il vernissage.
- Giovedì 17 Aprile 2008









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