Gli Afterhours venerdì 2 maggio presentano il nuovo album I milanesi ammazzano il sabato direttamente dal palco della loro prima tappa del loro tour, a Bologna. “Ci piace andare ai concerti sapendo che la gente ancora non conosce i nostri pezzi. Salire sul palco con il dubbio. Creare un momento di curiosità” racconta a Panorama.it Manuel Agnelli, leader del gruppo.
Otto i concerti per cantare i 14 brani a cui hanno collaborato artisti internazionali come Greg Dulli, Stef Kamil Carlens, Brian Ritchie e John Parish, che partecipa non solo come musicista ma anche come coproduttore di parte dell’album.
Dopo i video dei singoli: Pochi istanti nella lavatrice e È solo febbre, nella capitale tedesca avete girato Riprendere Berlino, con un filo di nostalgia. Perché?
Abbiamo scelto Berlino perché qui sono successe cose molto importanti per la nostra vita, per questo scriviamo che sarebbe bello riprendere quei momenti, riconquistarli.
Con il brano I milanesi ammazzano il sabato,che dà il titolo anche all’album, ritorna l’inquietudine e l’amarezza degli After?
Questo brano è la chiave di lettura del disco che, come il nostro vivere, è un po’ schizofrenico, scuro, allegro, frizzante. Centrale è il tema della famiglia, della quotidianità vissuta a volte in modo favolistico, a volte in modo più crudo. Come questa persona che sta tornando a casa sua e pensa che potrebbe anche non tornare, sparire, ricominciare, pensare solo a sé. Fuggire da tutto ciò che è prezioso e allo stesso tempo è anche una gabbia. Ma alla fine torna a casa e dice ai suoi cari “voi siete il mio regno e allora beccatevi ’sto re”.
“La mia città ci insegna a vivere da pipistrelli chiusi in scatole”: avete fatto una lista delle cose che non vi piacevano, a partire da Milano?
Milano è la nostra città. La amiamo. E sappiamo che c’è molto qualunquismo nel criticarla: Milano è sporca, è brutta, fa schifo. Non è vero, è molto vitale, ma le manca la cultura del sociale e questo l’abbiamo voluto sottolineare con una canzone che è un gioco di parole che riguarda noi, Afterhours. Siamo noi quei milanesi del titolo. È la storia della nostra quotidianità, di come noi ammazziamo il sabato.
Le novità di questo album?
Sono i fiati. Con Enrico Gabrielli li abbiamo usati in maniera poco canonica, molto aggressiva, sempre complementari alle chitarre. Siamo e rimaniamo un gruppo rock. Abbiamo giocato anche con le voci. Questo è il nostro disco con più voci in assoluto.
La canzone più difficile da suonare?
Pochi istanti nella lavatrice. Un pezzo nato per caso, non riuscivamo ad andare a tempo, ma quando ce ne siamo accorti ci è piaciuto e abbiamo riprovato a riprodurre questo “fuori tempo” ed è stato difficilissimo, ma alla fine è uscito un caos organizzato niente male.
Riprendere Berlino
Pochi istanti nella lavatrice
È solo febbre
- Martedì 29 Aprile 2008










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Commenti
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Il 29 Aprile 2008 alle 10:19 Afterhours all’estragon sabato 2 maggio by Bologna ha scritto:
[...] Sarà Bologna, ed in particolare l’estragon ad inaugurare il nuovo tour degli Afterhours che in un’intervista a Panorama hanno parlato del loro nuovo album: I milanesi ammazzano il sabato. [...]
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